Risvolto storico: le prime ruote di FDS

Con lo sviluppo degli speciali a partire dalla seconda metà degli anni ’70, i produttori non ci misero molto a rendersi conto che gli accessori potevano costituire un valido complemento alle normali vendite di kit e montati.

I cerchi FDS della prima ora venivano venduti in una semplice bustina di plastica trasparente con un cartoncino bianco. Era del resto il modo più diffuso di confezionare questa tipologia di accessori. Nella foto, il numero di catalogo 1, corrispondente ai cerchi Fuchs per la Porsche Carrera RSR

Il mercato era assetato di ruote, gomme, specchietti, rollbar, fari, volanti e ovviamente decals, da usare nelle elaborazioni dei diecast ma anche nelle trasformazioni di modelli speciali.

Tra i primi a intravedere questa ghiotta opportunità di mercato vi furono i fratelli Tron, che negli anni avrebbero sviluppato forse la gamma più ampia di accessori, aggiungendo anche la geniale trovata del transkit, che visse un’epoca d’oro nel quinquennio 1978-1983. I Tron svilupparono una gamma di accessori indipendente dalla loro produzione di modelli ma tanti altri scelsero una strada meno impegnativa, semplicemente vendendo separatamente i set di ruote o altri accessori inizialmente stampati per i loro kit.

In Italia Francesco De Stasio colse l’opportunità al volo, proponendo una serie di bustine contenenti cerchi in metallo bianco e gomme derivati dalla gamma FDS. La prima referenza in catalogo furono i Fuchs per la Porsche 911 Carrera RSR e nel giro di poco tempo seguirono molte altre tipologie di ruote, da quelle per le Formula 1 a quelle per le Sport, per le GT e per le Turismo.

Alcune referenze furono disponibili anche in variante nikelata (contraddistinte dalla lettera “C”, cromato), come i cerchi per le Mercedes turismo anni ’50-60.

De Stasio continuò a lungo con gli accessori, proponendo poi anche ruote a raggi o altri generi di ricambi, oltre ad una gamma di decals generiche che viene ancora oggi largamente usata dai modellisti.

I set di cerchi FDS anni ’70 risentono – è quasi inutile rimarcarlo – del peso degli anni, stampati in modo un po’ approssimativo con pneumatici dalle forme spesso poco precise ma che ancora oggi conservano la loro morbidezza, a differenza di altri prodotti negli anni successivi.

Queste bustine FDS non sono facilissime da reperire oggi: il loro interesse consiste nella loro valenza storica1 e forse anche nel fatto di permettere il restauro di vecchi montati sui quali non si desideri – per vari motivi – montare ruote più evolute.

  1. A mio avviso non è del tutto peregrina l’idea di collezionare kit e accessori dell’epoca pionieristica, a testimonianza di un periodo importante per l’automodellismo. Sulle decals FDS si veda qui: https://pitlaneitalia.com/2025/12/16/risvolto-storico-tra-le-decals-di-fds/ ↩︎

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