Il Pianeta del Collezionista a Roma

testo e foto di Riccardo Fontana

La sovraesposizione che intrinsecamente viene generata dai social, secondo uno schema che si potrebbe tranquillamente definire “iper-mediaticità” a volte crea degli incroci di vita decisamente “gustosi”, per non dire irrinunciabili.

È così che, questa sera, al tramonto di una settimana di duro lavoro fuori sede in quel della Capitale, complice la mia consueta memoria d’elefante che per ora (data anche la mia giovane età) si ostina a non farmi mai difetto, ho ripensato ad una foto condivisa mesi e mesi fa da Tiny Cars, in cui si vedeva una vetrina traboccante di obsoleti meravigliosi ubicata proprio a Roma città.

Ripartendo domani – e siccome il tempo a disposizione me lo concedeva – ho ricercato la foto “incriminata”, ritrovandola (potenza degli strumenti di ricerca ben utilizzati) molto agevolmente assieme alle coordinate del negozio: Il Pianeta del Collezionista, in Via Don Bosco a Roma.

Veloce ricerca, e nonostante un traffico da ora di punta (ridicolo rispetto a quello della Tangenziale Ovest di Milano nello stesso periodo) in meno di venti minuti arrivo a destinazione.

E parcheggio, altra utopia pura se parametrata a ciò che succede a Milano.

Il negozio che mi si para davanti è molto bello e ancor più particolare: non è specializzato solo ed esclusivamente in modelli, trattando più in generale una moltitudine di oggetti da collezione che vanno dai fumetti a moltissimi altri articoli, ma la sezione dedicata al modellismo è decisamente ricca e di qualità estrema.

Trovarsi così a tradimento una vetrina lunga un paio di metri abbondante traboccante di obsoleti di ottimo lignaggio spesso perfetti con scatola a prezzi onestissimi non è cosa che possa lasciare indifferente il medio appassionato, anche se naturalmente propenso alla visione di certi “panorami”, ed i gestori – gentilissimi e molto amichevoli – sanno mettere molto bene a proprio agio i clienti, sfoderando un’ottima cultura in tema di obsoleti e piglio simpatico e paziente, anche coi “rompipalle” tipo il sottoscritto che trasformano il negozio in un set fotografico per propinare al prossimo articoli come quello che state leggendo.

Cosa c’è di bello? Direi di tutto: andiamo da cose tutto sommato “normali”, come Mercury e Politoys di buonissimo livello, a stranezze di ogni genere, come modelli Galgo in scala 1:43 relativi a soggetti stradali (mai viste, lo confesso) ad una moltitudine di modelli russi, giapponesi, inglesi (tantissimo Corgi e Spot-On, anche in questo caso perfetti con scatola nella maggioranza dei casi) è un po’ di tutti i paesi.

Si può spendere un po’ di più (“un po’ di più” relativamente, perché qui abbiamo veramente dei livelli di impegno economico tutt’altro che estremi) ed uscirne con un pezzo rigoroso ed importante, oppure ricercare le stranezze, e magari “goderne” nello stesso modo spendendo anche meno, secondo quella mentalità un po’ a metà tra la vecchia rubrica Zapping di Quattroruotine (mi rendo conto di come tenda a parlarvi con perfetta cognizione di causa di cose che risalgono a più di 25 anni fa rischiando magari di apparire saccente, ma nonostante io avessi 5 anni me le ricordo benissimo, e quindi non vi resta che prendermi per quel che sono) e le monografie di modelli esotici e misconosciuti che popolavano Passion43éme dei tempi d’oro.

Ho lasciato il negozio lasciando moltissime cose che avrei voluto prendere, ma che per pudore esistenziale ho preferito lasciare a posto, rassicurato dal fatto che il negozio effettui spedizioni senza problemi.

Nonostante una certa tendenza grigia all’acquisto su piattaforme online di squallidi modelli fatti nel terzo mondo dai bambini senza volto del musical di The Wall (sono vicino ad Anzio, perdonate anche di queste suggestioni così, estemporanee) è bello vedere come certe realtà esistano e, tutto sommato, resistano alle tendenze aride del nostro mondo.

Non si può che provare simpatia per negozi come questo, e per tutto ciò che rappresentano anche in termini di socialità e di rapporti umani.

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