Dopo la giornata di “vuoto” oggi, domani inizia il programma più intenso della dieci giorni di Le Mans. Ieri l’affluenza del pubblico in occasione della giornata test è stata notevole, tanto che a tratti si sarebbe creduto di essere già al mercoledì o al giovedì. Per alcune strutture ancora in via di completamento, altre erano aperte e operative, come il negozio Spark nella piazza principale del villaggio all’interno del circuito. Modelli a 80 euro, tanta gente che guardava, forse anche qualcuno che si sarà portato a casa qualche modello. Il fatto è che ormai, di originale, alla 24 Ore si trova poco o nulla. Magari ci saranno sorprese nel negozio ufficiale Peugeot o in quello Porsche, ma non ci si allontanerà ovviamente dalla tematica Spark.
Per una maggiore varietà di modelli, libri, foto e quant’altro bisognerà attendere la Classic a fine mese, e anche in quell’occasione ho l’idea che le cose non siano più come una decina di anni fa. Girando all’interno delle stradine dove hanno accesso solo i fotografi si ritrovano però atmosfere e colori che a Le Mans non cambiano mai. Basta provarsi a tagliare verso l’Hunadières in direzione Antarès -Hippodrome. Da lì sbuchi su un punto velocissimo dove i commissari ti fanno restare, basta stare attenti perché le auto ti sfiorano a velocità notevoli senza alcuna via di fuga. Dietro, alcuni cavalli girellano tranquilli e incuranti del frastuono. Sul vialetto che porta alla pista si affacciano alcune casette abitate da persone che per diversi giorni all’anno accettano di buon grado di essere “invase” da qualcosa di strano e particolare come una corsa di prototipi che ti attraversa il giardino. Offrono ai commissari, che conoscono bene perché di solito ogni gruppo occupa la stessa posizione anno dopo anno, bevande e torte fatte in casa.


E’ questo lo spirito di Le Mans, e ti sembra ancora di sentire il sibilo aerodinamico delle Porsche 956, delle WM-Peugeot e delle Jaguar sponsorizzate Silk Cut, il rumore di ferraglia delle Gruppo C2 tenute insieme con lo scotch e l’urlo strozzato delle Porsche 930 e delle BMW M1. E’ la Le Mans che non cambia, perché quegli alberi, quelle foreste stanno lì da decenni e sono loro i veri testimoni della storia.













































