Testo e foto di Claudio Neri
Oggi parliamo di un argomento particolarmente caro a PLIT: le elaborazioni.
Bella novità, direte voi, e forse lo farete avendone ben donde, ma tanto per cambiare lo faremo in modo alternativo, scostandoci anche da noi stessi, staccandovi dal solito filone dei Solido elaborati che tanto ci sono cari per abbracciare qualcosa di nuovo e – forse – inesplorato: cosa succederebbe, in poche parole, volendo elaborare con poca spesa uno dei tanti 1:43 cinesi che si annidano in qualunque centro commerciale italiano? Ma soprattutto: cosa ci si dovrebbe tirare fuori da un simile modello?
Ebbene, nonostante là fuori non ci sia più il 1978 ma un ben più mesto 2024 tendente ormai al 2025, non tutti gli automatismi tipici del modellista-elaboratore-collezionista-quello che è sono andati persi, perciò buttiamoci a pesce in questa esperienza, e bando alle ciance.
Da cosa partire e per ricavare cosa, in primis? E con quali aspettative?
Una delle auto stradali più succose degli ultimi anni è stata senza dubbio la rinata Fiat 124 Spider, talmente bella da essere prontamente tolta dai listini Fiat (loro quasi si vergognano a vendere certe auto, è più forte di loro), che è stata prontamente proposta come modello di fascia bassissima in scala 1:43 dalla Burago, da intendersi ormai come mero marchio afferente a Maisto o a chi per lei.
Un modello estremamente economico – reperibile spesso a meno di 2€ – e molto diffuso, che permette di divertirsi con poco, riscoprendo un certo modo passato ma sempre vivo di intendere la passione per l’1:43.
Ovviamente, la versione prescelta per questa elaborazione è l’Abarth, nella classica livrea rosso – nera, estremamente carismatica e bellissima, e pochissimo presente in scala 1:43 se si eccettuano le riproduzioni Ixo e TSM, ma Cina per Cina tanto vale divertirsi, no?



Ovviamente, avendo la pretesa di fare tutto in soggiorno e senza poter stampare parti in resina o fotoincisioni, si dovrà scendere a determinati compromessi, come l’assenza della capote (fatto che comunque non costituisce mancanza di fedeltà) e la presenza di dettagli come sfoghi d’aria o altro solo dipinti a pennello.



Il limite estremo del modello di partenza sono le ruote, che se possibile sono ancora più brutte di quelle dei vecchi Burago in scala 1:43 (che già erano brutte un bel po’), sostituite dalle ruote della Panda di Mondo Motors, abbastanza simili nel disegno a quelle della 124 Abarth (a patto di essere dipinte in grigio scuro con il marchio centrale rosso) e di misura corretta.
Per meglio curare l’assetto, è consigliabile tenerlo leggermente più alto all’anteriore e fornire un leggero camber al posteriore, in questo modo si otterrà un buon effetto visivo.


Per il resto, curata la livrea interna ed esterna e fatti alcuni dettagli col pennellino sottile, il modello fa la sua decorosa figura, essendo costato meno di 10€ ed un pomeriggio di sano divertimento.
Non vale niente? Esistono modelli più fedeli? Certamente, ma non di sola fedeltà si vive.


Bravo Claudio, mi sembra che tu abbia catturato bene lo spirito delle elaborazioni anni ’80!
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