Focus su: Porsche 962 IMSA-GTP Bayside 2h Del Mar 1987 Jochen Mass (Spark US086)

Mentre in occidente siamo in pieno marasma, arrivano
i primi Spark \”post-Covid19\”.

Se l\’Europa è nel caos più completo, la Cina ha ripreso il proprio cammino dopo la bufera del Covid-19 e ormai gli arrivi di modelli hanno ripreso regolarmente da almeno un mese. Fra le ultime novità di Spark vi è una bella selezione di soggetti anni ottanta, da una Porsche 914/6 di Daytona (che sarebbe piaciuta al povero Fabrizio Pitondo) alla BMW 530i vincitrice della 24 Ore di Spa, dalla Toyota 92V della 500km di Mine 1992 all\’ennesima Porsche 962 IMSA-GTP, uscita nella serie americana. 

Il factory built di MA Models: una o due generazioni fa. 
Il modello Spark è uscito nella serie americana (catalogo US086),
in edizione limitata a 500 pezzi numerati. 

Ed è proprio di quest\’ultimo modello che parlerò. \”Ma come – potrete pensare – con la BMW di Spa a disposizione, magari anche con la 914/6 sotto mano, vai a parlare un\’altra volta di una Porsche 962?\” Sì, per ora; poi si vedrà. Per gli artigiani, Spark è una costante spina nel fianco. 

Come sempre impeccabile la finitura. 

Le decorazioni in decals sono applicate senza imprecisioni. 

Non escludo che alcune uscite siano ispirate direttamente a quanto tirano fuori i vari piccoli marchi, ma visto che sulla scelta dei soggetti non esiste copyright, in un mercato libero vince in termini assoluti chi propone i prodotti col miglior rapporto qualità-prezzo. E non è detto che siano sempre e necessariamente gli Spark, eh. Intendiamoci bene: a volte il rapporto finale (prezzo di listino-precisione e fedeltà storica) può essere sfavorevole al marchio di Ripert perché, appunto, i termini non sono assoluti ma riguardano una risultante che esce da vari aspetti da esaminare volta per volta.

Il flash è impietoso, ma lo Spark \”regge\” anche a questa vista
meno usuale. L\’essenziale – e qualcosa in più – c\’è. 
I cerchi posteriori hanno ricevuto una finitura alluminio semilucido. 

Ciò che costa meno non è necessariamente preferibile, a meno che non si guardi solo alla moneta. In molti casi, invece, è proprio Spark a prevalere, anche per la scrupolosità documentaria e la competenza tecnica che impiega nelle sue realizzazioni. 

Fotoincisioni replicano le cerniere delle porte. 
Le alette sui passaruota anteriori sono fotoincise. 

Gli artigiani la amano e la odiano perché da una parte ne vedono un temibile concorrente e dall\’altra subiscono il fascino di chi è riuscito a risolvere una difficile equazione: modelli montati (bene) al prezzo di un kit. \”Eh, ma producono in Cina\”. Andateci anche voi e poi ditemi quant\’è facile produrre in Cina. Piccolo particolare, poi, \”quelli\” in Cina ci sono andati negli anni novanta, quando la maggior parte degli artigiani europei a malapena conosceva il proprio condominio. 

Per le gare sprint di giorno, solo un faro per parte
era più che sufficiente. Normalmente veniva conservato
quello più esterno. Questa 962 fa eccezione. 

Torniamo alla 962. Stavolta Spark ha scelto la vettura di Bayside che vinse la 2 Ore di Del Mar 1987, gara californiana valida per il campionato IMSA, con Jochen Mass. Questa versione, sponsorizzata da Waste Management, non è del tutto inedita: ricordiamo il modello di Michael Arensdorf, bello \”pieno\”, con quell\’assetto forse un po\’ basso, con quelle ruotone e le gomme gonfie gonfie che lo rendono inconfondibile, anche se le origini Starter/Provence Moulage sono inequivocabili. A me gli MA sono sempre piaciuti. Lo Spark è più moderno, più fine, meno fumettato. Nelle serie nazionali Spark preferisce una finitura alluminio e non cromata dei cerchi, una scelta che appoggio, anche se a volte essi avevano un aspetto molto brillante; la plastica cromata, tuttavia, si nota sempre e, dovendo scegliere, una finitura argento può risultare meno artificiale dell\’effetto dato dal cromo su plastica. Per il resto, siamo in presenza di uno Spark classico: aperture dei vetri laterali, ottime fotoincisioni utilizzate con ponderazione, decals applicate con cura. 

La scatola con i colori della bandiera USA rivela
che siamo in presenza di un modello appartenente
a una delle tante serie nazionali. 

Della verniciatura degli Spark ho parlato spesso: si tratta di uno dei punti forti dell\’intera produzione, che rende il massimo su vetture da competizione come questa, dove la lucentezza non deve essere esagerata. Discrezione, quindi, ma senza rinunciare alla perfezione formale. Gli altri particolari potrete apprezzarli dalle foto. In conclusione, un bell\’esempio, della presenza della 962 nella serie IMSA, vinta dalla vettura di Stoccarda per quattro anni consecutivi, dal 1985 al 1988. 

4 pensieri riguardo “Focus su: Porsche 962 IMSA-GTP Bayside 2h Del Mar 1987 Jochen Mass (Spark US086)

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