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| Hurley Haywood a Le Mans nel 2019. Si riconoscono anche Jacky Ickx, Patrick Dempsey, Wolfgang Ullrich, Hugues de Chaunac (foto David Tarallo) |
Avevo incontrato Hurley Haywood per l\’ultima volta alla 24 Ore di Daytona 2003. Forse ci eravamo incrociati ancora da qualche parte, ma non l\’avevo notato e non avevo avuto l\’occasione di parlarci. Haywood è forse poco conosciuto dal pubblico europeo (men che meno italiano, che preferisce maledire Pirro sui social…) ma è uno che ha vinto tre 24 Ore di Le Mans e non so quante volte la 24 Ore di Daytona. A Le Mans quest\’anno era grand marshall e ha portato un po\’ di quello spirito americano che non sempre si è ben conciliato col modo europeo d\’intendere le corse. Ad ogni modo, due delle Porsche 911 RSR ufficiali, iscritte da Porsche of North America, portavano i colori Brumos in onore del concessionario che tante vittorie ha ottenuto col marchio Porsche e anche, ovviamente di Haywood, parte integrante di quei successi. Il numero 59 è uno degli elementi caratterizzanti della scuderia Brumos, il cui nome – forse molti non lo sanno – deriva da Hubert Brundage Motors, che era l\’azienda che Peter Gregg aveva rilevato nel 1965 dopo la morte di Brundage.
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| La livrea storica presente su due delle Porsche ufficiali è composta da tanti piccoli numeri 59 che formano le due fasce rosse e blu (foto David Tarallo). |
E il 59? \”Peter Gregg – racconta Haywood – lavorava all\’Office of Naval Intelligence e un giorno, vide un enorme numero 59 dipinto sul ponte di una portaerei; la forma di quelle cifre gli piacque e decise che le vetture del team Brumos avrebbero portato il 59\”. I colori, bianco con le bande rosse e blu, richiamano chiaramente la bandiera americana.


