La Formule 1 ma famille

Uscito qualche mese prima del volume di memorie di Pierre Van Vliet (di cui potete leggere la recensione a questo link: https://pitlaneitalia.com/2023/08/03/ma-vie-sur-les-circuits-les-souvenirs-dune-grande-voix-de-la-f1/ ), Le Formule 1 ma famille di Jean-Louis Moncet è un altro gustoso libro denso di ricordi e di aneddoti su quasi cinquant’anni di vita nello sport motoristico. Moncet è uno dei più celebri giornalisti francesi del settore: dalla carta alla celebre trasmissione Automoto, dalle sue cronache dei Gran Premi su RTL fino alla sua attività a La Cinq e Canal+, è anche autore di diversi libri di successo.

Questo libro non è propriamente un’autobiografia, ma un percorso non sempre cronologico tra fatti e personaggi del mondo delle corse. Non solo Formula 1 ma anche rally, endurance e raid. Il testo, pur restando – come è giusto in questi casi – soggettivo, offre una panoramica profonda e riflessiva sui tanti piloti incontrati in giro per il mondo, ognuno dei quali, vincente o non vincente, ha lasciato una traccia nello sport o, se non una traccia, magari solo il ricordo di un fatto esilarante, che vale la pena fermare sulla carta prima che il tempo se lo porti via.

Questi libri di memorie sono lontani anni luce da certe spente opere pagate di persona da autori dilettanti di cui ormai ci infestano anche la case editrici professionali, costantemente a caccia di quattrini. E se questo dà l’opportunità a bravi storici di pubblicare opere che nessuno avrebbe degnato di uno sguardo, disgraziatamente apre anche la strada a personaggi velleitari alla ricerca di consenso nel proprio ristretto giro, impazienti di farsi belli con ricerche raffazzonate e mal scritte su fatti che non hanno mai vissuto e su personaggi che non hanno mai conosciuto. Per carità, qui non si vuole far passare il concetto che sia lecito scrivere solo di cose di cui si è avuto diretta esperienza (in questo modo nessuno potrebbe più scrivere nulla su Napoleone o sull’impero romano) ma in qualsiasi ambito sarebbe consigliabile occuparsi di cose di cui o si ha memoria personale o sulle quali si dispone – grazie a ricerche veramente filologiche – di una documentazione inedita. Di altri lavori di compilazione, per di più redatti con stile banale e sciatto, dopo magari aver fatto impazzire un povero editor infarcendo i dattiloscritti con errori di sintassi e di ortografia, se ne fa volentieri a meno. Inutile digressione? No. Ve lo dice per esperienza uno che questi diamanti grezzi ne ha visti (e corretti) parecchi. Alcuni erano scritti talmente male che era necessario rifarli quasi per intero, e lo “scrittore” finiva pure per offendersi.

Tornando a Jean-Louis Moncet, in 336 dense pagine (non ci sono foto, cosa che limiterà la diffusione del volume fra i tifosi da bar e i frequentatori medi di Facebook) emergono ritratti vivacissimi di personaggi di ieri e di oggi: le stramberie di Laffite, la maniacalità di Frank Williams, i misteri di Vettel, le ripicche di Jean Todt, le vendette di Merzario o la signorilità di Ickx.

Il format di questo volume è uguale a quello di Ma vie sur les circuits di Van Vliet. Sono due libri che vanno letti uno dopo l’altro (i fatti narrati abbracciano pressoché lo stesso arco di tempo) e costituiscono un sano esempio di buona memorialistica che grazie al cielo esiste ancora. Una ventata d’aria fresca fra troppi tentativi, nostrani e non, di far diventare “autore” il macellaio, il fisioterapista o il tramviere.

Jean-Louis Moncet, La Formule 1 ma famille. Quarante ans sur les circuits : les mémoires d’un grand nom de la F1, Biographie City, 2022, brossura, pagg.336 [ISBN 978-2-8246-2083-1]

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