Ferrari 212 Inter Carrera-Panamericana 1952, Ferrari Racing Collection [di Umberto Cattani]

Ferrari Racing Collection
Ferrari 212 Inter
1/43
A cura di Umberto Cattani
Foto Umberto Cattani
R…Efrain Ferrari alla Carrera!
Una delle rare immagini che ritraggono
la Ferrari 212 di Echevarria poco prima del via. Si nota
il paraurti, assente sul modello di Styling ma non si
vedono le piccole pinne sui gruppi ottici di coda. Qualche
dubbio nasce anche osservando la forma dello stesso
paraurti. 

All\’edizione 1952 della terza Carrera Panamericana parteciparono nove Ferrari, distribuite tra 250S, 212 Inter, 212 Export, 340 Mexico e 340 America. La vettura che si classificò meglio fu la 340 Mexico di Chinetti e Lucas, appoggiata da un\’industria locale di oli e detersivi, la 1-2-3, proprietà di Santiago Ontanon. Ognuna di queste vetture è stata riprodotta in scala 1/43 con esiti altalenanti. In particolare, il modello che ci riguarda più da vicino, la 212 Inter di Echeverria e Becerril, entrò nei cataloghi Styling Models ma è da dimenticare perché infarcita di troppi errori. L\’uscita della Ferrari Collection è quindi salutata con grande interesse, trattandosi di una riproduzione inedita come diecast e piuttosto corretta nella decorazione e nell\’interpretazione delle linee generali, a parte qualche dettaglio evidenziato nelle didascalie che corredano le immagini.
Questa è la 212 oggi. La presenza dei gommini elastici e del paraurti a lama rende fedele il modello IXO ma la storia è un\’altra cosa. Che potrebbe saltar fuori da un\’immagine presa di 3/4 anteriore?

In mancanza d\’altro, incrociamo le dita, auguriamoci che chi ha restaurato la vettura di Echeverria abbia colto nel segno. 

Pur essendo una Ferrari e pur avendo alla guida un campione messicano di football, questa  212 non ebbe molta considerazione tra i fotografi. Estremamente difficile scovare documentazione a suo riguardo. 
Efrain Ruiz Echevarria – o Echeverria come riporta il nostro modello, il dubbio resta – iscrisse in forma privata una Ferrari 212 Inter alla terza edizione della Carrera Panamericana. Lo sportivo messicano poteva contare, anche lui come altri, sull\’appoggio della 1-2-3 Productos, azienda produttrice di oli e detersivi molto diffusa in tutto il Sud America. Fu accompagnato nell\’avventura da Pedro Villegas Becerril, amico che svolgeva le funzioni di meccanico.
Riferendoci alla storia, questo  chassis fu punzonato due volte per ragioni doganali, ed è identificato sia come 0292 MM sia come 0239 EU. 
Un\’altra immagine rara della coda, l\’obiettivo schiaccia la vettura facendola assomigliare ad una sogliola. I rostri sui paraurti, comunque, sono ben evidenti…
Nel corso della sua vita ha subito diversi restauri, anche se il più attendibile sembra essere l\’ultimo, risalente a pochi anni fa ed è a questo che IXO è risalito per realizzare il modello. Styling Models all\’epoca lo interpretò senza paraurti e con una colorazione rosso vivo accoppiata alla tinta avorio per il tetto. Se oggi possiamo mettere in collezione questa riproduzione è solo grazie alle numerose immagini che circolano in rete, relative all\’ultimo rialzo, dato che esiste pochissima documentazione d\’epoca su questa bella Ferrari.
I cerchi non ci sono piaciuti e ci è parso imperativo sostituirli con altri fotoincisi. 

La gara di Echeverria fu relativamente breve. Al termine della prima tappa, da Tuxtla ad Oaxaca per 530 km, la 212 si classificò al dodicesimo posto, distante poco meno di un\’ora dalla Gordini di Behra. Andò meglio il giorno seguente, Ruiz arrivò a Puebla in nona posizione, davanti ad un giovanissimo Phil Hill ma non gioì troppo a lungo, una spettacolare uscita di strada della sua Ferrari lo costrinse al ritiro poco prima di arrivare a Mexico City.
Riuscita la calandra, con qualche ritocco di pennello diventerà ancora più realistica. Le frecce anteriori sono solo dipinte, fresarle sarebbe stato un rischio che non ci siamo sentiti di affrontare.  
Come già accennato, il modello non presenta difetti gravi, ed il cipollatore ruspante dovrà intervenire solo per un lavoro di rifinitura. Noi abbiamo voluto cambiare i cerchi con altri a raggi fotoincisi, mantenendo le gomme di serie ma dipingendoli in alluminio. 
A parte il nome del copilota, le fiancate del modello sono perfettamente identiche. La frazionatura del cristallo laterale è ottenuta a rilievo sulla plastica. 

Nuovi anche i tergicristallo e le molle di sostegno del bagagliaio, che rimpiazzano i gommini elastici adottati dalla 212 restaurata. Esternamente, il plexi parainsetti è stati rimpiazzato da un rettangolo in acetato. I terminali di scarico sono stati sostituiti, incollando al loro posto gli immancabili connettori elettrici. 
La placca della gara, ora incollata malamente, va rettificata subito nell\’inclinazione. Via pure i terminali di scarico. 
Muniti di pasta lucidante, abbiamo provveduto a lucidare la carrozzeria, al vero già piuttosto in ordine. Internamente, sui sedili abbiamo montato le cinture di sicurezza obbligatorie per regolamento, al centro del padiglione va inserito lo specchietto retrovisore, quest\’ultimo fotoinciso come le fibbie delle cinture e della cinghia che fissa la ruota di scorta. Il volante è ora con corona in legno e con razze di colore alluminio. 
Visto dall\’alto il modello sembra di dimensioni generose. Rispecchierà la realtà oppure sono altri che hanno giocato di fantasia?
Al centro inseriamo il cavallino, una decalcomania ad acqua che riproduce anche una coppia di quadranti applicati sul cruscotto. Qualche lieve ritocco di vernice è necessario, come sempre, ma, in questo caso, il lavoro non ha richiesto che un paio di orette, minuto più, minuto meno.
Un dettaglio del cerchio a raggi in plastica. Per poco meno di 13 euro non si poteva sinceramente chiedere di più. 

Gli interni sono decisamente poveri ma sostanzialmente corretti. Sul colore dei sedili, difficile pronunciarsi, noi li abbiamo tenuti neri ma, grazie alle viti ed alla possibilità di trovare altre immagini, in futuro si potrà correggere un eventuale errore. 

In poco tempo abbiamo arricchito l\’abitacolo. Nel testo abbiamo descritto come e dove intervenire. 

La ruota di scorta è fissata grazie a tre cinghie che sono serrate da una fibbia in fotoincisione. 

Sullo chassis sono già state inserite le nuove scarpe, corretto l\’assetto del modello firmato da IXO. 

Sul pianale è già inserito l\’abitacolo, i cerchi, prima cromati, sono ora dipinti in alluminio lucido. 

I più esigenti avrebbero preferito senza dubbio veder riprodotta la 212 Inter che vinse l\’edizione 1951 della Carrera ma è probabile che l\’angoscioso dubbio che ancora avvolge questa vettura, relativo alla sua colorazione, deve aver scoraggiato i curatori della collana Ferrari Racing Collection. 
Il lavoro è a buon punto ma mancano ancora dettagli come i tergicristallo ed il piccolo parabrezza aggiuntivo. 

Come sempre, il nostro modello poggia le gomme su una strada messicana. La finzione inganna ma la foto va vista da molto lontano!

Per rendere il modello perfetto l\’avremmo dovuto rifare. Se le pinne in coda si possono togliere, diventa difficile rifare il paraurti, a causa della cromatura che poi si renderebbe necessaria. 

Qui poco è cambiato dall\’originale, se potete ripartire da zero contando su un set di decalcomanie, rimpiazzate le frecce ora dipinte in argento con dettagli riportati. 

Oltre lo sponsor 1-2-3, sulle Ferrari spiccava la scritta della ditta Sinclair, produttrice di oli lubrificanti. 

Qualcosa cambia come sfondo ma tutto quello che è in primo piano resta invariato. 
In ogni caso, si tratta dell\’ultimo inedito di questa raccolta, le prossime uscite, focalizzate su 575 GTC, 458 Italia, 250 TR, 412P, 333 SP, F40 LM, 360 GT, 308 GTB ed F430 GTC, non portano nulla di inedito, a parte le livree, nelle vetrine.
Un paio di fermi a molla rimpiazzano vantaggiosamente i gommini elastici presenti solo sulla vettura restaurata. 

Fortunatamente la decorazione, ottenuta in tampografia, è fedele, altrimenti la correzione avrebbe generato più di un problema. 

A ben guardare, sembra che il rosso utilizzato da IXO sia lievemente metallizzato ma è probabile che lo smalto sia stato applicato sulla base dell\’argento con cui è dipinto il tetto. 

Quando si parla di Carrera Panamericana niente è certo e non sono rare le sorprese appena si trovano nuovi filmati o ulteriori immagini. Nel frattempo, accontentiamoci, anche perché il modello non ha un prezzo esorbitante. 

Questa bella 212 va a colmare un\’importante lacuna in ogni collezione relativa alla Carrera Panamericana, dato che il modello Styling è esaurito da tempo e di difficile reperibilità. 

La classica foto di famiglia 1-2-3 risalente al 1952. Raggruppa, oltre la 212 dell\’articolo, la 250S di Bracco al centro (Jolly Model) e la Inter di Ibarra a destra (BBR). In primo piano, invece, la 250 MM che Echevarria guidò l\’anno seguente, terminando la gara all\’undicesimo posto (F.D.S.)

53 pensieri riguardo “Ferrari 212 Inter Carrera-Panamericana 1952, Ferrari Racing Collection [di Umberto Cattani]

  1. Botta e risposta quasi immediato.Jesse dagli Stati Uniti ha replicato nel giro di nemmeno cinque minuti, purtroppo era presente solo dal 1953.Lo scrivevo anche a David, più si sale nella gerarchia dei veri appassionati e competenti, più si trova cortesia e disponibilità.A tanti che conoscono potrebbero iniziare a fischiare le orecchie ma tanto, davvero tanto, rischiando la sordità…..

    "Mi piace"

  2. Ti ammiro Umberto per la tua costanza, tu hai le mani d'oro e una conoscenza da far impallidire i più sedicenti esperti, non mi sento di infierire su questa storia, ti auguro che tu possa trovare la tua giusta collocazione. Con amicizia.Madyero

    "Mi piace"

Lascia un commento