Testo e foto di Marco Nolasco
Propongo un confronto a quattro sulla Porsche 928 e come al solito tratteggio una breve storia dell’auto vera per inquadrare meglio i modellini, tutti in scala 1/43.
La vettura vera nasce nel 1977, è mossa da un V8 da 4,5 litri da 241cv e segue il filone inaugurato l’anno precedente con la piccola 924.

La classica 911 cominciava ad invecchiare e il bilanciamento delle masse, con il motore posteriore a sbalzo, non era certo ottimale e in Porsche decisero di rivoluzionare l’architettura passando ad un motore anteriore con trazione posteriore e cambio al retrotreno, anche per facilitare il superamento dei severi crash test degli USA, mercato troppo ricco per poter essere trascurato. Il risultato lasciò molti, abituati allo stile 911, interdetti, ma la 928 non era e non poteva essere una sostituta della 911, era un’altra cosa, destinata ad una utenza diversa e, grazie anche ad alcuni aggiornamenti, incominciò ad essere capita ed apprezzata, tanto che fu prodotta in circa 61000 esemplari nelle varie versioni fino al 1995.
Nel 1977, in contemporanea con la vera, Solido lancia una fedele riproduzione nella serie 10, precisamente il n.49. E’ a parer mio uno dei migliori modelli di questa serie, lo stato dell’arte dei pressofusi industriali a metà degli anni ’70, con fanali riportati, cerchi fedeli anche se in plastica e le portiere apribili con un bel movimento comandato a scatto grazie ad una molla e il pianale pressofuso che gli dona sostanza e peso. Io non valuto un modello in base al peso, ma in questo caso trovo la scelta indovinata.


Nel 1979 nasce la 928 S, con un motore portato a 4,7 litri e 295 cavalli di potenza. La carrozzeria è invariata, ma compaiono uno spoiler sotto al muso e uno in coda che, se migliorano l’efficienza aerodinamica, “sporcano” un poco la linea.

Nel 1985 NZG, nella sua linea di Porsche penso in qualche misura promozionali, ne presenta la riproduzione con il n.262. E’ un modellino molto “tedesco”, solido e
senza fronzoli, dotato delle quattro aperture canoniche.


Da segnalare le portiere con telaio, che manca in quelle apribili del Solido, e le luci colorate. I retrovisori sono fusi con le portiere, ma non hanno la parte riflettente evidenziata. Il disegno dei cerchi è fedele, ma appaiono più poveri di quelli del Solido.

Nel 1986 arriva una nuova evoluzione, la 928 S4 dotata di testata a 4 valvole e cilindrata di 5 litri, la potenza arriva a 320 cv e viene modificata anche la carrozzeria, soprattutto in coda.


Nella mia collezione questa versione è rappresentata da un High Speed della serie edicola Porsche Collection DeA, uscita 21 del 2002. La tinta è chiassosa, ma trovo il modellino di qualità molto elevata per il genere, basti osservare i retrovisori con vera superficie riflettente. Non mi convincono invece i tergi stampati sui vetri, tampografati in nero.

Nel 1989 si aggiunge alla gamma la 928 GT, catalizzata e con una manciata di cavalli in più, e finalmente nel 1991 arriva l’ultima evoluzione, la 928 GTS, motore da 5,4 litri e 350 cv, con parafanghi posteriore allargati e fanali posteriori uniti da un fascione rosso.


Nel 2012, credo, Minichamps ne cura una bella riproduzione. La mia è però la sua derivata Maxichamps di fine 2023. Caratteristiche consuete del marchio.





Commento sull’articolo.
Bellissimo articolo ma non è un confronto! Questa è la storia dell’auto!
A mio parere è il piacere più intrigante nel collezionare i modellini.
Commento nel dettaglio.
Che fortuna per la 928 essere rappresentata in tutte le sue versioni con modellini di marche diverse, tutti belli! Complimenti a Marco per averli tutti.
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Davvero un bell’articolo, per il quale ringrazio ancora Marco Nolasco, che contribuisce a PLIT con interventi di primissimo livello. Un paio di annotazioni sulla 928, molto marginali, ma anche qualche piccolo ricordo personale può aggiungere interesse, anche se relativo. La 928 è un modello che non fu mai capito. Non fu capito all’inizio perché era dieci anni avanti, soprattutto come design. Non fu capito anche perché per i porschisti, la vera Porsche era la 911 e basta (del resto come criticarli?). La 928, comunque era l’ottimizzazione di un concetto nato con la 924, considerata come la Porsche dei poveri (tra l’altro la mia prima macchina: quindi è ufficiale, sono povero). La 928 iniziai ad apprezzarla sapete quando? Nel Natale 1984, quando ricevetti in regalo un giocattolo della Joustra, quello con tutte le funzioni della diagnosi e della meccanica, bellissimo. Inutile dire che pochi mesi dopo, questa bella 928 era stata già trasformata in… versione corsa, sulla suggestione della vettura di Gruppo B di cui avevo visto le foto in corsa a Le Mans sull’annuario uscito a fine anno. Ecco che tout se tient, come dicono giusto da quelle parti. Dopo qualche anno, in un’età più ragionevole il ricordo della Clubsport di un amico, una versione molto rara ricavata sulla base della S4, ma con circa 180 kg in meno, doppio scarico, albero a camme specifico e rapporti più corti. Una belva capace di far dimenticare le 911.
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Grazie ragazzi!
Beh, sì! Per me i modellini e la storia dell’ automobile vanno a braccetto e se a volte si unisce anche l’ evoluzione dei modellini perché no?
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Da appassionato di design ed estimatore della 928, aggiungo che la vettura fu nominata Auto dell’ Anno nel 1978 e che il progetto stilistico si deve ad Anatole Lapine, il quale rivelò che nel disegnare la 928 si era in parte ispirato alla Chevrolet Testudo di un giovanissimo Giugiaro.
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Sì, veramente splendida la 928. Certo, avevo solo 10 anni quando fu lanciata, ma ricordo bene che mi piacque subito e mio padre me ne regalò un esemplare in scala 1/25 della Politoys, andato poi distrutto come tutti gli altri miei modellini nelle massacranti corse che disputavo con i miei fratelli sui pavimenti di casa…
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