“E’ uscito di recente”. La mente gioca brutti scherzi. Vai a controllare e sono venticinque anni. Forse perché istintivamente un diecast Minichamps viene associato a qualcosa di contemporaneo. Lo stesso tempo che separa il 2001 dal 1976. Eppure, nel 2001, il 1976 sembrava lontano una vita. Oggi il 2001 sembra ieri, una questione che prima o poi andrà approfondita, modellisticamente o no.



All’inizio degli anni Duemila, Minichamps è senza ombra di dubbio il marchio leader nel settore dei diecast di alta fascia. Dopo una decina d’anni di politiche commerciali aggressive (e azzeccate) ha sistemato tutta la concorrenza. I modelli sono venduti ovunque, ricercati dai collezionisti e sono già oggetto di speculazioni su Internet, che inizia a costituire un mezzo di compravendita primario per un numero sempre maggiore di collezionisti. Produce di tutto, il marchio di Lang: auto da turismo, da corsa, storiche, contemporanee, roba conosciuta e cose peregrine.
Spark esiste già ma è ancora poco individuabile, tanto che viene definita, anche da parte degli artigiani, come “il marchio che fa le Riley & Scott e le Lola di Le Mans”. Questione di tempo. Sia come sia, Minichamps sforna spesso modelli di alto livello: le finiture non finiscono di sorprendere e riproduzioni come la Porsche 917/10 o la 917/30 sono degne dei migliori speciali, è inutile negarlo. Compaiono raffinatezze quali parti cromate, fotoincisioni (anche se molte meno rispetto allo standard di oggi), interni completi, decorazioni fedeli, anche con l’ausilio delle tampografie.






Minichamps già lavora con le case e una delle collaborazioni più proficue avviene con BMW. Nasce una serie promozionale contraddistinta da scatole in plastica nere con chiusura a clip, sobrie ed eleganti. In questa serie, nel 2001, appare un modello inusuale: è la March 792 F.2 portata al successo nel Campionato Europeo del 1979 da Marc Surer1. Il modello passò presto su eBay, soprattutto attraverso venditori tedeschi che andavano per la maggiore, come MRS Modellautos di Michael Rinke. Essendo un promozionale non costava neanche tanto e fu parecchio apprezzato dagli specialisti. Appunto, dagli specialisti. La Formula 2, specialmente quella del periodo di fine anni ’70-inizi anni ’80 non è mai stata molto popolare nell’ambito dell’1:43 e di questo modello non si parlò poi tantissimo.



Eppure questo, secondo me, è uno dei migliori Minichamps di sempre. La riproduzione è di una finezza straordinaria, con particolari in plastica stampati con eccezionale pulizia e fedeltà. Il motore BMW 2000 è riprodotto in modo semplice ma assolutamente soddisfacente. Come in tutte le monoposto Minichamps, è presente il figurino del pilota, che tutto sommato regge ancora il confronto con gli odierni omologhi di Spark. Sicuramente, all’epoca dava diversi punti ai vari Quartzo, Skid e compagnia. Di notevole qualità anche la riproduzione di cerchi, gomme (che hanno quella giusta opacità tipica degli pneumatici “rodati”), spoiler posteriore, attacchi delle sospensioni e così via. Realistico anche l’assetto. Oltretutto i cerchi sono del tutto esenti da rischi di reazioni con vernici, essendo in plastica nera grezza.
Insomma, un gran bel modello, e sarebbero passati tanti anni prima che Minichamps si occupasse di nuovo di una Formula 2, con la March-Honda 812… in resina e prodotta da Spark, ma quella è un’altra storia.
Com’era logico intuire, Minichamps sfruttò lo stampo della March 792 per inserire nel catalogo standard una serie piuttosto nutrita, composta da altre vetture dei campionati europeo e giapponese 19792.
Se la capostipite, ossia la vettura di Surer, è oggi piuttosto rara e ricercata, quasi tutte le altre versioni si trovano a poco e senza particolari problemi.
Riportiamo qui sotto una tabella che pensiamo completa di tutte le March 792 di Minichamps, con dettagli delle versioni, numeri di catalogo e anno di commercializzazione.
| Numero di catalogo | Versione | Pilota | Anno di uscita | Note |
| 80429418131 | Ufficiale, campione europeo F.2 1979 | Marc Surer | 2001 | Promozionale per BMW, l’unico con la scatola a clip |
| 400790004 | Scaini, Europeo F.2 1979 | Teo Fabi | 2002 | |
| 400790005 | Pentax, Campionato Giapponese F.2 1979 | Kazuyoshi Hoshino | 2003 | |
| 400790007 | ICI, Europeo F.2 1979 | Derek Daly | 2008 | serie limitata a 1080 pz. |
| 400790010 | Ufficiale, Europeo F.2 1979 | Hans Stuck | 2008 | serie limitata a 1224 pz. |
| 400790011 | Tomica, Campionato Giapponese F.2 1979 | Masahiro Hasemi | 2003 | |
| 400790026 | Jägermeister, Europeo F.2 1979 | Markus Höttinger | 2003 | |
| 400790091 | Italiya, Campionato Giapponese F.2 1979 | Satoru Nakajima | 2003 | |
| 400790097 | ICI, Europeo F.2 1979 | Keke Rosberg | 2003 | |
| 400790105 | Pentax, Campionato Giapponese F.2 1979 | Kazuyoshi Hoshino | 2009 | Molto simile alla 400790005 ma senza ali anteriori |
| 400790111 | Tomica, Campionato Giapponese F.2 1979 | Masahiro Hasemi | 2009 | Molto simile alla 400790011 ma senza ali anteriori |
| 400790191 | Italiya, Campionato Giapponese F.2 1979 | Satoru Nakajima | 2009 | Molto simile alla 400790091 ma senza ali anteriori |
- Nota storica: la 792 è una vettura particolarmente importante perché è la prima March a effetto suolo completo. Provvista di una scocca con inserti in honeycomb poco ingombrante, le dimensioni erano abbastanza vicine a quelle delle March F.1 degli anni precedenti. Superati i primi problemi di eccessiva usura di gomme e ammortizzatori, che inizialmente non reggevano gli alti valori di aderenza generati dall’effetto suolo, la 792 dominò la scena, vincendo sei gare dell’Europeo e permettendo a Marc Surer di laurearsi campione. La maggior parte delle macchine montava il 4 cilindri BMW ma vi fu qualche esemplare dotato del motore Hart. Forse non bella in senso proprio, con le sue forme squadrate, la 792 è facilmente riconoscibile ed è rimasta nel cuore degli appassionati della Formula 2. ↩︎
- Come si evince dalla tabella, nel 2009 furono riprodotte le tre versioni del Campionato Giapponese uscite 2003. Per non rifare esattamente le stesse, Minichamps utilizzò uno stampo privo delle ali anteriori, configurazione con la quale quelle vetture avevano corso alcune gare della serie. La decorazione, quindi, può variare per alcuni dettagli legati alle differenze dei singoli eventi (presenza o meno di sponsor minori, posizione di alcuni loghi, eccetera). Il terz’ultimo “0” nel numero di catalogo viene sostituito da un 1. ↩︎
