di Riccardo Fontana
Scrivo queste righe perché non ho modo di argomentare altrimenti certi commenti che, a volte (per fortuna poche), spuntano sotto alcuni dei nostri articoli più strettamente di attualità, e non collegati direttamente al mondo dell’automobile reale od in miniatura che sia.
Ci sentiamo chiamare complottisti, disinformatori, populisti, qualcuno ci invita a leggere dei libri (ora, io ho una triennale in ingegneria meccanica ed una magistrale in ingegneria energetica – peraltro conseguite in un totale di quattro anni effettivi di corso – David è laureato in filologia classica, di libri oltre ad averne letti ed a leggerne una vagonata tendiamo anche a scriverne, sicché sentirci invitare a leggere da qualche Stronzo® convinto di essere un fine intellettuale solo perché guarda le figure sul Corriere mentre fa colazione al bar e vede Burioni che ti invita a metterti la mascherina al posto delle mutande da Fazio non può che farci sorridere, quindi risparmiatevelo pure, o magari firmatevi con nome e cognome se proprio ci tenete a mostrare a vostra moglie la prova scritta di quanto fate ridere), ed a questo punto la cosa andrebbe anche analizzata, perché è un fenomeno interessante anziché no: come abbiamo fatto, un buona sostanza, ad appiattirci così a livello intellettivo prima ancora che intellettuale?
Partiamo da lontano per arrivare ai primi anni novanta, e ad un simpatico “utilizzatore finale” bassino e coi (pochi) capelli tinti che aveva in mano una cospicuissima fetta dell’editoria e dell’informazione.
Idee su chi potesse essere?
Indipendentemente da questo, si ricordano forse gli spettabili lettori quale fosse principale tratto distintivo del suo modo di dialogare con gli avversari?
Semplicemente, chi non la pensava come lui era un comunista. Ma mica Occhetto o Cossutta, no, anche Fini ad un certo punto (Fini eh, non Pol Pot), anche Travaglio (peggio ancora…) anche il giudice Borsellino (uno di chiare e dichiarate simpatie monarchico-missine) Della Valle (un altro che me lo vedo a cantare “Figli dell’Officina” coi suoi calzolai il primo maggio) e Montezemolo (che da fonte “ligure” certa so che girasse col Popolo d’Italia sotto braccio nei suoi anni da pilota Lancia), tutti comunisti tranne i comunisti, che essendo chiusi nelle riserve in Colorado con i rangers che gli portano le coperte (rosse) non rappresentavano un reale pericolo per il nostro.
O sei con me, o sei comunista.
E quegli altri? Quegli altri, essendo dei cialtroni di bassa lega con la verve mentale di un calcinaccio caduta nella metro di Milano, hanno provato a buttarla sul fascismo, ma poi hanno deviato sul complottismo, sul terrapiattismo, sul populismo.
Ed anche qui, nel parterre dei populisti-novax-negazionisti (de che?)-complottisti troviamo un po’ di tutto, dai vetero-comunisti delle riserve di cui sopra, ai leghisti, ad una certa destra conservatrice, eccetera eccetera.
Ed ecco il miracolo dell’appartamento del dibattito sul livello di due mentecatti scemi fuori dallo Juventus Stadium dopo Juventus-Torino: bianco-nero (giuro che non fosse voluta) e basta, ma è tutto quel gustoso panorama di sfumature di grigio che si è un po’ perso.
Signori miei, se scriviamo denunciando tutta la follia delle delocalizzazioni selvagge e di un occidente che pensa di risolvere i problemi del pianeta vietando col paraocchi rispondendo alla gente “o trovi il modo di nuotare o anneghi” non siamo complottisti.
Se ci permettiamo di vomitare tutto lo schifo che abbiamo in corpo per dei virologi (nuova professione al pari degli influencer) che vanno a Sanremo a fare i giudici e continuano a menarla col covid per paura di tornare nell’anonimato dopo che ci hanno conciato due braccia che sembriamo un mondo di tossici non siamo né terrapiattisti né no-vax né nulla.
Sacrosanti i vaccini tipo l’antipolio o quello per il vaiolo o la varicella (che si fanno una volta ogni qualche decina d’anni e non settimanalmente ed evitano il contagio), sacrosantissima la medicina, e sacrosanto il progresso.
Qui non ci sono terrapiattisti, ma invece voi? Siete assolutamente certi delle vostre verità precotte da mettere nel microonde?
“Lo dice il Corriere” quindi è vero, giusto? Il Corriere come anche tutto il resto degli altri giornalissimi di questo paese ha anche il porco vizio di creare articolini atti al clickbaiting con qualche cretina mezza nuda per convincere voi a cliccare e monetizzare con i banner pubblicitari, ma se per voi l’autorevolezza di un giornale è data dal nome, oh, alziamo le mani.
Soprattutto, se per voi l’autorevolezza è data dal nome, perché non considerate seriamente l’idea di trasportare la vostra perniciosa presenza da PLIT a qualche altra pagina più allineata al vostro pensiero (scusate l’espressione)?
Mi si è accusato di vomitare odio: quando? Quando scrivo che una ragazza che dice a reti unificate che tutti gli uomini sono colpevoli per il crimine di uno mi fa schifo allo stesso identico modo di un cretino che si ubriaca e dice che “tutte le donne sono troie” solo perché la fidanzata gli ha fatto le corna?
E dov’è la differenza? Spiegatemelo con parole vostre, ma tirate su un discorso intelligente però, ammesso che ne siate capaci.
Io devo essere buono perché bisogna essere buoni, e non perché c’è qualche prete con la passione per la carne giovane che mi viene a dire che se marco male vado all’inferno: se per essere buoni avete bisogno di quello non siete buoni, siete solo delle carogne troppo pusillanimi per fare quello che vorrebbero.
Devo chiedere scusa per le eventuali colpe direttamente riconducibili alla mia persona, e non perché un idiota mai visto né sentito ha accoppato una ragazza a centinaia di km da casa mia: chiedereste mai a vostra figlia di chiedere scusa in quanto donna per i crimini della saponificatrice di Correggio?
Devo caricarmi anche i delitti del mostro di Firenze, già che ci siamo? O per quelli essendo nato nel 1992 sono esentato fino a nuovo ordine?
Non c’è nessun razzismo da queste parti: non ci piace il potere bianco, e non ci piace il potere nero, il potere suprematista, quello LGBTQI+ (e meno, e per e diviso), ci piacerebbe il potere di chi lavora, si gode le sue passioni in modo pacifico e non ritiene opportuno di trascinare il mondo in crociate rompendo inutilmente le palle al prossimo.
Ci piacerebbe un mondo dove una ragazza possa sostenere un colloquio senza nessun idiota di HR da strapazzo che gli chiede se ha intenzione di avere figli, un mondo meno alienante e meno tritacarne dove il lavoro non sia totalizzante fino ed oltre la mezzanotte e lasci il tempo per vivere anche i propri eventuali hobby senza scadere nel ridicolo frenetico che troppo spesso ci appartiene e che serve solo ad arricchire dei CdA di burocrati senza volto.
Ci piacerebbe un mondo dove tutti, dal basso, potessero avere qualcosa di più e di meglio ogni mattino quando si svegliano, ed in questo sta il progresso.
Troppo difficile come concetto? Forse, magari leggete, che vi si apre la mente e riuscite a farlo vostro.
Ammesso di averla una mente.
