In occasione del salone Rétromobile, l’Automobile Club de l’Ouest (ACO) e Richard Mille hanno svelato una trasformazione storica: il Museo delle 24 Ore di Le Mans diventerà, a maggio 2026, l’M24 – Museo dello Sport Automobilistico. Un progetto ambizioso che punta a ridefinire il modo di raccontare il motorsport, trasformando il museo in un’esperienza culturale ed emozionale di livello internazionale.
Il nuovo M24 è stato presentato da Pierre Fillon, Presidente dell’ACO, insieme a Richard Mille, a Fabrice Bourrigaud, Direttore Cultura & Patrimonio dell’ACO, e a Frédéric Audevard, architetto del progetto, alla presenza di Mohammed Ben Sulayem, Presidente della FIA. Un momento simbolico che segna una svolta nella valorizzazione dell’eredità di Le Mans e, più in generale, della storia dell’automobilismo sportivo.
«Il M24 nasce da una doppia constatazione: da un lato un patrimonio unico al mondo, dall’altro una nuova aspettativa del pubblico», ha spiegato Pierre Fillon. «Oggi non si viene più soltanto a guardare auto allineate: si vuole capire, sentire, immergersi, vivere una storia».
Nato dalla partnership avviata nel 2022 tra l’ACO e Richard Mille all’interno della società MACO, il progetto si inserisce nella continuità di una tradizione museale iniziata nel 1961 e rinnovata nel 1991. Con una superficie portata a 8.600 metri quadrati, il futuro museo punta a diventare un punto di riferimento globale nel settore del patrimonio automobilistico, senza rinunciare all’identità unica delle 24 Ore di Le Mans.
Alla base dell’M24 c’è una convinzione precisa: la storia si trasmette davvero solo attraverso l’esperienza. Non più semplici esposizioni statiche, ma un racconto fatto di destini umani, sfide tecnologiche, successi, cadute e rivoluzioni che hanno segnato lo sport e la società.
«Le Mans non è solo una gara: è un mito vivente», ha sottolineato Richard Mille. «Il M24 non guarda al passato con nostalgia, ma con ambizione, facendo dialogare eredità e futuro».
Il museo potrà contare su una delle collezioni più ricche al mondo nel campo del motorsport. Saranno esposti oltre 120 veicoli, insieme a prototipi unici, oggetti rari e archivi storici che coprono più di un secolo di competizioni. Tra i pezzi simbolo presentati figura anche la tuta Toleman indossata da Ayrton Senna nel 1984.
La scenografia, firmata da Raphaël Daguet, propone un percorso immersivo articolato in due grandi aree: una dedicata all’epopea della 24 Ore di Le Mans e all’Endurance, fulcro del racconto, e una seconda rivolta alle altre grandi discipline, dalla Formula 1 al rally, passando per IndyCar e cultura automobilistica americana.
Grazie a suoni, immagini, contenuti interattivi e testimonianze umane, il visitatore viene proiettato “dentro la corsa”. Ogni vettura racconta una storia: dalla Bentley 3 Litres vincitrice nel 1924 alla Ford GT40 del 1965, dalla Matra 670B alle Hypercar moderne, dalla Ferrari F2002 di Michael Schumacher alla Lancia Stratos.
«Non vogliamo sommare automobili, ma raccontare storie», ha ribadito Richard Mille. «Esporre pezzi d’eccezione come opere d’arte, capaci di suscitare emozione e meraviglia».
Anche l’architettura gioca un ruolo centrale nel progetto. L’edificio, progettato da Frédéric Audevard, combina tradizione e innovazione, ispirandosi al mondo dell’automobile con l’uso di alluminio, linee fluide e percorsi che richiamano l’aerodinamica. Ampio spazio è riservato alla luce naturale, elemento chiave per valorizzare le collezioni.
L’M24 è stato concepito fin dall’inizio secondo criteri di sostenibilità, con tetti verdi, gestione ottimizzata delle acque piovane e materiali durevoli. La costruzione coinvolge 23 aziende, in gran parte locali, contribuendo allo sviluppo economico del territorio.
«È uno dei progetti più concreti del nostro impegno in materia di responsabilità sociale», ha spiegato Fillon. «Un’iniziativa patrimoniale, economica e umana, profondamente radicata nel territorio».
Il museo sarà inoltre uno spazio in continua evoluzione. Accoglierà regolarmente nuovi pezzi grazie a prestiti internazionali, come la Porsche 959 vincitrice della Dakar 1986 concessa dal Porsche Museum, e ospiterà circa due mostre temporanee all’anno.


L’obiettivo è superare i 300.000 visitatori annui nei primi anni di attività e affermarsi come una delle principali destinazioni culturali e turistiche d’Europa legate al motorsport. Grazie a spazi modulabili e sale attrezzate, il M24 diventerà anche il nuovo polo B2B del circuito di Le Mans, ospitando eventi, conferenze e seminari in un contesto leggendario.
«Il M24 sarà un luogo dove queste storie continueranno a vivere», ha concluso Richard Mille. «Un posto in cui un bambino potrà innamorarsi di un’auto e magari decidere un giorno di diventare ingegnere, pilota o designer».
Il progetto ha già raccolto il sostegno di partner di primo piano. Durante la conferenza stampa sono stati annunciati Rolex, Goodyear, CA Mobility e Michelin, a testimonianza della portata culturale e simbolica dell’iniziativa.
Con il M24, l’ACO e i suoi partner danno vita a un museo capace di mettere in dialogo memoria e innovazione, passato e futuro, patrimonio ed emozione. Un nuovo punto di riferimento per raccontare, ispirare e tramandare la grande storia del motorsport alle generazioni presenti e future.
L’inaugurazione è prevista per il 28 maggio.





