Spark, le riedizioni e la capacità di migliorarsi

Quando mi arrivano dei lotti di Spark per clienti e per la mia collezione, le considerazioni che vengono da fare sempre tante. Mi soffermo a guardare i modelli, a cercare di capire dove si è intervenuti per migliorare, e nel caso delle riedizioni se ci siano stati cambiamenti rispetto alle serie precedenti. Qualche mese fa il blog aveva pubblicato un thread sulla Porsche 962C Gruppo C di Le Mans 1988 dove si mostrava come un modello uscito un decennio prima avesse beneficiato di tutta una serie di piccole modifiche e aggiornamenti diventando così più realistico e storicamente preciso. Da qualche tempo Spark ha preso a produrre riedizioni dei modelli che all\’epoca si vendettero di più, e non necessariamente solo le vincenti di Le Mans, come qualcuno aveva pensato.

Probabilmente tornerò sull\’argomento nei prossimi giorni con qualche analisi più approfondita. Fa piacere vedere come le riedizioni non siano una mera riproduzione dello stesso modello, ma piuttosto un adattamento alle esigenze moderne, pur senza stravolgimenti che modifichino la natura del prodotto. Spark continua a non avere sostanzialmente concorrenti in questa fascia di prezzo, anzi per la concorrenza produce; al momento quindi non si intravede un altro marchio capace dello stesso rapporto qualità-prezzo, e ovviamente della stessa vastità di catalogo. Da lontano (ma anche un po\’ da vicino) uno Spark sembra un modello speciale montato, e in effetti lo è. E a distanza di molti anni possiamo anche dire che i materiali utilizzati sono validi, visto che sui modelli non c\’è traccia di invecchiamento o di deterioramento dei materiali, com\’è accaduto invece con le marche diecast provenienti dalla Cina. Le colle sono forti, le decals stanno al loro posto senza spaccarsi e screpolarsi, i vetri non si ingialliscono, le fotoincisioni rarissimamente si staccano (accadeva all\’inizio, ora il problema è stato risolto, ma si staccano anche sui BBR da 300 euro, dipende da com\’è concepito il modello), le resine non s\’imbarcano e queste sono già buone notizie per i collezionisti, esasperati da altre marche che non assicurano la stessa stabilità nel tempo. Per molti versi Ripert ha trovato la quadratura del cerchio, almeno dal punto di vista produttivo. Per quanto riguarda il reale assorbimento del mercato, il discorso è più complesso. L\’attività di Spark è estremamente differenziata e comprende anche le edizioni per le edicole, con modelli 1:43 semplificati ma comunque validissimi. Esiste ormai anche un\’osmosi fra la linea economica MileziM e la produzione standard, con la prima che si occupa di vetture stradali ma passa i progetti alla seconda per varianti più complesse. Spark insomma è una rete più che un\’entità singola, quindi capace di aggiustare il tiro in corsa e di adattarsi alle esigenze di mercato che mutano di anno in anno. Vedremo poi nelle prossime settimane quanto la produzione sia stata effettivamente rallentata a causa dei blocchi alle aziende locali imposti dal governo cinese per fronteggiare la diffusione del corona virus, il tutto all\’indomani di un Salone di Norimberga che in molti non hanno esitato a definire in tono minore. 

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