La Lotus, il suo DNA e il tifo da stadio

Credo sia ormai riconosciuto da tutti che i social spingano ognuno di noi a dare il peggio di sé. Del resto è difficile non restare calmi e indifferenti quando ti tocca leggere certe dichiarazioni su pagine che rappresentano ufficialmente un marchio.

E’ normale, si dirà. Si tratta in fondo di pubblicità e non d’informazione. Vero. Del resto anche l’informazione ormai viene difficile separarla dalla promozione, e non da ora. Sulla pagina Facebook di Lotus Roma, ossia il distributore ufficiale del marchio fondato da Colin Chapman, apprendiamo che le nuove vetture elettriche incarnano perfettamente il DNA del marchio.

Ora, va tutto bene. Tu sei un pubblicitario, un incaricato della scrittura promozionale, un addetto stampa e ti chiedono di giustificare qualcosa che con la tradizione del marchio c’entra quanto il cavolo a merenda. Sei in difficoltà, hai poco tempo, i tuoi capi cinesi ti pressano (il marchio appartiene al gruppo Geely dal 2017), t’inventi quello che puoi.

Premessa: il passaggio dalle piccole e leggere vetture in pieno stile Lotus ai giganteschi cocomeri con le ruote elettrici non è andato esattamente come previsto. Giusto per fare un esempio, sulle 55.000 vendite di Lotus previste nel 2024, ne sono state realizzate 12065. L’obiettivo del 2025, inizialmente di 76000 pezzi, è stato ribassato a 30000. Le vendite in Cina sono bassissime, e la Cina è uno dei mercati di riferimento della Lotus che produce a Wuhan la gamma elettrica (Emeya, Eletre).

Dicevamo del DNA Lotus: il SUV Eletre pesa dai 2490 ai 2640 kg secondo la motorizzazione. Lungo oltre cinque metri, ha un passo di 1,63 metri. Probabilmente una portiera pesa quanto un’Elise. Cosa c’entrino questi pachidermi con lo spirito della Lotus, forse non lo sanno neanche quelli che hanno scritto certi testi che a essere gentili potremmo definire deliranti.

Così come delirante è il clima di tifo da stadio – insistente e monocorde – che si crea all’interno di queste pagine Facebook, e questo è forse anche peggio che leggere certe scempiaggini da ufficio stampa a corto d’idee. Personalmente non ho mai capito perché il mondo delle vetture elettriche generi schiere d’integralisti che non si accontentano di muoversi (perché guidare è un’altra cosa) con le loro BEV. No, loro devono dare di pistonaro a chi ama i motori termici, apostrofandolo come no-watt, come ai tempi del Covid le pecore assoggettate al sistema chiamavano no-vax chi semplicemente si poneva delle domande, peraltro legittime, come si è visto in seguito.

“Il passato corre veloce. Il DNA resta”. Che gli vuoi dire?

E’ normale che un commerciante che ha puntato tutto o quasi sull’elettrico cerchi di arrampicarsi sugli specchi, spingendosi in affermazioni ai limiti della disonestà intellettuale. Ancora più grotteschi gli entusiastici schiamazzi di coloro che abbracciano l’elettrico con religiosa ostinazione. E vorrei conoscere le ragioni profonde di tanto dogmatico odio nei confronti di motorizzazioni diverse, come se ogni punto di percentuale che l’auto elettrica guadagna sul mercato significhi per questi talebani inaciditi un’occasione di rivalsa e soddisfazione personale. Sono veri appassionati di auto, questi?

“Pistonari in lacrime e finita l’era del brum brum w l’elettrico“. Quale noia davano a questo esimio pensatore le auto che fanno rumore? Vorrei che me lo spiegasse ma a domanda precisa non ha ancora risposto

E qui ci spostiamo ancora un po’ più in là, in uno scenario che potrebbe sembrare complottista. La temperie attuale, europeo e non, è caratterizzata da un istanze politiche, economiche e finanziarie che mostrano tante (apparenti?) contraddizioni. Non vorrei che l’auto elettrica fosse semplicemente un passo intermedio e scientemente programmato per favorire una forte riduzione della mobilità privata e, di conseguenza, della libertà personale. Impossibile affermarlo con certezza, ma un sospetto di questo genere rischia di apparire nel marasma che stiamo vivendo. Se così fosse, chi lo spiegherà ai radicali in risvoltino che con la bava alla bocca passano il loro tempo a inveire contro i boomer no watt?

Lascia un commento