Borsa di scambio alla Moutade

Si è svolta oggi alla Moutade (comune di Chambaron sur Morge, nel centro della Francia), la borsa di scambio organizzata dall’Association Trésors d’O Temps Jadis Patrimoine & Traditions con l’appoggio di Limagne Miniatures.

L’evento, giunto ormai alla sua quinta edizione, ha fatto il pieno di adesioni da parte degli espositori, in uno spazio non certo enorme, ma che permette di riunire qualche decina di banchi di ottima qualità.

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E la qualità non è mancata neanche quest’anno, anzi: probabilmente l’edizione 2024 è stata ancora più interessante rispetto a quelle del recente passato. Diversi venditori con modelli di alto livello, come Dinky francesi e inglesi, una scelta di camion Tekno sempre molto belli (venduti da Limagne Miniatures), e poi svariati kit Tamiya, documentazione cartacea, alcuni Norev (non troppi per la verità) e le immancabili serie da edicola. In queste borse, poi, abbondano i vecchi Solido in condizioni di semi-rottame, assolutamente economici e ideali per recuperare pezzi vari. A proposito di prezzi, in generale le cifre richieste erano basse, se non bassissime, come per una selezione di Dinky, proveniente da due collezioni diverse.

Continua, così sembra, la vendita di grossi lotti da parte di eredi di collezionisti o di persone che si sono stancate (semplicemente di collezionare, non di campare, come si direbbe a Napoli!). Un venditore è arrivato con tre scatoloni pieni di Spark e Minichamps anni 2000-2010 ancora da tirar fuori. Centocinquanta pezzi da cui spera di farci una decina di migliaia di euro. Li avrà pagati dieci euro l’uno?

Un altro specialista di modelli obsoleti sta continuando una trattativa lunghissima con gli eredi di un appassionato, che aveva accumulato non meno di ventimila pezzi nel corso di una vita. Un’occasione eccezionale perché nella raccolta sono presenti decine di Dinky rari, JRD, CIJ e così via, ma anche una transazione difficile, vista la mole del materiale e le diverse idee dei singoli componenti della famiglia venditrice.

Come nelle classiche borse di provincia francesi, non manca la ristorazione artigianale, con tanto di vin chaud e torte fatte in casa. Questo è un aspetto impagabile in manifestazioni di questo tipo: si arriva, si parla, ci si rilassa senza l’assillo del tempo e il morso dell’invidia. Un ritorno alla semplicità che non significa minor soddisfazione.

Non nego che avrei preferito essere presente a Milano Classica ma per questioni logistiche non è stato possibile. Ho deviato quindi la rotta verso la catena dei Puys, trascorrendo qualche ora in santa pace e riprendendo la strada per la RN 2009, dove puoi incrociare un Estafette che non va a nessun raduno ma che semplicemente trasporta la frutta e la verdura.

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