Rassegna stampa: Auto Modélisme n.264 (febbraio 2020)

Dopo un numero di gennaio alquanto mediocre, all\’insegna peraltro della celebrazione incondizionata delle grandi scale, Auto Modélisme torna su livelli meno scadenti con un\’edizione – quella di febbraio – sicuramente più equilibrata e completa. Fa piacere leggere un editoriale come quello di Alan Geslin, che rispecchia le considerazioni di un numero sempre maggiore di appassionati di automobilismo e modellismo. Il \”signe extérieur de richesse\” non sono altro che quegli orrendi SUV che ogni giorno ci dobbiamo sorbire per strada, una sorta di inquinamento visivo, oltre che reale, che rispecchia bene la mancanza di gusto contemporanea. Passiamo oltre. In questo numero trovate davvero molti argomenti di un certo spessore, anche dal punto di vista storico: citerei la storia della Opel Kadett \”psichedelica\” di Helmut Mander, protagonista negli anni settanta delle cronoscalate e non solo. Sorprende a volte che persone competenti come i redattori della rivista cadano giù dal pero non sapendo scrivere che due righe a proposito del modello della Kadett di Mander, realizzato tempo fa da Autodrome. \”Foto trovata sulla rete\”. Il modello stesso ha una storia molto particolare e non sarebbe stato male raccontarla, ma come si è detto più volte, a parziale discolpa, vi è l\’inesorabile cadenza mensile della rivista con i tempi stretti e l\’ansia continua di chiudere il numero. Molto accurata la recensione della Mercedes 600 Pullman di CMC in 1:18, un modello che incarna il massimo della possibilità espressa dai marchi orientali in tema di grandi scale. 

Andrebbe casomai approfondito come mai su una percentuale abbastanza elevata si siano riscontrati difetti di montaggio e di finitura, ma questo una rivista non te lo dirà mai. Interessante la disamina della storia di una particolare Maserati 450S, quella caratterizzata dalla doppia numerazione di telaio 4505/4506, raccontata anche attraverso i modelli. E\’ questo il regno della produzione JFB Models, ampiamente pubblicizzata, attraverso la declinazione di versioni conosciute e semisconosciute. A me la 450S di JFB Models ricorda molto, troppo, il modello AMR, così come altri della produzione di questo marchio. La competenza del responsabile non è minimamente in discussione, così come la sua conoscenza enciclopedica della storia della Maserati, ma a me questi modelli mi hanno sempre convinto solo in parte, anche per un prezzo a mio parere troppo elevato, nonostante le pretese alto di gamma. 


Si prosegue poi con varie recensioni, curiosità e molte foto. Un numero quindi piacevole, per una rivista che sicuramente sta vivendo il momento non facile della carta stampata. Certo, in Francia se la passano meglio rispetto allo sfascio che si osserva in Italia, ma ci si chiede sempre di più il vero senso di riviste come queste, che vogliono accontentare tutti rischiando di non accontentare nessuno. Fino a quindici anni fa l\’informazione passava esclusivamente attraverso questi canali. Oggi le riviste specializzate (tranne alcune) hanno perso la loro autorevolezza, schiacciate tra la tirannia degli inserzionisti e lo scarso interesse di un pubblico che ha trovato altre fonti più complete e continue. 

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