Il BMW Art Car World Tour a Rétromobile

L’edizione 2026 di Rétromobile, in programma al Paris Expo Porte de Versailles a Parigi dal 28 gennaio al 1° febbraio, costituirà una delle tappe del BMW Art Car World Tour. Saranno esposte tutte le sette BMW art car che hanno preso parte alla 24 Ore di Le Mans tra il 1975 e il 2024.

Tutto – come sapete – iniziò con un’idea di Hervé Poulain, che inizialmente aveva proposto un progetto di far decorare una vettura da competizione alla Renault, che non si mostrò troppo interessata all’iniziativa. Fu Jean Todt a indirizzare Poulain a Jochen Neerpasch, direttore sportivo della BMW, che fu molto attratto dalla prospettiva pubblicitaria, anche in considerazione che la casa di Monaco stava lanciando la Serie 3 e aveva bisogno di una certa visibilità. La prima art car, iscritta alla 24 Ore di Le Mans 1975 dallo stesso Poulain, venne concepita da Alexander Calder, che realizzò un primo bozzetto su un giocattolo in plastica.

Hervé Poulain a Parigi in occasione di un’asta Artcurial, febbraio 2021

La 3.0 CSL fu pilotata dallo stesso Poulain insieme a Sam Posey e a Jean Guichet, vincitore della 24 Ore nel 1964. La BMW assicurò l’appoggio tecnico e logistico. La vettura, molto appariscente nella sua colorazione in rosso, giallo e blu, non passò certo inosservata e il ritorno mediatico fu quello sperato. La vettura fu costretta al ritiro ma questo era un elemento tutto sommato secondario.

L’iniziativa venne ripetuta nel 1976, stavolta con Frank Stella, che decorò una 3.0 CSL Gruppo 5 con un originale motivo che imitava i disegni su carta millimetrata. Poco affidabile, la vettura abbandonò abbastanza presto la gara.

Nel 1977 venne il turno di Roy Lichtenstein, che decorò una 320 Gruppo 5, presentata al Beaubourg il 6 giugno alla presenza di un pubblico selezionato. I motivi dell’alba e del tramonto richiamavano i momenti caratterizzanti della 24 Ore di Le Mans. Dopo due ritiri, una BMW art car vedeva la bandiera a scacchi, in nona posizione assoluta, vincendo oltretutto la classe.

Per la vettura del 1978 fu contattato Andy Warhol, che accettò di buon grado anche se non riuscì a completare il progetto in tempo per la gara di giugno. Il progetto fu quindi rimandato al 1979, con Warhol che si recò a Monaco dipingendo personalmente una M1 (le altre art car sono invece tutte dei “concept”, non colorate direttamente dall’artista). La M1 si classificò al sesto posto, in una gara segnata dalla pioggia che ne alterò i colori e la decorazione.

Nell’inverno 1979-1980 due rinunce, quelle di Jasper Johns e Niki de Saint Phalle, bloccano ogni iniziativa. Altra grande figura artistica, James Rosenquist, propone alcuni bozzetti, fino ad un’idea quasi definitiva, ma BMW rinuncia alla 24 Ore di Le Mans non avendo a disposizione una vettura adatta. Hervé Poulain abbandona la collaborazione con la casa tedesca, continuando a correre a Le Mans con altre vetture, mentre la serie delle art car sarà arricchita da ulteriori opere, ma su auto non destinate alle competizioni.

Si dovette attendere il 1999 per rivedere una BMW art car a Le Mans. La BMW era tornata alle competizioni endurance col prototipo V12 LMR. Per la decorazione fu interpellata Jenny Holzer, che immaginò alcune delle sue celebri frasi (i “truisms”) stampate con caratteri cromati sulla carrozzeria bianca. L’effetto fu affascinante e scioccante allo stesso tempo. Purtroppo la BMW della Holzer non disputò che le prequalifiche, eliminata dopo un incidente con Yannick Dalmas.

Altra lunga pausa fino al 2010, quando nel 35° anniversario della CSL Calder e in occasione del proprio impegno nell’American Le Mans Series con la M3, la BMW incaricò a Jeff Koons di decorare una vettura per la 24 Ore di Le Mans. La M3 si ritirò alla settima ora ma resta una delle più originali e particolari art car, trasmettendo un’idea di velocità e dinamicità senza pari.

Un’art car è tornata a Le Mans nel 2024. La BMW ha aderito al regolamento LMDh costruendo il prototipo M Hybrid V8. Julie Mehretu, incaricata già nel 2018 dopo una riunione a Basilea presieduta da Hervé Poulain e da una dozzina di direttori di musei e gallerie. La forza di questa realizzazione consiste in una gioiosa combinazione di forme e di colori, incluso un vistoso rosso fluorescente. La BMW non è andata molto lontano, abbandonando la gara dopo aver coperto 96 giri.

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