Ormai molti anni or sono, l\’Osella PA8 segnò il debutto di Pier Luigi Madiai come produttore di modelli speciali in scala 1:43. All\’epoca – si era alla fine degli anni novanta – i piccoli artigiani avevano ancora campo del tutto libero, al riparo dalla minaccia dei resincast e ovviamente anche di marchi come Minichamps o Vitesse, ancorato all\’esigenza di tirature comunque alte.
Negli anni, l\’Osella di Madyero si è fatta apprezzare, sia come kit che come factory built. Della PA8 furono realizzate le versioni Alpilatte 1980 della 24 Ore di Le Mans (tutt\’ora un modelli fondamentale per gli specialisti della materia) e della 1000km di Monza, oltre ad un limitatissimo numero di esemplari in versione 6 Ore del Mugello. All\’uscita della PA8 seguirono le altre due Osella di Le Mans (la PA5 Elvia del 1977 e la PA6 Toleman del 1978), la PA9 del mitico Mauro Nesti e recentemente la PA4 vincitrice della Targa Florio 1977, di cui potete leggere qui. Esce invece in questi giorni la versione 1000km di Digione del 1980: livrea Alpilatte, la vettura si distingueva per la presenza dell\’alloggiamento dei fari privo però dei fari stessi. Ne derivava una configurazione abbastanza bizzarra, che rende il modello alquanto originale.
Siglata la pole position, Lella Lombardi si ritirò al 2° giro per incidente, cosicché il suo compagno d\’equipaggio, Vittorio Brambilla non coprì in gara neppure un metro. A questo punto, per completare la stagione Mondiale Marche 1980 corsa dalla celebre PA8 Alpilatte, non resterebbe che la versione Vallelunga.
| La versione che corse in Francia si distingueva per la presenza dell\’alloggiamento dei fari nei quali vi erano però solo le sedi per ospitare le parabole. |
| A distanza di oltre 15 anni dalla sua uscita, l\’Osella di Madyero è un modello ancora validissimo. |
