Rétromobile: modellismo speciale, parte 3

In questi reportage su Rétromobile, Arena merita uno spazio tutto per sé, tanta è la varietà dei soggetti e la qualità di certi modelli portati quest’anno a Parigi. Valerio Comuzzi è ormai un veterano di Rétromobile. Il suo stand è sempre una grande attrazione per gli appassionati di 1:43 (ma non solo), con una fantasmagoria di colori e livree in grado di far fermare anche il più distratto dei visitatori.

A parte la prosecuzione di temi ormai classici (come la Porsche 911, ma anche la Stratos, la Corvette o la Daytona), quest’anno è arrivato un altro modello non certo inedito, ma in grado sempre di assicurare un certo volume di vendite, la Ferrari 512 BB-LM. L’Arena è frutto di un accordo diretto con BBR, che ha fornito gli stampi del vecchio Gasoline. Nell’occasione sono stati rinnovati parecchi dettagli, dagli interni alla meccanica (cavi, tubi ecc), dalle cornici dei vetri alla griglia posteriore che ora riporta la sigla 512BB in stampa e non in semplice decal. A completare il rinnovamento, sono state scelte versioni che Gasoline non aveva mai fatto, soprattutto di Le Mans 1979-1982, includendo anche vetture meno note, come la NART numero 74, non qualificata nel 1980 (questo modello l’aveva fatto per la prima volta Remember col marchio Tavarco nel 1994). Anche la Bellancauto ha ricevuto particolare attenzione, con l’uscita della versione 1000km Monza 1980.

Notevoli le Clio 16S e Williams da Rally in 1:24 con cofano apribile, sviluppate da Luca Cavicchi.

2 pensieri riguardo “Rétromobile: modellismo speciale, parte 3

  1. Grazie David (e credo di poterlo dire anche a nome di Valerio) in questi tempi dove tutti vanno a cercare difetti nei modelli che arrivano sul mercato, il tuo resoconto è quasi commovente.
    C’è anche un po’ di Adami in queste news: le 911 slantnose IMSA per le quali feci come omaggio di natale il prototipo e tutta la relativa documentazione a Valerio. Dopo due anni sono state finalmente proposte e in tante versioni… Ma questo è Valerio 🙂

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    1. Cosa vuoi che critichino, tanti non sanno neanche chi se l’è bevuta, come si dice a Firenze. Il livello di montaggio degli ultimi modelli è ulteriormente migliorato, e anche questa è un’ottima cosa. Una 512BB Arena costa 200 euro; un resincast cinese ormai ne costa cento. Ognuno fa le proprie valutazioni. Mi rendo conto che per molti la quantità conta più della qualità ma questi non sono modelli per tutti e non debbono neanche esserlo.

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