Alla fine del 2025 è uscita la 19ma edizione di una delle più complete e autorevoli guide sui modelli diecast britannici d’epoca, il famoso Ramsay’s British Diecast model toys catalogue. Dei numerosi pregi di questo volume, la cui prima edizione risale al 1983, abbiamo già ampiamente trattato su PLIT recensendo i vari aggiornamenti che si sono succeduti con una cadenza di due-tre anni. Questa 19ma edizione sostituisce quindi la versione precedente, che era stata pubblicata nel 2022. Detto per inciso, la guida è pubblicata da tempo dalla Warners Group Publications plc, che è il gruppo editoriale cui si devono varie testate del settore: Diecast Collector, Collectors Gazette e Collectors Club of Great Britain.
Il problema è uno e uno solo: a fronte di un aumento del prezzo di copertina (34.99 sterline contro le 24.99 del volume del 2022) cosa ottiene in più l’acquirente della 19ma edizione? Praticamente nulla. Un aumento dei costi che si riflette sul prezzo finale è più che giustificato ma almeno sarebbe chiesto un certo impegno editoriale in termini di elaborazione di foto e contenuti, cosa che non avviene più da lunga pezza.
Quest’ultima guida Ramsay’s è praticamente una copia spiccicata delle edizioni precedenti, a partire dalla 15ma del 2015 (la 14ma, pubblicata nel 2012, si era profondamente rinnovata, aprendo poi un ulteriore cambiamento per la 15ma edizione). Stesse foto dalla prima all’ultima pagina, nessuna aggiunta, nessun apporto significativo. Le sole variazioni, peraltro rare, sono gli aggiustamenti dei prezzi che riflettono i recenti risultati del mercato (la guida rispecchia gli andamenti reali e questa è una delle basi della sua autorevolezza). Sull’esemplare in mio possesso, la pagina 57 è sparita, sostituita dalla 157, che si ritrova poi al posto giusto.
In sintesi, questa edizione è quasi del tutto inutile per chi sia in possesso di una delle annate precedenti. Per chi non l’abbia ancora, il discorso cambia e gli apprezzamenti fatti nelle recensioni del passato sono ovviamente ancora validi, anche se per alcuni temi (vedi i Nicky Toys indiani) sarebbe ormai necessario un lavoro di revisione e di completamento delle varianti, specialmente da quando siti specializzati di vendita come QDT hanno iniziato a proporre numerosi esemplari dalle caratteristiche mai registrate nel repertorio. Insomma, qui la pigrizia inizia a farsi sentire.







