Autostyl Miniatures: un caso tipicamente francese nel centro di Clermont-Ferrand

Negli anni settanta e ottanta si favoleggiava dei negozi francesi, contenenti modelli impensabili in altre nazioni, e i pochi fortunati che riuscivano a viaggiare tornavano in patria con racconti che finivano per alimentare ancora di più il mito di nomi soprattutto parigini, ma non solo: la

rue de Saint-Esprit a Clermont-Ferrand ospita la
vetrina di Autostyl63. 

BAM, le Chat Botté, ACB \”polo del lusso\” negli anni novanta, ma anche Annecy Miniatures nell\’omonima città non lontano dalla Svizzera, Manou a Le Mans, Tacot in Alsazia e così via. Alcuni di questi centri hanno chiuso, altri si sono trasformati, quasi sempre in peggio. Eppure qualche eccezione c\’è, e nella Francia, specie quella più profonda, operano ancora alcune attività che si allontanano dai sentieri battuti per imboccare strade meno scontate.
Rue Saint-Esprit a Clermont-Ferrand è un\’elegante via del centro storico, dove in un periodo abbastanza recente è nato un negozio specializzato, Autostyl. Il quartiere è facilmente raggiungibile parcheggiando presso la non lontana place de Jaude. Autostyl è gestito con semplicità e originalità; la parte della produzione industriale trattata è relativa soprattutto a vetture stradali (prevalentemente francesi, ma non mancano le italiane e le tedesche) degli anni settanta/ottanta/novanta.

Philippe, il titolare di Autostyl, con alcune sue creazioni
su base Prestige (Mini Racing, modelli in resina 1:43). 

Quasi solo 1:43, ma ormai è disponibile anche una sezione 1:18. A parte la produzione di grande serie, comunque interessante perché comprende anche ormai rari Vitesse, Norev e così via, la caratteristica più affascinante di Autostyl è la scelta di alcuni modelli obsoleti, ma soprattutto la produzione limitata di modelli speciali su base Prestige, di provenienza Mini Racing, un marchio attivo ancora oggi. Il laboratorio collegato al negozio produce quindi vetture stradali tipo Peugeot 104, Renault 5, Peugeot 205, scegliendo anche versioni poco conosciute dell\’epoca, incluse colorazioni particolari, edizioni speciali e così via. Spesso sono i clienti a commissionare i montaggi, ma altri modelli vengono realizzati senza ordini specifici e poi messi in vendita. Si utilizzano, oltre ai Prestige, anche altri kit come Starter, Alezan, Provence Moulage e basi industriali. Ciò che mi ha impressionato durante la visita è stata la frequenza dei clienti. In un venerdì pomeriggio tante le visite di persone interessate e anche apparentemente competenti. Nonostante tutto, l\’1:43 \”tira\” ancora. Autostyl partecipa anche alle borse di scambio nella regione: il 1° marzo ce n\’è in programma una a Moulins, nel vicino dipartimento dell\’Allier, organizzata dal Mini Auto Club 03.

Nelle vetrine si trova anche una buona parte della
produzione recente e attuale. 
L\’interesse del negozio è legato anche (o soprattutto) a
modelli realizzati dal laboratorio della boutique stessa e
a diversi pezzi rari e particolari. 

Qui la vita modellistica è ancora attiva; la gente colleziona, si incontra alle borse e nei negozi, legge riviste e compra libri.
Da Autostyl è rimasta l\’aria tipica di certi negozi francesi del passato. Bisogna passarci del tempo, osservare, parlare. Non deve esserci fretta. Del resto perché entrare se si ha fretta? Si deve cercare con lentezza, assaporare il gusto del collezionare e dell\’esperienza sensoriale. Curiosando fra le vetrine si trova di tutto: due Sauber Gruppo C di Automany, montate bene, con uno stile anni 80, una Gordini factory built di Manou (col numero di serie punzonato sul fondino), alcuni Norev più rari, dei Minichamps di fine anni novanta, giocattoli in plastica che si vendevano ai mercati e così via. Non c\’è davvero niente di banale.

La scala 1:18 è ormai d\’obbligo anche per un negozio
molto tradizionale. 
E\’ necessario scrutare ogni centimetro quadrato. 

Autostyl è ancora un posto tremendamente \”analogico\”, non certo avulso da Internet (i suoi modelli sono inseriti su eBay, esiste una pagina Facebook, ecc.), ma dove si respira ancora un\’atmosfera che altrove non esiste più. Non voglio per forza creare una contrapposizione di valori fra passato e futuro. Forse – ci pensavo proprio nei giorni scorsi – l\’ideale si è raggiunto nei primissimi anni duemila, quando la realtà e la virtualità, che erano ancora abbastanza separate fra di loro, hanno convissuto per un certo periodo integrandosi e arricchendosi a vicenda. Oggi, peraltro, queste classificazioni sono addirittura obsolete, costituendo ormai il mondo virtuale un unicum con quello cosiddetto reale. Tornando ai modelli, in negozi come questi, chi viene da lontano, si rende conto del perché di una Simca Rallye della Norev, un\’Alpine A610 di GTS o una Peugeot 106 XSi di Vitesse hanno un senso. Anche i Norev o i Solido in 1:18 qui si integrano perfettamente in una tradizione profonda e radicata. Autostyl ha trovato un modus vivendi nel difficile periodo che i negozi di modellismo oggi affrontano scegliendo una linea fortemente personale e orientata alla passione più viscerale. La scelta, a quanto pare, è stata vincente. Quasi quasi viene voglia di tornarci domani.

Modelli in lavorazione, presto disponibili. Si riconoscono
tanti soggetti, inclusa una Austin Metro della Corgi in 1:36
che sarà restaurata e aggiornata per una cliente che
aveva la vettura reale! 
Tre modelli montati di Autostyl su base Prestige:
Citroen GSA Break, Renault 5 TX, Renault 5 Alpine. 

Il nuovo e l\’antico convivono in modo armonioso. 

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