Ferrari 365 GTB/4 Daytona Gr.4 Ecurie Francorchamps Le Mans 1972

testo e foto di David Tarallo

La serie completa di decals delle Ferrari Daytona di Le Mans, stampate per la Boutique Auto Moto costituisce uno degli exploit più affascinanti nella lunga storia della Cartograf. Ancora oggi quelle decals sono molto ricercate e i fogli completi raggiungono quotazioni di tutto rispetto su eBay e altrove. Diversi collezionisti le conservano senza mai utilizzarle e invero questa costituisce una scelta filologicamente razionale; l’ideale sarebbe averne diversi esemplari in modo da non sacrificare il nucleo della raccolta quando si avesse bisogno di usare un foglietto per decorare ex novo o per restaurare un modello.

Qualche settimana fa mi è capitato di acquisire un paio di Ferrari Daytona della Verem: una completamente rossa, l’altra gialla con le decals (sempre Cartograf…) per la versione numero 37 di Le Mans 1973, quella con un lato rosso, per intenderci.

Avendo già in collezione questa vettura, decidevo di ricercare un’altra auto gialla della quale avessi in archivio un doppione BAM: l’unica alternativa risultava abbastanza… banale, perché coincideva con una delle tre versioni proposte da Solido ai tempi dell’uscita del kit, vale a dire la vettura numero 36 di Le Mans 1972, iscritta dall’Ecurie Francorchamps per Derek Bell, Teddy Pilette e Richard Bond. Le decals Cartograf-BAM sono ovviamente molto migliori rispetto a quelle che si trovavano nel kit Solido. Avrei comunque preferito una versione che si differenziasse dalle tre prescelte da Solido (la numero 36 di Le Mans 1972, appunto, e poi la 56 di Le Mans ’73 e la 71 di Le Mans ’74) ma pazienza: la voglia di rimettere mano a un’elaborazione semplice era tanta, e poi c’è sempre l’altro modello, quello rosso, che mi aspetta.

L’idea è stata quella di non esagerare con le trasformazioni. All’inizio, addirittura ero propenso ad aggiungere giusto un paio di dettagli a pennello, quasi si fosse trattato di uno dei primissimi montaggi da kit rigorosamente anni settanta (del resto, sui Solido fotografati da BAM per pubblicizzare la serie delle decals gli interventi erano limitatissimi). Poi, via via, ho deciso di fare qualcosa in più, non cedendo però a tentazioni che avrebbero portato troppo lontano.

A differenza della Daytona Solido in versione Giro d’Italia con decals Arena che elaborai nel 2015 (trovate le varie fasi a questo link: https://pitlaneitalia.com/?s=Ferrari+Daytona+Giro) gli interni sono rimasti di serie, senza alcuna aggiunta: ho provveduto solamente a dipingere cruscotto, volante, sedili e cappelliera di nero satinato, per ridurre l’effetto “plasticoso”. Ovviamente anche i pannelli delle portiere e tutto il sottotetto inclusi i montanti hanno ricevuto lo stesso trattamento.

La parte anteriore in plastica nera, corrispondente al fascione sotto ai fari è stata dipinta in giallo; per simulare la bocca supplementare posizionata poco sopra allo spoiler è stata usata una semplice decal nera opaca, che nelle foto del montaggio in corso ancora non appare e che non si vede nelle immagini del modello terminato. Fari e aperture d’aria sono stati ripresi con vari colori, trasparenti, lucidi e satinati: arancione, alluminio, nero e così via.

Per non dilungarmi troppo su quella che fondamentalmente è una semplice – per quanto divertente – elaborazione, ecco il riassunto degli interventi e alcune note:

  • Eliminazione degli scarichi posteriori e aggiunta di quelli laterali, ricavati da tubi di alluminio. In realtà dovrebbero essere bianchi, magari li colorerò più avanti.
  • Verniciatura, insieme agli altri particolari citati sopra, di montanti e cornici vetro.
  • Particolari aggiunti: tergicristallo a compasso fotoinciso nero; le cinghie fermacofano sono ricavate da una fotoincisione di cui un’estremità aveva anche un bottoncino, cosa che mi è parsa compatibile con l’insieme; ganci fermacofano fotoincisi stile Ferrari 330 P4, non esattamente come quelli usati sulla Daytona ma va bene uguale; ganci posteriori fermacofano in gomma; faretto posteriore con goccia di trasparente Heller; derive anteriori fotoincise, incollate con l’acrilica e poi dipinte in un giallo che tutto sommato si avvicina abbastanza a quello della carrozzeria, previ diversi tentativi con giallo e bianco Tamiya. Lucine d’illuminazione sul numero destro lato box e su quello posteriore; i due bottoncini che simulano lo staccabatteria e il comando dell’estintore provengono da un set di rivetti di Princess of Tumult: per differenziarli fra loro, uno è stato incollato sul dritto (con coroncina e forellino simulato), l’altro sul rovescio (completamente piatto).
  • I cerchi sono quelli originali ma è stato data una mano di alluminio satinato.
  • A distanza di oltre quarant’anni, le decals sono state una bella sorpresa: immerse nell’acqua, non solo non si sono rotte, ma hanno iniziato a muoversi dal supporto dopo appena una ventina di secondi, per poi farsi applicare con grande facilità. Un po’ di ammorbidente è stato necessario per adattare la striscia nera sul posteriore. Momento di panico quando mi sono accorto che il bollo portanumero laterale faceva trasparire troppo il nero della striscia sottostante, ragion per cui ho messo momentaneamente da parte la decal tonda, ho rimosso la striscia nera che ormai era compromessa dall’ammorbidente, ho ritagliato da un foglio Tameo due strisce nere separate e le ho adattate a destra e a sinistra del bollo portanumero.

Mi viene un dubbio sul colore della carrozzeria che non ho voluto riverniciare, a mio parere un po’ troppo pallida come punto di giallo. Del resto, se non ricordo male, Solido aveva previsto per i BAM due tipi di giallo, uno più chiaro, l’altro più scuro, con un accenno di arancione. Non avendo sotto mano alcun BAM di quel periodo (chissà dove sono stipati) non riesco a capire se il Verem si avvicini notevolmente a uno dei due oppure se faccia storia a sé.

Un’elaborazione che ha preso un po’ di tempo ma che mi ha riportato indietro di tanti anni, quando nel periodo del liceo e anche dell’università passavo i miei weekend ad armeggiare sui Solido, Top43, Verem, Sport Cars e compagnia varia. Un salto nel passato – stavolta non solo virtuale – capace di far riemergere emozioni che alla fine non si dimenticano mai. Lavorando (o ri-lavorando) su modelli di questo tipo, osservandoli e rigirandoseli tra le mani per ore, si apprezza ancora la radice “manuale” che un prodotto come questo conservava in un’epoca già ampiamente moderna: piccole asimmetrie, aggiustamenti della seconda ora sul master, ma anche l’ingegnosità e la semplicità nel concepire un oggetto industriale che doveva costare poco e far giocare i ragazzini in sicurezza senza scontentare i collezionisti adulti.

4 pensieri riguardo “Ferrari 365 GTB/4 Daytona Gr.4 Ecurie Francorchamps Le Mans 1972

  1. In questo lavoro ci sono tutti gli anni ’80! Che meraviglia quel TSSK con il plateau delle Daytona Le Mans! Mi ricordo le scorribande a Loano con lo scorpioncino A112 su una Aurelia ancora senza traffico, al meno in certe giornate e in bassa stagione, e senza troppi limiti di velocità, ancora in certi tratti con le tre corsie a sorpasso alternato.
    Scusate l’ amarcord…

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  2. Bellissimo! Anche io mi sono cimentato su una Daytona gialla ma ho scelto quella che ha vinto la sua classe a Kyalami… così ho dovuto spostare il posto guida e farmi le decals!!!
    Il tutto molto meno “pulito” del tuo modello.

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