L’anno scorso si è celebrato il cinquantennio della prima BMW Art Car, la 3.0 CSL decorata da Alexander Calder che corse alla 24 Ore di Le Mans. La storia affascinante alla base di questa avventura è stata raccontata più volte, addirittura in un album a fumetti1.
In occasione dell’anniversario, la BMW ha organizzato un world tour2, di cui Rétromobile costituisce una delle tappe. Ecco quindi, riunite a Parigi, le sette BMW art car che hanno preso alla 24 Ore di Le Mans, dalla CSL di Calder fino alla Hypercar delle Mehretu, che ha disputato la corsa nel 2024.
All’apertura dell’esposizione, ieri intorno alle 20 è intervenuto anche Hervé Poulain, l’ideatore di un’iniziativa che sulle prime venne bollata da parecchie testate giornalistiche (non dimentichiamolo) come una semplice trovata pubblicitaria. La contemporaneità è spesso una pessima consigliera.
Il potere dinamico dei colori non stanca mai e l’insieme delle auto di Calder, Stella, Lichtenstein, Warhol, Holzer, Koons e Mehretu è ovviamente qualcosa che va oltre la rievocazione di un fatto sportivo, continuando ad ammaliare con il loro messaggio artistico, ora rappacificante, ora trasgressivo, rivoluzionario, innovativo o provocatorio.















