Dopo il ritiro dal WEC avvenuto alla fine del 2017, la Porsche ha avviato un programma denominato 919 World Tour, incentrato sul tentativo di battere i record sul giro dei più famosi circuiti mondiali.
| La 919 viene presentata ufficialmente al Salone di Ginevra del 2014, prima di debuttare alla 6 Ore di Silverstone (foto David Tarallo) |
![]() |
| 919 tribute: la Porsche 919 si concede un anno all\’insegna della prestazione pura. |
La Porsche 919 in versione sperimentale, senza i lacci e lacciuoli del regolamento LMP1 ha polverizzato ogni record, prima a Spa, poi al \’Ring. Apriti cielo. Soprattutto per il record in Germania, la Porsche è stata tacciata di antisportività o di autocelebrazione velata di codardia. Il record di Bellof – si dice – era stato ottenuto con una vettura ottemperante a una normativa tecnica ben precisa, all\’interno di una gara certificata dalla federazione internazionale e valevole per un campionato del mondo. D\’accordo. Ma l\’iniziativa di quest\’anno legata alla 919 non è assolutamente un\’offesa alla classe di un pilota come Bellof, né alla validità di una fantastica vettura quale fu la 956 degli anni ottanta.
![]() |
| La 919 in configurazione record, impiegata quest\’anno nel world tour di congedo. |
Più semplicemente, vuole essere il coronamento di quattro anni agonistici in cui la 919 ha vinto tutto quello che c\’era da vincere in gare vere, e oggi la Porsche sfrutta giustamente a livello pubblicitario i successi raggiunti. Alla casa di Stoccarda si rimprovera di pestare sul pedale della pura propaganda. E anche se così fosse, non sono anche le corse stessa una sorta di propaganda? Anzi, esse costituiscono la più facile delle pubblicità, e questo l\’aveva capito anche uno come Enzo Ferrari. Del resto i record in solitario sono sempre esistiti, basti pensare ai primati ottenuti da Mark Donohue a Talladega con la Porsche 917/30 che aveva dominato la Can-Am. Si tratta di due discipline diverse, ognuna dei quali offre motivi d\’interesse e di discussione tecnica. Del resto c\’è chi come Peugeot e Toyota ha fatto parlare di sé per una-due stagioni prima di mettere una macchina in pista, dopo la presentazione di più o meno probabili manichini: se non hai il DNA vincente, l\’anno migliore è quello in cui annunci l\’avvio di un programma sportivo e la stampa ti segue nei test privati dove ovviamente nessuno può torcerti un capello. Peugeot, poi, ha vinto a Le Mans una volta su cinque con la tanto decantata 908 e Toyota quest\’anno contro nessuno, dopo una serie impressionante di figuracce in mondovisione.



