testo e foto di Claudio Govoni
Quando ho visto l’annuncio che il prolifico Comuzzi avrebbe rilasciato una piccola serie di Ferrari 250 GTO mi sono subito ingolosito. Un po’ per la pura curiosità di vedere come Arena avrebbe interpretato il soggetto, un po’ per la speranza di trovare finalmente una base con il serbatoio correttamente a destra per poter riprodurre la vincitrice del Tourist Trophy del 1963 senza dover imbarcarmi in un oneroso e tedioso lavoro di reincisione.
In passato, parlo di quindici o venti anni fa, Arena aveva già commercializzato delle GTO, ma si trattava in tutto e per tutto di riscatolamenti di modelli BBR con decal per versioni particolari.
Questa volta pareva che fosse un modello realizzato ex novo. Il desiderio di mettere le mani su uno dei kit è ulteriormente aumentato a seguito di uno scambio di battute con David proprio sulla pagina di pitlane, in cui mi mise la pulce nell’orecchio sul fatto che ci fosse una stretta parentela con lo AMR1. Stefano Adami mi aveva parlato di nuovo master realizzato da Crivellaro.
Appena ho visto che effettivamente, tra quelle proposte che n’era anche una con l’agognato serbatoio a destra, ho deciso che doveva essere mia. E a questo punto perché non sfruttarla per un confronto a tre, visto che nella scansia dei modelli da fare ho anche un paio di AMR Nostalgia One e un paio di “Serie 5000”.
Non voglio qui spingermi in una disamina dettagliata del kit. Mi limito a una panoramica veloce: è un prodotto di qualità piuttosto alta, con moltissime fotoincisioni e parecchi particolari in stampa 3D o torniti. I vetri sono a filo e non termoformati (tranne alcuni particolari come le coperture dei fari e le prese d’aria del cofano anteriore). Le ruote hanno i raggi fotoincisi – personalmente preferisco quelle in filo dei cerchi Bosica, ma in questa scala quasi non si nota – e i gallettoni orientati correttamente.

Il cofano è realizzato separatamente in resina 3D, cosa che consente di ottimizzare la produzione. Due sole scocche e molti cofani a seconda della versione.
Passiamo ora al confronto. Già da in mano, mi è stato subito evidente che David aveva ragione. La parentela balza all’occhio, nondimeno ho estratto dalla fida carpetta della cancelleria un foglio di carta millimetrata e ho cominciato a confrontare il prodotto veronese con i suoi omologhi francesi. Se è vero che, come diceva il mio professore di metodi statistici multivariati, “nel numero c’è la verità”, dobbiamo ammettere che la parentela tra il modello italiano e il Nostalgia One è strettissima. Stesse misure in lunghezza, larghezza e altezza, stesso sviluppo delle forme. Sì, qualche intervento è stato fatto: ovviamente la modifica per rendere il cofano intercambiabile, poi la rimozione dei particolari stampati direttamente sulla scocca in modo da poter usare quelli riportati e, forse, anche un leggero intervento sui passaruota anteriori, ma per il resto i due modelli sono totalmente sovrapponibili. Senza pesarli, una volta verniciati, dubito che sarebbe facile distinguere le due scocche.




Il Serie 5000, invece, presenta proporzioni un po’ differenti. Personalmente l’ho sempre preferito e un po’ mi dispiace che Arena non si sia basato su quest’ultimo. Forse la scelta dipende dal fatto che è leggermente fuori scala, più vicino alla 1/41 – come del resto diversi modelli di Ruf – che alla 1/43. Non si pensi, comunque, che il nostalgia one e di conseguenza l’Arena siano brutti modelli. Le loro forme sono assolutamente piacevoli e pienamente soddisfacenti e, soprattutto, frutto della maestria di un artigiano in grado di interpretare le linee e adattarle per farle risaltare al meglio una volta ridotte in scala e non dei semplici disegni CAD riscalati senza considerare la diversa percezione visiva che comporta la riduzione delle dimensioni. Veder portata avanti e valorizzata in chiave moderna l’eredità di Ruf mi fa molto piacere e spero sia così per la maggior parte dei modellisti.
Foto di apertura: le Ferrari 250 GTO nello stand di Arena a Rétromobile 2026.
- Nota di David Tarallo: lo stesso Valerio Comuzzi, a Rétromobile, mi aveva confermato la diretta derivazione dell’Arena da un kit AMR. ↩︎

Cher Claudio, cher David, merci pour votre article et vos commentaires. Etant un collecionneur passioné de GTO de toute provenance, j’avais vu l’Arena à Rétromobile, et remarqué les mêmes points. Etant donné qu’Umberto Codolo semble vouloir réduire ses productions de GTO (dixit un de ses anciens collaborateur que nous connaissons tous), les modèles d’Arena m’ont plutôt fait penser à des Remember retravaillées. Elles sont aussi très ressemblantes à l’AMR – et pour cause. Un bon point: Les capots moulés séparément, ce qui facilitera la réalisation de versions capots ouvrants. Les roues semblent elles-aussi meilleures que celle d’Umberto. L’avenir nous dira oû ira le voyage… Cordialement Patrick
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