Misteri sparkiani: la Porsche 962C Kremer Kenwood Le Mans 1986 #10

Nella serie standard di Spark è appena uscita
la Porsche 962C Kremer di Le Mans 1986 (piloti
Gartner / Van der Merwe / Takahashi). 

La digraziata Porsche nera al volante della quale Jo Gardner si uccise a Le Mans nel 1986 mancava ancora nella gamma Spark. O meglio, c\’era ma era uscita anni fa nella serie Kokusai Boeki Kaisha di Tokyo, col numero di referenza KBS013. Oggi Spark fa entrare nel catalogo ufficiale questa Porsche 962C di Kremer (cat. S7509). Normalmente Spark non produce mai due referenze identiche con numeri di catalogo diversi, ed è forse proprio nell\’ottica di una futura produzione standard che il modello Kokusai era stato realizzato in una configurazione che sembra incompleta ma che potrebbe fare riferimento a qualche giornata di prove libere o di qualifica. Fatto sta che il modello che esce ora è quello in configurazione gara, come si evince dalle numerose foto che si possono reperire sui libri e sul web. Il modello Kokusai non beneficiava di tutte le migliorie tecniche di cui usufruiscono le attuali 956/962C ma qualche piccolo particolare lo si rimpiange sullo Spark di oggi. Ecco in sintesi le differenze fra i due modelli:

Il cerchio posteriore usato in gara è compatibile
con lo Spark S7509. 

1) Lo Spark attuale propone gli autoventilanti anteriori aggiornati in fotoincisione, più fedeli rispetto al Kokusai. Sui vetri laterali le aperture sono ora reali, mentre sul Kokusai sono simulate con tre pallini neri, come si usava fare sui vecchi kit Starter.

In primo piano, lo Spark Kokusai; dietro,
lo Spark uscito in questi giorni [foto Marco
Parravicini]. 

2) Correttamente, entrambi i modelli hanno i passaruota tipici di certe 962C, che ospitavano cerchi più grandi. I cerchi dello Spark attuale hanno il canale standard, mentre il Kokusai ha i cerchi con la pastiglia centrale più larga e canale meno svasato. Le foto mostrano che lo Spark S7509 è corretto, almeno per la gara.

3) Sul Kokusai mancano alcune decals, fra cui il grande logo Kenwood sul cofano posteriore, cosa che avallerebbe l\’ipotesi di una versione pre-gara.

Le due edizioni a confronto. Il Kokusai
ha ancora il vecchio stampo, con il
padiglione del tetto troppo basso,
difetto poi corretto [foto Marco Parravicini].

4) Gli specchietti retrovisori del Kokusai sembrano più fedeli rispetto al modello S7509, con il supporto fine e di colore alluminio. Sullo S7509 gli specchietti hanno un supporto troppo grosso, ma in compenso hanno la lucina arancione. In ogni caso la forma della conchiglia non è esatta né sul Kokusai né sullo Spark.

Da questa immagine si notano bene
la forma dello specchietto retrovisore
e il suo fine supporto. 

5) Mancano su entrambi i modelli i fermi sulla parte inferiore del parabrezza.

6) La grossa decal EMCO in coda in alcune foto non appare, per cui entrambi i modelli possono dirsi corretti sotto questo aspetto (vedi foto sotto).

7) Gli estrattori posteriori dei due modelli sono diversi. Dalla documentazione sembra essere corretto quello del Kokusai.

I nuovi autoventilanti sono decisamente migliori
rispetto a quelli montati sulle prime serie delle
Porsche 956/962C di Spark. 

Queste considerazioni possono dare adito a diverse conclusioni. Non sarei in ogni caso d\’accordo su chi dice che Spark stia subendo una specie di regressione. Solo l\’anno scorso recensivamo la riedizione della 962C ufficiale di Le Mans 1988 mettendo in evidenza i tanti piccoli miglioramenti rispetto al modello originario. Restiamo a guardare, monitorando la situazione!

6 pensieri riguardo “Misteri sparkiani: la Porsche 962C Kremer Kenwood Le Mans 1986 #10

  1. Riporto il commento che Alfonso Marchetta mi ha inviato perché non riesce a postare direttamente. Se qualcuno ha riscontrato problemi nell'inserimento dei commenti me lo faccia sapere per favore, così lo comunico a blogspot. Fino ad una trentina d'anni fa, nelle gare di rally e di durata, le vetture cambiavano livrea.Era una cosa quasi normale…Poteva capitare che qualche sponsor decidesse di aiutare il team \”in corsa\”, vedendo dei risultati incoraggianti, o magari solo per salire sul carro dei vincitori. A volte cambiavano gli stessi sponsor tecnici, un produttore di pneumatici al posto di un altro.In certi casi (vedi rally di Montecarlo) gli sponsor venivano censurati per motivi legali.Cose di altri tempi.Per noi modellisti e per le case produttrici, la cosa importante però è riuscire a \”congelare\” l'istante, proporre cioè un modello che rappresenti i loghi, le scritte e i particolari della vettura di un dato momento. Altrimenti si rischia di tirare fuori una sorta di mostro alla Frankenstein, con tanto di cofano anteriore visto in prova, coda utilizzata in gara e ruote da bagnato, in una edizione completamente asciutta…A.M.

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  2. Non fa una grinza. Convenzionalmente, per gare come Le Mans che fra prove e corsa durano una settimana, si cerca di riprodurre il modello com'era alla partenza. Se le varianti sono particolarmente interessanti, ci si interessa anche alle configurazioni prove, ma avendo comunque una documentazione coerente. In più di un caso, durante le prove alcune vetture avevano una livrea convenzionale, salvo poi presentarsi il giorno della gara con una decorazione a sorpresa, che faceva parte della strategia di comunicazione di uno sponsor o di una squadra.

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  3. E' un mio pallino da decenni, i produttori di modellini, soprattutto quelli per collezionisti adulti, dovrebbero sempre indicare il riferimento preciso di cosa è stato riprodotto. In questo caso il momento preciso della manifestazione, ma in altri casi la manifestazione stessa, che potrebbe non essere conosciuta ai più, o, nel caso di stradali, il numero di telaio e/o il carrozziere per esemplari fuoriserie, o il my per gli altri.PS Ora provo ad inserire il commento.

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  4. Riporto il commento che Alfonso Marchetta mi ha inviato perché non riesce a postare direttamente. Se qualcuno ha riscontrato problemi nell'inserimento dei commenti me lo faccia sapere per favore, così lo comunico a blogspot. Fino ad una trentina d'anni fa, nelle gare di rally e di durata, le vetture cambiavano livrea.Era una cosa quasi normale…Poteva capitare che qualche sponsor decidesse di aiutare il team \”in corsa\”, vedendo dei risultati incoraggianti, o magari solo per salire sul carro dei vincitori. A volte cambiavano gli stessi sponsor tecnici, un produttore di pneumatici al posto di un altro.In certi casi (vedi rally di Montecarlo) gli sponsor venivano censurati per motivi legali.Cose di altri tempi.Per noi modellisti e per le case produttrici, la cosa importante però è riuscire a \”congelare\” l'istante, proporre cioè un modello che rappresenti i loghi, le scritte e i particolari della vettura di un dato momento. Altrimenti si rischia di tirare fuori una sorta di mostro alla Frankenstein, con tanto di cofano anteriore visto in prova, coda utilizzata in gara e ruote da bagnato, in una edizione completamente asciutta…A.M.

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  5. Non fa una grinza. Convenzionalmente, per gare come Le Mans che fra prove e corsa durano una settimana, si cerca di riprodurre il modello com'era alla partenza. Se le varianti sono particolarmente interessanti, ci si interessa anche alle configurazioni prove, ma avendo comunque una documentazione coerente. In più di un caso, durante le prove alcune vetture avevano una livrea convenzionale, salvo poi presentarsi il giorno della gara con una decorazione a sorpresa, che faceva parte della strategia di comunicazione di uno sponsor o di una squadra.

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  6. E' un mio pallino da decenni, i produttori di modellini, soprattutto quelli per collezionisti adulti, dovrebbero sempre indicare il riferimento preciso di cosa è stato riprodotto. In questo caso il momento preciso della manifestazione, ma in altri casi la manifestazione stessa, che potrebbe non essere conosciuta ai più, o, nel caso di stradali, il numero di telaio e/o il carrozziere per esemplari fuoriserie, o il my per gli altri.PS Ora provo ad inserire il commento.

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