Turbo evergreen

“Vai, andiamo da Rocchi”. In un sabato pomeriggio con mio padre libero a casa, poteva starci un salto in Via Vittorio Emanuele II. Non che ci fosse gran ché dal buon Luciano di Firenze e del resto avevo ben presto imparato a memoria il numero dell’Equipe Tron a Loano: 019/669.883. Ma in certi pomeriggi un po’ assonnati, con le borse di scambio ben lontane dalla Toscana e il mondo ancora offline, passare una mezzora da Rocchi poteva dare una tonalità meno grigia all’ennesimo weekend di liceo.

Credo fosse il sabato di Pasqua del 1988: arrivammo in mattinata davanti alla piccola porta di “Hobby Modellismo”, mio padre ed io, com’era accaduto chissà quante volte dal 1981, anno in cui mariocarafa (vedi alla voce) mi aveva dato l’indirizzo del negozio.

C’è chi si abbuffa di Minchamps, chi si riempie la casa di Spark, intanto questo Solido elaborato somiglia così tanto a un MRF che a distanza potrebbe venire un mezzo dubbio. Per un modello storico come la RSR Turbo, la sua… parente stradale non poteva che essere un Solido

Rocchi non era certo il posto ideale per un appassionato di kit in 1:43. Qualche AMR ogni tanto, alcuni Meri, Tron, sparuti Pit, Starter o Provence Moulage. Nel 1988 collezionavo solo Porsche, in un’irragionevole monomania che sarebbe durata almeno fino al 1992, quando decisi che la vita era troppo corta per privarsi di un’Osella di Le Mans o della Lotus Elite DAD10.

Già in quegli anni, per me quelli di Starter erano i signori della banalità. Nel senso buono, eh, per carità, ma la loro smania di rifare praticamente tutto li portava a far uscire l’intera teoria dei vincitori di Le Mans o le classiche da rally dall’epoca di Adamo ed Eva, di cui m’interessava il giusto. Eppure era roba che “tirava”, oggi trovi in giro decine di modelli raffazzonati da montatori improvvisati che in anonime estati di fine anni ’80 si costruivano – magari sul terrazzo e con le dita appiccicose di tarte tropezienne – la Gulf di Le Mans ’75, la Matra del ’73 o la 956 Rothmans dell’82.

Quella volta, da Rocchi uscimmo col kit Starter della Porsche Carrera RSR Turbo di Le Mans 1974. Appunto, proprio per parlare di modelli banali di macchine importanti. Ma quella RSR l’aveva già fatta chiunque, inutile qui attardarsi con elenchi di chi c’era passato prima. Era una Porsche, e poi non ce l’avevo. Meglio di nulla. Non ero contentissimo ma neanche del tutto deluso. Quel kit restò nell’armadio per anni, finché non pensai di darlo a montare al gruppo di Marcello Giorgetti, che aveva il laboratorio a Borgo ai Fossi, vicino a Scandicci. Andò tutto bene finché non iniziarono a mettere le decals nell’acqua, senza proteggerle col Microscale, ottenendo un suggestivo caleidoscopio di frammenti microscopici. Fine della storia, e il modello non tornò mai a casa, nell’attesa di trovare un altro foglio di decals che non venne mai fuori.

Negli anni successivi Starter scontò la classica parabola di qualsiasi realtà del nostro mondo automodellistico: l’inizio di un declino, poi una leggera crisi, infine uno stato di difficoltà conclamata e vari tentativi di recupero, sempre più fallimentari. Come si cercò di raddrizzare la barra, l’abbiamo già raccontato su PLIT con la storia sia di Spark sia di Provence Moulage1. Proprio dell’ultimo periodo posseggo oggi una 911 Carrera RSR factory built, una serie montata anche bene, cosa per nulla scontata con questo tipo di edizioni. Sulla scatola c’è già il rimando all’indirizzo web starterfrance.com (non andateci, non esiste più). Erano gli anni in cui Spark iniziava a mettere la testa fuori dal guscio ed era considerata poco più di una banda di ricchi simpaticoni che si trastullava con le Riley&Scott e le Reynard-Volkswagen. So’ ragazzi, lasciamoli divertire.

Nella sua scatolina a scacchi bianchi e rossi dall’eterno appeal, la Carrera di Starter incarna, meglio di tanti altri soggetti, l’essenza della Starter con la sua ammaliante traiettoria, in una combinazione forse unica di vocazione artigianale e slancio industriale.

  1. https://pitlaneitalia.com/2013/01/15/la-storia-della-starter-parte-iii-e-ultima/ e https://pitlaneitalia.com/2021/04/14/la-storia-di-provence-moulage-parte-3-gli-anni-di-elkoubi-provence-miniatures-e-un-inevitabile-tramonto/ ↩︎

Una opinione su "Turbo evergreen"

  1. La Porsche Carrera RSR Turbo di Le Mans 1974 è la “macchina da corsa” che mi piace di più in assoluto. Ne ho montato diversi kit. Quando mi sono trovato a mettere le decals sullo Starter, ovviamente anche le mie nell’acqua sono diventate un mosaico. Ne ho comprato un altro foglietto a cui ho applicato il Microscale, ed anche in questo caso, appena toccata l’acqua, sono diventate un mosaico. L’unica volta dove il Microscale non ha funzionato. Volevo fare “l’altra” vettura di Le Mans 74, quella ritirata, la numero 21. Al terzo tentativo, terzo foglietto acquistato, ho utilizzato solo le decals specifiche, che sono riuscito a non distruggere, integrate adattando le decals della livrea Martini di un foglietto Cartograf

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