Girando per la Francia ho recuperato, al prezzo di un terzo di uno Spark, una Ferrari 250 GT TDF di MRF abbastanza particolare. Il modello riproduce la versione con ancora le tre alette di aerazione sui montanti posteriori, viste dal 1957 fino alla primavera del 1958, quando fu introdotta un’unica aletta. Sulle due configurazioni di carrozzeria i fari erano ancora carenati, e così restarono fino all’apparizione tardivamente, nel 1959, dei fari “dritti” privi di protezione in plexiglass.
MRF ha riprodotto entrambe le TDF, quella del 1957 e quella del 1958. Come factory built, arcinota è la versione vincitrice del Tour de France del 1958 (1033GT, Gendebien/Bianchi).1 Molto più rari sono i modelli in versione stradale. Sinceramente non so neanche se i factory built della 250 GT TDF di MRF seguano una numerazione generica o se ciascuna versione abbia il suo ordine. Propenderei per la prima ipotesi ma non ho certezze in merito.
Fatto sta che il modello delle foto è abbastanza “strano”. Il fondino riporta stampigliato il numero di serie 129, che ha lo stesso font di ogni altro factory built che io abbia mai visto. La cosa particolare è che il fondino in metallo è nero, a differenza di quello che dovrebbe trovarsi su modelli di questo genere che – com’è noto – avevano lo chassis grezzo, solo spazzolato. La verniciatura è incredibilmente uniforme, si direbbe qualcosa di addirittura industriale da quant’è liscia e priva di qualsivoglia imperfezione.


Passiamo alla carrozzeria: intanto il colore giallo è abbastanza insolito, se non unico (ma esisteva in origine una TDF tutta gialla?). Il montaggio è accuratissimo, sinceramente di così precisi e puliti ne ho visti ben pochi. Cornici e modanature sono ricoperte con quello che sembrerebbe del bare metal; le ruote sono originali MRF col gallettone fotoinciso a tre punte, visto anche nei kit. Tutto il resto è conforme, dai ganci fermacofano ai paraurti, dagli interni ai fari in resina.

A questo punto viene naturale domandarsi se si tratti di un factory built del tutto originale, magari montato sulla richiesta di qualche cliente oppure se sia un modello sì originale (lo attesta il numero punzonato sul fondo) ma completamente smontato, riverniciato e rimontato – in che epoca? – da qualche modellista di indubbia competenza. Il venditore non ne sapeva nulla. Nessun pezzo originale è stato sostituito. La decal del cavallino sull’anteriore, comunque, è identica a quelle utilizzate sulle altre TDF da MRF, che si serviva già da Cartograf; posteriormente è stata applicata una decal quadrata nera a simulare un portatarga.


Difficile se non impossibile dare una risposta definitiva sulla storia di questo esemplare. Resta la curiosità di un modello di una bellezza quasi unica (la verniciatura in giallo è spettacolare), e che nel peggiore dei casi rappresenta una curiosità modellistica del passato come ne stanno emergendo sempre più in questi ultimi anni.
- Si veda ad esempio questo articolo pubblicato nel 2012: https://pitlaneitalia.com/2012/03/30/risvolto-storico-ferrari-250-gt-tdf-mrf-factory-built-1977/. Chi desideri approfondire la storia della MRF può leggere qui: https://pitlaneitalia.com/2012/12/29/mrf-la-causa-di-tutto-alle-origini-del-kit-francese-in-resina/. ↩︎
