Una pista che sorge alle pendici del vulcano più noto, fotografato e dipinto del Giappone. Il Fuji International Speedway, inaugurato nel 1965, ospita il sesto appuntamento del FIA WEC 2023. Il tracciato, che nell’attuale configurazione misura 4,563 metri e include 16 curve, ha una lunga tradizione legata alle corse riservate ai prototipi e alle gare di durata. Nell’albo d’oro del Cavallino Rampante spiccano diversi successi: tra i più importanti quelli alla 200 Miglia del Fuji con la Ferrari 512 S nel 1970, e quelli recenti con la 488 GTE alla 6 Ore, inserita nel calendario iridato del FIA WEC.
La pista. Nelle intenzioni iniziali, il Fuji International Speedway nel 1963 era stato progettato come un “superspeedway” in stile americano, con un layout ovale che includeva due rettilinei raccordati da curve sopraelevate, ma due anni più tardi il progetto arrivò a compimento con l’apertura del tracciato come pista stradale.
Prototipi. L’impianto giapponese è stato teatro di diversi eventi che hanno avuto per protagonisti i prototipi concepiti per le corse endurance. Oltre alla 1000 Miglia del Fuji, che si disputò tra il 1967 e i primi anni Novanta, in questo novero spicca la 200 Miglia, una competizione su invito che si teneva al termine della stagione agonistica. In questo contesto Ferrari ottenne il primo successo in terra giapponese con la 512S della Scuderia Picchio Rosso (nella foto di apertura e nella gallery sotto), condotta dal pilota milanese Gianpiero Moretti, che condivise la vettura con Corrado Manfredini.



GT. Sin dalla fondazione del FIA WEC, nel 2012, il Fuji ha ospitato una tappa del calendario, a eccezione del 2021. In questo periodo la Casa di Maranello ha ottenuto cinque vittorie di classe. Le prime due risalgono alle stagioni 2014 e 2015 quando la Ferrari 458 Italia GTE s’impose con Toni Vilander e Gianmaria Bruni in LMGTE Pro. Il successivo modello da competizione, la 488 GTE, allungò la striscia vincente nel 2017, quando il Cavallino Rampante s’impose con Alessandro Pier Guidi e James Calado in classe LMGTE Pro, e con Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Miguel Molina in LMGTE Am.
Nel 2022 la doppietta messa a segno dalle 488 GTE di team AF Corse – nella categoria riservata agli equipaggi formati da soli professionisti – con Pier Guidi-Calado primi sulla vettura numero 51 seguiti da Antonio Fuoco e Miguel Molina sulla 52, permise a Ferrari di portarsi in testa alla classifica Costruttori e di presentarsi da leader del campionato in Bahrain, dove la Casa di Maranello avrebbe conquistato sia il titolo Piloti con la coppia italo-britannica sia quello riservato ai Costruttori.

Certo che vedere il compianto “momo” così giovane , stringe il cuore . Che dire …. teoricamente ora “dovrebbe” vincere una lmhd al fuji . Staremo a vedere .
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