Borsa di scambio di Novegro, domenica 3 settembre

testo e foto di Riccardo Fontana

Come promesso, ecco un succulento resoconto della mostra scambio di Novegro tenutasi nella giornata di oggi: l’appuntamento settembrino è storicamente meno ricco di quello di dicembre – fondamentalmente per il periodo di ferie agli sgoccioli ma ancora in essere – ma ultimamente il livello dei modelli in vendita sui banchi sta crescendo esponenzialmente in tutte le edizioni della mostra scambio dedicata al giocattolo d’epoca, quindi la trasferta è stata più che giustificata dall’inevitabile curiosità che un appuntamento come questo comporta.

Poche le defezioni tra gli espositori, con il numero di piazzole rimaste vuote decisamente scarno, a riprova del momento di notevole vivacità che sta vivendo l’ambiente, e buono il numero dei visitatori, seppur lontano dalle vette raggiunte in altre occasioni (le ferie di cui sopra), ma soprattutto ottimo il livello dei modelli in vendita, con pezzi di grande importanza, per quanto fare qualche considerazione sul mercato per come si è presentato in questa edizione sia d’uopo.

La merce trattata sta cambiando: si sono visti pochissimi Dinky Toys (francesi come anche inglesi) ad esempio, ed ancora meno erano quelli perfetti con scatola, pochissimi i giocattoli in latta ed in generale i pre-war, ma moltissimi Solido in condizioni pari al nuovo, soprattutto per quanto riguarda i Serie 10, disponibili in grandissime quantità su moltissimi banchi, a prezzi estremamente altalenanti tra il poco ed il decisamente troppo.

Un segnale di un’evoluzione del mercato? Una vecchia guardia di collezionisti che sta gradatamente cedendo il passo alle “nuove leve”? Certo è che la fascinazione “diretta” verso modelli degli anni ’50, quella data cioè dall’aver giocato direttamente con loro quando erano nuovi, è una merce sempre più rara per via dell’invecchiamento dei collezionisti: i Dinky od i Corgi, forse, stanno passando dallo status di modello obsoleto semplice a quello di oggetto di antiquariato classico, e noi siamo testimoni di questo passaggio.

Come al solito molti e di elevatissima qualità i modelli italiani, i vari Mercury, Politoys e Mebetoys, spesso in condizioni perfette, e quotati di conseguenza.

Altrettanto importante l’offerta di pezzi di pregio come ICIS (presenti in alcuni esemplari scatolati) ed Edil Toys, in vendita sullo stesso banco che proponeva gli ICIS: prezzi importanti, ma giustificati da un livello altissimo di conservazione e da condizioni pressoché perfette.

Dello stesso gruppo anche alcuni Dalia-Solido e Solido-Brosol, nella fattispecie una Simca Oceane Dalia e una Ferrari 500 TRC Brosol, proposte a cifre decisamente alte, ma certo adeguate all’ottimo livello ed allo stato in cui si trovavano i modelli.

Notevole anche la qualità degli speciali, seppur forse presenti in quantità minore rispetto ad altre occasioni, con due monoposto di Formula Uno autocostruite in lamierino da un giovane Balestrini in epoca pre-BBR: nella fattispecie, una semisconosciuta Connew PC-1 e una bella Tyrrell del 1973, decisamente affascinanti e meritevoli di considerazione, testimonianze di un’epoca – quella delle autocostruzioni – che si credeva definitivamente morta e sepolta ma che, complice l’avvento della stampa 3D a buon mercato, sta vivendo una nuova aurora.

Molte ed ottime le scatole di montaggio Protar in vendita, tra cui svettava una monumentale Husqvarna CR 400 Åberg Replica ancora con le sprue sigillate, analoga a quella resa celebre presso il grande pubblico da Steve McQueen in On Any Sunday (titolo in italiano un discutibilissimo “Il Rally dei Campioni”) famosissimo docu-film sul motociclismo negli Stati Uniti appena precedente all’altrettanto celebre Le Mans.

L’altalena dei prezzi, unitamente all’ottima abitudine di “fare ballare l’occhio” tra banchi apparentemente “da poco”, consentiva di fare ottimi affari, divertendosi e salvaguardando il portafoglio, per quanto la droga che questa passione intrinsecamente rappresenta rendano di fatto un ossimoro quest’ultima mia affermazione.

Decisamente un appuntamento gradevole dunque, ancora una volta Novegro si conferma come evento-cardine del panorama nazionale – e non solo – del settore, un settore che non godeva di così buona salute da anni, e forse da decenni.

5 pensieri riguardo “Borsa di scambio di Novegro, domenica 3 settembre

  1. Io ritenevo e ritengo tutt’ora che il modellismo non sia morto, tutt’altro. Anche le tue parole sulla borsa di Novegro sembrano confermarlo, caro Riccardo, e ne sono ben contento!

    Elio Venegoni

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  2. Non è affatto morto, e non morirà: tutti vogliono il modello della loro auto o della loro moto, oppure dell’auto e della moto che vorrebbero avere ma non possono, quindi è un concetto tosto a morire.
    Detto questo, è il “cosa sogna la gente” che cambia, ma ci ho appena scritto un altro articolo.

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