Spesso la rivista francese Argus de la Miniature ha offerto un contributo notevole alla conoscenza e alla classificazione della produzione di determinati marchi, più o meno noti. Negli anni novanta, André-Marie Ruf aveva già accumulato una notevole storia (c’è chi dice la parte migliore, ma questo è un altro discorso) e i collezionisti, ancora in un’epoca senza Internet non sempre riuscivano ad orientarsi correttamente fra le decine di kit e montati usciti in una moltitudine di gamme. Nel periodo in cui Ruf entrò a lavorare da Bigaudet dopo essersi lasciato alle spalle una traumatica rottura con Lang (traumatica per entrambi, visto che il Maestro era tutt’altro che uno stinco di santo), la redazione di Argus iniziò a riunire foto e materiale vario per uno di quegli speciali a puntate intitolati “La cotation illustrée”. Vi collaborò fattivamente anche lo stesso Bigaudet, probabilmente interessato a rilanciare il personaggio di cui si era assicurato i servigi a partire dal febbraio del 1993 (anche in quel caso, lo sapete, la cosa non funzionò e i due si separarono abbastanza presto). Fatto sta che nel numero di novembre/dicembre 1993, Argus ospitò la prima parte della “quotazione illustrata”, consacrata all’attività di Ruf. Fu un numero speciale di ben 92 pagine e si iniziò con quella che era considerata l’eccellenza dell’1:43, ossia la produzione ufficiale montata, dalla Carrera RSR Turbo uscita nel 1975 ai furgoni Renault commercializzati nel 1993 con livree promozionali La Mini Miniera, Milano 43 e TSSK.


L’impresa fu senza dubbio ardua. Ciascun capitolo nei singoli numeri di Argus era occupato da una lista in cui si indicavano tutte le caratteristiche principali del modello (nome, numero di catalogo, anno di uscita, scala, colori e quotazioni di massima espresse in franchi francesi). Il tutto era corredato da foto di repertorio o inedite, note complementari e riproduzione di documenti come cataloghi e bollettini. Nel numero 161 di gennaio 1994 uscì anche un’intervista con Ruf.
Fu, quello, il primo sforzo di inquadrare in modo sistematico l’universo AMR. In precedenza i collezionisti dovevano arrangiarsi collazionando fonti a volte piuttosto complete come il TSSK ma altre volte assai incomplete e non sempre esatte.
Consultando questi repertori alla luce della documentazione emersa successivamente si possono rilevare inesattezze o più spesso lacune, ma per l’epoca il risultato poteva considerarsi eccellente. Alcune perle non erano sfuggite ai redattori, come ad esempio la Peugeot 202 montata da Magnette in 30 esemplari nel 1981, di cui però è indicato il solo colore rosso, mentre il modello esiste anche in nero. Questo tanto per fare un esempio, ma nonostante omissioni più o meno evidenti sono in molti ad aver fatto affidamento alle liste di Argus, almeno fino all’uscita del catalogo generale, pubblicato anch’esso a puntate sulla fanzine ufficiale a partire dal gennaio del 1998.



L’opera di Argus andò avanti fino al numero 170 del dicembre 1994. Nel frattempo Ruf era giù fuggito da diversi mesi da quella che considerava una prigione per fondare, insieme a Michel Croquefère, la società André-Marie Ruf (scritto per esteso, visto che il marchio AMR era rimasto proprietà di Lang) a Grisy-Suisnes. Il listing si concludeva con i kit X-Tenariv, Bernard Sauvage, Manou, GYL, Franco, con gli accessori e i cataloghi.
Ecco una sintesi di ciò che fu trattato numero per numero:
Serie AMR montate n°160 / Serie X-AMR dal n°161 al 163 / Serie Simpl’X n°163 / Serie X-F1 n° 165 / Serie Voiture n°165 / Serie BAM-X n°165 / Serie X-Solido n°165 / Serie X-Vario kit n°165 / Serie Annecy Miniatures n°166 / Serie Tron n°168 / Apothéoz n°168 / Minichamps n°169 / Serie Stanumlinea n°169 / Serie Danhausen promozionale n°169
L’interesse anche storico verso i modelli di Ruf cresceva in modo considerevole. Un bel contributo alla conoscenza di alcuni aspetti meno noti di tutta la vicenda del modellista francese lo detto il figlio Antony nel 1996, con tre articoli pubblicati su Four Small Wheels e poi riproposti nell’originale francese nel vecchio sito ufficiale, ormai non più attivo.
