“Per collezionisti esigenti”: la Ferrari 250 GTO 64 in 1:43 di Tecnomodel

“Per collezionisti esigenti”: quante volte abbiamo sentito questa frase, diventata quasi uno slogan, da parte di venditori più o meno in buona fede (concediamoglielo pure).

E da queste pagine abbiamo tanto spesso criticato un marchio come Tecnomodel, che con le realizzazioni degli ultimi anni ha dimostrato – insieme a diversi altri produttori, ci mancherebbe – quanto ormai anche una produzione detta di fascia alta si sia discostata da standard di qualità e di fedeltà cui giustappunto i collezionisti “esigenti” dovrebbero avere diritto.

Caso recentissimo: la Ferrari 250 GTO 64 in 1:43, un soggetto di cui fior di prototipisti ci hanno regalato interpretazioni di ottimo livello. Quindi, o le fai almeno altrettanto belle, altrimenti lasci perdere, no? No. Bisogna buttar dentro, cucinare, cucinare come ogni rosticceria cinese che si rispetti. Dire di averla fatta, basta quello.

Ed ecco che in questi giorni abbiamo ricevuto le immagini dei modelli definitivi della GTO 64 di Tecnomodel, che credo parlino da sole. A parte la generale disarmonia delle forme, già di per sé sufficiente a squalificare senza appello l’oggetto, si nota la solita approssimazione nella fattura dei cerchi a raggi, senza contare il parabrezza dalla forma bizzarra, progettato anche male e giocoforza sistemato nell’alloggiamento in modo grossolano.

Sulla versione Le Mans 1964 Maranello Concessionaires, spicca una targa grande quanto un tatzebao e sostanzialmente sbagliata, insieme alla sigla internazionale GB, che Dio solo sa dove i capi-progetto di Tecnomodel abbiano visto. Una delle due luci sul tetto ci lascia perplessi perché crediamo fosse verde e non blu ma su questo lasciamo il beneficio del dubbio.

Che bisogno c’è di modelli come questi? Non è una domanda retorica, è una semplice curiosità.

8 pensieri riguardo ““Per collezionisti esigenti”: la Ferrari 250 GTO 64 in 1:43 di Tecnomodel

  1. Condivido totalmente la tua opinione su quella GTO64… i cerchi gridano vendetta assieme a targa e scritta GB . Ben altro modello il tuo vecchio Ruf montato ,se ben ricordo , da Alberca …

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    1. Grazie Eugenio, colgo l’occasione per scusarmi delle decals, ma non le trovo più! Le riprenderò. Sì, ricordi bene ma quello era un modello che alla fine ho venduto perché il montatore aveva affastellato una miriade di dettagli inadatti allo spirito del kit. Mi sono tenuto l’edizione su basetta di legno montata da Magnette che secondo me è insuperabile quanto ad armonia e ad equilibrio. Poi va a gusti, ovviamente.

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      1. Non conosco il montaggio di Magnette ,potresti pubblicarlo sul blog, sarebbe interessante per tanti vecchi appassionati. P.S. se ti sarà possibile farmi sapere quando avrai disponibilità del set di decals Gelo #10 di Madyero mi farai un grosso favore… Grazie

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  2. È vero che gli ultimi modelli in scala 1/43 di Tecnomodel sono piuttosto deludenti, non solo per problemi di fedeltà, ma anche per le proporzioni, che trovo ancora più gravi. Oltre a queste GTO/64 (ho quelle Remember, che sono molto meglio, anche se hanno alcune decalcomanie fuori posto), ci sono anche le Aston Martin DP214, Porsche 550 e 911 (inferiori alle Spark ma a un prezzo ancora più alto) e Ford P68 (preferisco le mie vecchie Minichamps pressofuse, nonostante i tergicristalli orribili che devo sostituire).

    I modelli 512 S Le Mans sono leggermente migliori, ma sono colpito da quanto siano inferiori ad altri modelli 512 S a coda corta che ho da oltre 10 anni, come il modello Daytona del 1970 o il modello giallo belga di Spa. Questi modelli, o le Le Mans 66 P2 (la coupé bianca Drogo o quella gialla Dumay-Beurlys), sempre della collezione Mythos, mi sono sembrati notevolmente migliori di quelli attuali. Com’è possibile che dopo oltre un decennio i modelli Tecnomodel non siano più nemmeno gli stessi, ma addirittura peggiori sotto diversi aspetti?

    Tra le ultime uscite, ho finalmente acquistato solo la Le Mans 312 P del 1969, per la quale non è stato difficile trovare qualcosa di meglio della vecchia Best, e la Maserati 450 S del 1957, quella che mi è piaciuta di più, anche se la vecchia Bang mi è sembrata una delle migliori di questo marchio. Cosa ne pensate di questi due modelli Tecnomodel? Non ho ancora letto nulla a riguardo, e trovo che questi confronti con modelli che esistono da molti anni (cosa che sta diventando sempre più comune) siano utili non solo per il confronto in sé, in termini di fedeltà o proporzioni, ma anche per apprezzare l’evoluzione dei modelli in scala 1/43.

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    1. Salve Ferdinando, grazie per l’interessante messaggio. A me pare che il problema attuale di Tecnomodel sia la scarsa interazione fra capi progetto e service cinesi, come ho scritto in altre occasioni. In pratica puoi avere i migliori esperti del mondo, ma se dall’altra parte ci sono persone del tutto incompetenti, i risultati sono quelli che vediamo con questo e con altri marchi. Succede questo: i capi progetto inviano documentazione (disegni, foto, schemi) in Cina, dove gli ingegneri realizzano i master. Non avendo quasi mai a disposizione scansioni delle vetture reali, quello che esce da questa prima fase sono spesso modelli apparentemente “buoni”, ma che portano in sé dei difetti molto difficilmente correggibili. In casi meno fortunati, vengono fuori delle vere e proprie caricature, e qui il compito dei capi progetto europei da difficile diventa disperato. Successivamente, si cerca quindi di far capire a quelli al di là del pianeta cosa si debba fare e dove si debba intervenire, e i risultati non sono sempre soddisfacenti perché c’è il concreto rischio che da male si faccia peggio. I cinesi non solo sono del tutto disinteressati alla vettura, ma sono anche condizionati dalla fretta di chiudere l’ennesimo progetto prima possibile. Non di rado affermano di aver fatto modifiche che poi non verranno completate, e altre volte ci si mette il caso: per esperienza personale ho vissuto casi in cui dopo un gran lavoro di correzione e adattamento, tornava fuori, quasi per magia, una versione precedente dello sviluppo, che magari si mescolava alle ultime modifiche. Un caos totale, che andava a combinarsi col tempo che passava inesorabile e con le esigenze di produzione. E non ho ancora parlato della cosiddetta “deco”, sulla quale ci sarebbe da scrivere un libro. Insomma, alla fine, bisogna chiudere il progetto e decretare la produzione.

      I modelli citati nel suo intervento, la Maserati 450S e la Ferrari 312P non sono sicuramente tra i peggiori della recente gamma Tecnomodel, almeno a confronti con altri disastri assoluti. Le GTO64 di Remember sono delle copie del modello X-Nostalgia, e quindi non fanno molto testo. Restano comunque dei prodotti onesti, dal costo ragionevole.

      Tornando a Tecnomodel, sicuramente quando la produzione era in Italia, le logiche erano ben diverse da quelle che ho cercato di riassumere qui sopra. C’era sicuramente più passione, più attenzione. Oggi, in modo molto becero, si osserva che vendono lo stesso. Buon per loro. Ma noi siamo un sito giornalistico e non commerciale e il dovere di PLIT è quello di criticare – a ragion veduta e con prove alla mano – un prodotto che dovrebbe migliorare col tempo, non peggiorare.

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      1. Esattamente, David. Io questa “giustificazione” (vendono e quindi va bene così) non l’ho MAI capita. Vendono lo stesso nonostante modelli non sempre realizzati a regola d’arte? E chi se ne frega, cribbio! Quando esce una nuova riproduzione (vale per qualsiasi marchio) mica vado a guardare i bilanci della ditta; cerco invece di capire se è un buon modello ed è questo ciò che m’interessa…

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