Leggere Firenze. Viaggio nelle librerie

Non è facile parlare di librerie fiorentine, tanto esse sono legate a doppio filo con molteplici stagioni della cultura cittadina. Insieme ai caffè letterari, esse formano un contrappunto ineliminabile dalle vite degli artisti e degli intellettuali. E’ un tessuto le cui tracce sono ancora ben visibili nel cuore della città, peraltro ormai lontana da un ruolo primario nel pensiero e nell’avanguardia artistica.

Al liceo, ma ancora di più all’università, la libreria era un luogo amico, slegato dall’uggiosa contingenza degli orari e delle lezioni. Vi si andava alla fine di un anno scolastico a comprare quel libro che non si aveva avuto il tempo di leggere oppure a cercare qualcosa che – alla fine di una lezione universitaria – potesse rinsaldare ulteriormente un interesse nascente per un determinato argomento. Se a Firenze Le Monnier significava avvilenti code con le “liste” prima della ripresa del Liceo, la Seeber di Via Tornabuoni, con i suoi pesanti scaffali scuri, poteva nascondere tesori impossibili da trovare in altre librerie cittadine (volendo ficcare l’automobilismo pure in un articolo come questo, ricordo che a metà anni ’80 ci trovai Porsche – Excellence was expected di Karl Ludvigsen e Unbeatable BMW di Jeremy Walton, roba non proprio banale).

E arrivando alla fermata del 17 a due passi dal Duomo, impossibile non infilarsi dentro alla Marzocco, dove da giovani universitari bizzarri e dissoluti (per citare la Chimica in versi di Alberto Cavaliere), trovavamo il Manzini, acculturatissimo responsabile della sezione umanistica dal quale prendevamo umilianti lezioni di storia greca o di filosofia. All’esame del Cataudella, lui avrebbe sicuramente fatto miglior figura, sapendo argomentare per filo e per segno se Senofonte fosse tornato o non fosse tornato ad Atene.

E poi Feltrinelli, il Marzocchino per i ragazzi, la SP44 e le tante librerie dell’usato, una vera istituzione a Firenze.

Oggi di quel fitto collegamento molto si è perso, ma molto – per fortuna – resta o è addirittura rinato, come la Libreria Alfani che continua, grazie alla figlia del fondatore, oggi ultra-ottantenne, una storia iniziata nel 1967, dopo l’alluvione. Continua con una nuova proprietà anche Paperback Exchange in Via delle Oche, dalla vocazione vagamente sessantottina e continua l’austera Librairie Française in Piazza Ognissanti, isola fieramente ufficiale del portato francofono in una città riottosa che la Francia la ama e la odia.

Nel 2025 Marco Vichi, scrittore, giornalista e storico, ha dedicato all’attuale panorama librario fiorentino un intenso volume di circa 120 pagine (Leggere Firenze – Viaggio nelle librerie), che raccoglie articoli pubblicati sul quotidiano La Nazione fra il 29 novembre 2023 e il 26 marzo 2025. E’ un percorso un po’ desultorio ma non casuale fra librerie vecchie e nuove, dalle più grandi come Feltrinelli, Libraccio (l’erede di Seeber) e Einaudi, fino a quelle più piccole e specializzate, dove forse l’intervento dei gestori è maggiormente riconoscibile: basti pensare all’Ora Blu di Viale dei Mille o L’ornitorinco di San Frediano.

Di capitolo in capitolo, una serie di ricordi, di storie, di aneddoti spesso raccontati dai diretti interessati narrano la passione e la difficoltà di essere commerciante di libri, senza trascurare i centri antiquari, per arrivare al celebre barroccio di Piazza Beccaria, un classico del suo genere. Ci si concede anche qualche scappata fuori città: a Scandicci, a Pontassieve, a Greve.

Il volume, edito nel 2025 da Mauro Pagliai, è disponibile nella normale distribuzione e ha un prezzo di copertina di € 9.00. Fra i tanti volumi che parlano di libri a Firenze, lo consigliamo come gustoso complemento sentimentale in chiave moderna.

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