La Panoz Q9 Ibrida delle prequalifiche di Le Mans 1998: Spark S4867

La Panoz Esperante Q9 ibrida alle prequalifiche di
Le Mans 1998. 
Il modello Spark (catalogo S4867).


Una delle più recenti realizzazioni di Spark è riguarda una vettura ibrida ante litteram, la Panoz Esperante Q9 battezzata Sparky che disputò le prequalifiche della 24 Ore di Le Mans del 1998 con James Weaver e Perry McCarthy (Johnny O\’Connell, annunciato come terzo pilota, non prese parte alla sessione). 

Come al solito, molto accurata la finitura generale.

La Panoz Q9, dotata di propulsione elettrica sulle ruote posteriori e sviluppata dal costruttore americano di concerto con Zytek e Reynard, venne sviluppata dal David Price Racing per la stagione 1998. La Q9 si vide anche nelle prequalifiche di Le Mans, che in quell\’anno si disputarono nella sola giornata del 3 maggio. 

Vestigia di un passato neanche poi così lontano: il
foglietto di decals del kit Starter della Panoz Q9 ibrida. 

Sfortunatamente i piloti non riuscirono a staccare un tempo valido per l\’ammissione alla gara, in una sessione che fece altre vittime illustri, come due delle tre Porsche K8 di Kremer, le due Porsche 911 GT1 di Zakspeed e quella di Larbre Competition e la WM con motore alimentato a GPL. A suo tempo, questa particolare Panoz, decorata in un attraente color porpora cangiante con strisce gialle scontornate di rosso, non sfuggì a Starter che ne ricavò uno dei suoi tradizionali kit in resina, e come al solito toccava ai modellisti il non sempre facile compito di ricavarne qualcosa di decente, a iniziare dal colore della carrozzeria, tutt\’altro che scontato. 

Apprezzabili tanti dettagli, come la finezza
delle paratie dell\’ala posteriore, in fotoincisione. 
Anche da questo dettaglio è possibile apprezzare
la presenza di tanti piccoli particolari. 

 L\’idea di proporre la Q9 ibrida era tornata a MS-Models che aveva commissionato a Spark una serie limitata (numero di catalogo FS23). Adesso la Panoz violetta torna nella serie standard (S4867), che pure non è del tutto identica al modelo \”giapponese\”: qualche leggerissima variazione si nota nel posizionamento di alcune piccole decals, che probabilmente variarono nel corso della giornata di prequalifiche. 

Molto ben realizzati i cerchi, che rendono
perfettamente la realtà. 
Bizzarra la presenza di due decals \”E\” dell\’impianto
di estinzione. Sullo Spark della serie limitata giapponese
ce n\’è solo una, conformemente alle foto in nostro possesso. 

 Non si può non ammirare la perfezione della verniciatura e l\’esattezza dei dettagli su questi Spark di ultima generazione. Come si è detto tante volte, il progresso non è magari mai eclatante, ma è visibile in tanti dettagli; la precisione di montaggio degli Spark ha conosciuto notevoli miglioramenti in oltre vent\’anni di produzione. 

A essere pignoli, sopra il gancio traino
dovrebbe essere posizionato una freccia
gialla in decal. 

Solo fino a 8-10 anni fa, per trovare un esemplare veramente \”perfetto\” di ciascun modello bisognava visionarne almeno tre o quattro; oggi non è più così e si va quasi sempre a colpo sicuro. 




E\’ prevista anche una seconda versione della Q9 Sparky, quella che corse a Road Atlanta (1000 miglia Petit Le Mans) 1998 con John Nielsen, Doc Bundy e Christophe Tinseau. Il modello, annunciato inizialmente per il primo trimestre 2020, dovrebbe essere ormai imminente e sarà inserito nella serie limitata americana (catalogo US069). 

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