Piloti & pilotini

Non ricordo se PLIT abbia già affrontato l’argomento in passato. Se sì, repetita iuvant. Tra le numerose nefandezze riscontrabili sulla produzione orientale – soprattutto quella senza controlli diretti sul posto – vi sono alcune ridicole riproduzioni dei piloti. Non stiamo parlando dei “pilotini” generale: ad alcuni la soluzione di includere l’omino nell’abitacolo del modello piace, ad altri no e su questo si può ovviamente discutere confrontando pareri con uguale diritto di cittadinanza. Diventa invece inaccettabile la fretta e il poco scrupolo col quale certe soluzioni sono trattate, soprattutto su modelli in scala grande, alcuni dei quali appartenenti alle cosiddette fasce alte.

Già con la March di Brambilla in 1:18, Tecnomodel si era prodotta in una performance che oltrepassava il grottesco:

Hanno cercato di fare altrettanto con la Ferrari 1512 e probabilmente ci sono riusciti:

Altri marchi meno pretenziosi come MCG Group avranno dovuto chiedersi: “se certe cose le fanno quelli che tirano fuori cose da 250 euro, possiamo tranquillamente farle anche noi”. E così è stato, ma con una variazione sul tema: niente personaggi lillupuziani ma fenomeni in grado di sfidare le leggi della fisica, oltre che quelle dell’anatomia. Sul caso di Arnoux, ci si potrebbe consolare ricordando che René pilotava con la testa leggermente reclinata in avanti. Poi dice che i cinesi non lavorano con passione.

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