In Lyon do as the Portuguese do

“In Rome do as the Romans do”. Brian Harvey intitolò così, duecento anni fa, un mio articolo con visita alla Gamma Models di Roma, pubblicato su Four Small Wheel. Un vecchio proverbio che si adattava bene alla situazione. Parafrasandolo un po’ ci spostiamo a Lione per la vigilia di Epoqu’Auto, che apre domani mattina. E ci mettiamo pure i portoghesi (nel senso di lusitani, non di scrocconi), che da queste parti sono numerosi. Un’immigrazione non recente, di svariate generazioni. Qui come a Grenoble o nell’Alvernia, conducono vite non appariscenti, fatte di dignitosa umiltà. Alcuni, i più bravi o i più fortunati, si sono anche arricchiti, soprattutto sapendoci fare nelle ristrutturazioni immobiliari.

Essendo appassionato della cucina e dei prodotti di quelle parti, il grande supermercato Nosso, gestite da portoghesi, non poteva non attirare la mia attenzione, anche perché in questa zona industriale non è che ci sia da scialare come punti d’interesse. Il vantaggio è quello di trovarsi a due passi dall’Eurexpo. Gastronomia, vini (alcuni interessantissimi), formaggi, insaccati, dolci (perfino i cornetti con Porto e uovo: trovateli altrove…), stoviglie, posate e oggetti di varia mesticheria. Commessi vestiti con completi rosso-verdi (pantaloni, camicia, grembiule), in un’atmosfera che ti porta a centinaia di chilometri da qui, facendoti in un baleno attraversare la Spagna in diagonale per arrivare, ormai a notte fatta, nell’Algarve. Un’altra volta. Per ora accontentiamoci di quest’effetto un po’ straniante, alla faccia dell’appiattimento globalizzato.

Tornando a cose più pertinenti ai temi abituali di PLIT, appuntamento a domani con Epoq’Auto, evento irrinunciabile a livello europeo. Si annuncia un’altra bella edizione di una manifestazione decisamente in ascesa, che ha saputo giocare sul mantenimento di certi equilibri che altri saloni hanno perso da tempo.

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