Lancia Delta HF Integrale EVO Gr.A Martini Rally Monte Carlo 1992 Auriol/Occelli Spark S9015

Quando a metà giugno Spark annunciò la Lancia Delta HF Integrale Evo del 1992, guardando le foto del pre-serie mi cascarono le braccia. Era evidente come i montanti laterali fossero stati trattati nella maniera peggiore che ci potrebbe attendere da un produttore di resincast, ossia con una squallida stampa sull\’acetato. A dire il vero questa tecnica, che va benissimo in altre occasioni ma è opportuna quanto il cavolo a merenda per montanti e listelli, era già stata utilizzata da alcuni produttori di modelli speciali in un passato neanche tanto recente (mi viene in mente Alezan); i marchi made in China (e recentemente made in Madagascar) ne hanno fatto comunque un uso smodato, non solo nell\’1:43, ma anche nell\’1:18 e addirittura nell\’1:12. 

Io vedendo un modello dove per i montanti e le battute delle porte laterali si è usata questa tecnica, avrei voglia di lasciar da parte qualsiasi altro commento, considerando la riproduzione sbagliata, squalificata e basta. Sarebbe l\’ora che qualcuno si facesse sentire, anziché incensare sempre e comunque in modo acritico quello che arriva da Spark o da qualsiasi altro produttore. Su Facebook ci sono gruppi in cui ci si spertica in lodi per questa Delta Integrale. Il tifo nel modellismo non serve a niente. A me viene tristezza pensando all\’ennesima occasione persa. 

Certo, questi modelli si venderanno bene e gli artigiani non avranno troppi motivi per gioire. Spark è in grado, anche con un prodotto non all\’altezza delle aspettative, di fare ombra a realtà troppo piccole anche come visibilità. 

Già perché è anche una questione di visibilità. Se fai un modello buono con un costo competitivo e nessuno sa che lo hai fatto, puoi avere il miglior rapporto qualità-prezzo del mondo ma non lo venderai mai. Certo, se hai una visibilità massima e continui a fare ciofeche, prima o poi andrai a finire in un tombino. Ma credo che Spark sia ancora lontana da questa situazione. Fatto sta che stiamo commentando un mezzo insuccesso. Il modello è fatto bene, per carità. Le forme sono quelle, i dettagli ben curati, il montaggio impeccabile. Ecco perché certe stupidaggini fanno irritare ancora di più. 

Qualche esempio, sicuramente meno evidente dell\’orrendo vetro laterale: la calandra in cui il filetto rosso interno ai \”denti\” è stato realizzato sulla retina e non sulla cornice; i fari di uguale misura (sbaglio o erano di diametro diverso, quelli esterni più grandi, quelli interni più piccoli, anche se di poco?). 

Ci sono tante cose eccellenti su questa Lancia Integrale, ma mai come ora verrebbe voglia di comprare un kit e farselo montare da uno bravo, come si suol dire. Si andrà a spendere – quanto? Duecento, trecento euro, a seconda di chi vai a interpellare, ma si avrà qualcosa di esclusivo e di storicamente attendibile. Pubblico una gallery credo esaustiva su questo modello. Ulteriori commenti li aggiungeranno i lettori del blog, che non mancano e sono anche molto attenti. 

Foto gentilmente inviata da Umberto Cattani, che mi ha fatto pervenire anche un\’immagine del suo kit Racing43, montato venticinque anni fa:

Nota: ne approfitto per ricordare che i commenti ai vari articoli sono i benvenuti ma è necessario firmarsi o loggandosi a Google (a quel punto il nome appare automaticamente) o aggiungendo il nome alla fine del commento stesso se si interviene da \”guest\”. I commenti anonimi vengono cancellati. 


36 pensieri riguardo “Lancia Delta HF Integrale EVO Gr.A Martini Rally Monte Carlo 1992 Auriol/Occelli Spark S9015

  1. Ciao David, Il messaggio è partito per errore senza firma.Allora, sulla Evo o Hf, il modello in questione, i 4 fari erano di uguale diametro, sul modello (a mio avviso) sono un po' grandini…Su tutto il resto hai centrato perfettamente l'obiettivo. Alfonso Marchetta

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  2. Contrordine sui fari hai ragione.La differenza non è così marcata come nelle versioni precedenti, ma c'è. Anch'io leggendo le tue parole mi sono confuso, spesso le integrale 16v venivano aggiornate in evo, senza però cambiare i fari.A. M.

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  3. Privatamente avevo espresso a David un parere positivo su questa Delta, basandomi purtroppo solo sulle foto apparse in rete. Ora, alla luce di quanto pubblicato nel Blog, mi sento di avallare le perplessità di David. Accludo una foto abbastanza corposa che permette a tutti di esprime la propria opinione. Non è una bocciatura per questa Delta un invito a ripresentarsi più preparata.

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  4. Grazie Umberto, ho pubblicato la foto (di un poster?). Da questa immagine si vede bene come i fari siano di dimensioni diverse e che i \”denti\” del paraurti, che inizialmente avevo criticato, sono in realtà giusti per questa particolare versione. Restano le altre pecche strutturali. Mi chiedevi a cosa possa servire (e SE possa servire) rimarcare tali difetti. Ebbene, io credo che a forza di insistere, a qualcosa servirà. Sta ai collezionisti e anche ai giornalisti specializzati segnalare le cose che non vanno, specie quando possono essere corrette o migliorate tutto sommato con interventi limitati. In estrema sintesi, io mi sono stufato di questi vetri laterali plotterati, quando una semplice fotoincisione farebbe compiere al modello un enorme passo in avanti. Per la Delta non ci spero, perché ormai hanno i master e quelli dobbiamo tenerceli nei secoli dei secoli. Incoerenze nella produzione ce ne sono: ad esempio, nella BMW M3 E30 hanno applicato la stessa tecnica, quando sulla Serie 3 Alpina (che era la serie precedente, ma molto simile) il montante era in resina. Quindi la possibilità di far qualcosa ce l'hanno. A volte sono pigri, tanto i collezionisti bevono tutto. E' questo il concetto da smentire, ma c'è molta incompetenza anche da parte degli acquirenti e ciò gioca a vantaggio del produttore.

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  5. Leggo solo ora la recensione ma non ho molto da aggiungere, sostanzialmente sono d'accordo con David. Soprattutto per quanto riguarda i vetri laterali, davvero brutti. In generale si può dire che questo modello della Delta non sia certamente quello definitivo e la cosa mi innervosisce perché i mezzi per riprodurla come si deve Spark li ha… li ha ma non li ha usati, almeno non del tutto. Un peccato…La mia idea trova sempre più conferme, ovvero che la ditta orientale sia troppo ingorda: sta mettendo sul mercato valanghe di modelli ma gli errori e le sviste stanno (mi sembra) aumentando. La mia domanda rimane la solita: non sarebbe meglio produrre meno ma con maggiore cura? Io lo sostengo da sempre.Sembra esserci la volontà di massimizzare i profitti fregandosene di tutto il resto: ecco, Spark inizia a darmi quest'impressione, purtroppo.

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  6. Le mie perplessità vanno oltre quelle già indicate. Trovo molto brutto l'assetto, con le ruote posteriori troppo in fuori e in basso e quelle anteriori troppo incassate all'interno del passaruota e anch'esse troppo in basso.Ciò conferisce al modello un aspetto sbagliato. Sembra a punta. Sempre che sia solo un aspetto dovuto a ciò che ho detto e non proprio al muso troppo stretto rispetto al posteriore. Direi che anche le luci posteriori sono troppo piccole e il paraurti posteriore, nel profilo in basso, mi sembra avere una leggerissima curvatura fastidiosa.Su un gruppo Facebook è stata inserita una foto confronto con un modello Hpi: fermo restando che l'angolazione dei modelli è diversa, ho avuto l'impressione che il paraurti della Spark si sviluppasse troppo poco in altezza rispetto al concorrente.Un modello che non avrei comunque mai preso in considerazione, visto che ho vari Racing43 da montare e che amo costruire per conto mio.Però, fa un certo piacere vedere che il vecchio, caro Racing43, pur abch'esso con i suoi difetti, possa rappresentare ancora una valida alternativa.Francesco Falorni.

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  7. Riprendendo le utili considerazioni di Francesco, anche a me il modello era sembrato un po' a punta, ma non avevo collegato il fatto all'assetto. Potrebbe davvero essere quella, la ragione. Quanto al resto, andrebbero confrontati bene i modelli con dei disegni originali, tenendo anche conto che i prototipisti cambiano un po' le forme per adattare il colpo d'occhio alla scala. Un conto però è un adattamento di questo genere, un altro è l'interpretazione erronea delle linee. Ho avuto per le mani diversi kit Racing43 e li ho sempre venduti tutti, senza avere avuto l'accortezza di conservarmene uno o due per me.

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  8. Dopo aver visto altre foto, mi pare di poter dire che il confronto con Hpi diventa imbarazzante, per Spark, sul posteriore: lunotto di dimensioni davvero diverse, fra i due modelli, con lo Spark piccolino ed una cornice davvero grossolana rispetto al concorrente. Ribadisco le luci posteriori troppo piccole e aggiungo una maniglia della bauliera ENORME sullo Spark. Le venderanno come il pane di sicuro, comunque. Spark ci ha deliziati con belle riproduzioni (Io ho una Yaris Plus WRC che è una bomba, nulla da eccepire.Ma, come dice David, un po' di senso critico, teniamocelo ben stretto.Francesco Falorni.

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  9. Con tutto il rispetto dovuto al lavoro di Umberto, la foto del modello Racing 43 mi sembra tradirne impietosamente gli anni, confrontandolo allo Spark.Lo scrivo con cognizione di causa, avendolo anche io in vetrina.Non acquisterò, quindi, il modello Spark: come, a suo tempo, non considerai il diecast HPI che ho, invece, comperato in altre versioni.Resto, però, molto curioso di vedere lo Spark dal vivo: facendo, eventualmente, un pensiero, qualora dovesse entrare in catalogo, alla vettura gemella di Kankkunen.Condivido il disappunto di David per i montanti centrali plotterati: sempre, ribadisco, che svalutino il modello nel suo insieme anche dal vivo.

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  10. Perdonami, Elio: pensavi, forse, che Spark lavorasse per beneficenza?Facili ironie a parte, non dimentichiamo che ci troviamo di fronte di livello, comunque, impensabile ancora dieci anni fa, per tirature quantificabili in migliaia di esemplari.Chiaro che le sviste possano recarci fastidio, ma fanno parte del lavoro quotidiano: siamo umani…

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  11. Certo ma un conto sono le sviste, che ovviamente possono capitare, un altro gli errori \”pianificati\” fin dalla progettazione come gli orrendi vetri plotterati. Quanto alla sete di guadagno, legittima per carità, non va confusa con l'avidità, che non porta mai a risultati positivi. Questa è la mia opinione…

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  12. Ciao David, Il messaggio è partito per errore senza firma.Allora, sulla Evo o Hf, il modello in questione, i 4 fari erano di uguale diametro, sul modello (a mio avviso) sono un po' grandini…Su tutto il resto hai centrato perfettamente l'obiettivo. Alfonso Marchetta

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  13. Contrordine sui fari hai ragione.La differenza non è così marcata come nelle versioni precedenti, ma c'è. Anch'io leggendo le tue parole mi sono confuso, spesso le integrale 16v venivano aggiornate in evo, senza però cambiare i fari.A. M.

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  14. Privatamente avevo espresso a David un parere positivo su questa Delta, basandomi purtroppo solo sulle foto apparse in rete. Ora, alla luce di quanto pubblicato nel Blog, mi sento di avallare le perplessità di David. Accludo una foto abbastanza corposa che permette a tutti di esprime la propria opinione. Non è una bocciatura per questa Delta un invito a ripresentarsi più preparata.

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  15. Grazie Umberto, ho pubblicato la foto (di un poster?). Da questa immagine si vede bene come i fari siano di dimensioni diverse e che i \”denti\” del paraurti, che inizialmente avevo criticato, sono in realtà giusti per questa particolare versione. Restano le altre pecche strutturali. Mi chiedevi a cosa possa servire (e SE possa servire) rimarcare tali difetti. Ebbene, io credo che a forza di insistere, a qualcosa servirà. Sta ai collezionisti e anche ai giornalisti specializzati segnalare le cose che non vanno, specie quando possono essere corrette o migliorate tutto sommato con interventi limitati. In estrema sintesi, io mi sono stufato di questi vetri laterali plotterati, quando una semplice fotoincisione farebbe compiere al modello un enorme passo in avanti. Per la Delta non ci spero, perché ormai hanno i master e quelli dobbiamo tenerceli nei secoli dei secoli. Incoerenze nella produzione ce ne sono: ad esempio, nella BMW M3 E30 hanno applicato la stessa tecnica, quando sulla Serie 3 Alpina (che era la serie precedente, ma molto simile) il montante era in resina. Quindi la possibilità di far qualcosa ce l'hanno. A volte sono pigri, tanto i collezionisti bevono tutto. E' questo il concetto da smentire, ma c'è molta incompetenza anche da parte degli acquirenti e ciò gioca a vantaggio del produttore.

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  16. Leggo solo ora la recensione ma non ho molto da aggiungere, sostanzialmente sono d'accordo con David. Soprattutto per quanto riguarda i vetri laterali, davvero brutti. In generale si può dire che questo modello della Delta non sia certamente quello definitivo e la cosa mi innervosisce perché i mezzi per riprodurla come si deve Spark li ha… li ha ma non li ha usati, almeno non del tutto. Un peccato…La mia idea trova sempre più conferme, ovvero che la ditta orientale sia troppo ingorda: sta mettendo sul mercato valanghe di modelli ma gli errori e le sviste stanno (mi sembra) aumentando. La mia domanda rimane la solita: non sarebbe meglio produrre meno ma con maggiore cura? Io lo sostengo da sempre.Sembra esserci la volontà di massimizzare i profitti fregandosene di tutto il resto: ecco, Spark inizia a darmi quest'impressione, purtroppo.

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  17. Le mie perplessità vanno oltre quelle già indicate. Trovo molto brutto l'assetto, con le ruote posteriori troppo in fuori e in basso e quelle anteriori troppo incassate all'interno del passaruota e anch'esse troppo in basso.Ciò conferisce al modello un aspetto sbagliato. Sembra a punta. Sempre che sia solo un aspetto dovuto a ciò che ho detto e non proprio al muso troppo stretto rispetto al posteriore. Direi che anche le luci posteriori sono troppo piccole e il paraurti posteriore, nel profilo in basso, mi sembra avere una leggerissima curvatura fastidiosa.Su un gruppo Facebook è stata inserita una foto confronto con un modello Hpi: fermo restando che l'angolazione dei modelli è diversa, ho avuto l'impressione che il paraurti della Spark si sviluppasse troppo poco in altezza rispetto al concorrente.Un modello che non avrei comunque mai preso in considerazione, visto che ho vari Racing43 da montare e che amo costruire per conto mio.Però, fa un certo piacere vedere che il vecchio, caro Racing43, pur abch'esso con i suoi difetti, possa rappresentare ancora una valida alternativa.Francesco Falorni.

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  18. Riprendendo le utili considerazioni di Francesco, anche a me il modello era sembrato un po' a punta, ma non avevo collegato il fatto all'assetto. Potrebbe davvero essere quella, la ragione. Quanto al resto, andrebbero confrontati bene i modelli con dei disegni originali, tenendo anche conto che i prototipisti cambiano un po' le forme per adattare il colpo d'occhio alla scala. Un conto però è un adattamento di questo genere, un altro è l'interpretazione erronea delle linee. Ho avuto per le mani diversi kit Racing43 e li ho sempre venduti tutti, senza avere avuto l'accortezza di conservarmene uno o due per me.

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  19. Dopo aver visto altre foto, mi pare di poter dire che il confronto con Hpi diventa imbarazzante, per Spark, sul posteriore: lunotto di dimensioni davvero diverse, fra i due modelli, con lo Spark piccolino ed una cornice davvero grossolana rispetto al concorrente. Ribadisco le luci posteriori troppo piccole e aggiungo una maniglia della bauliera ENORME sullo Spark. Le venderanno come il pane di sicuro, comunque. Spark ci ha deliziati con belle riproduzioni (Io ho una Yaris Plus WRC che è una bomba, nulla da eccepire.Ma, come dice David, un po' di senso critico, teniamocelo ben stretto.Francesco Falorni.

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  20. Con tutto il rispetto dovuto al lavoro di Umberto, la foto del modello Racing 43 mi sembra tradirne impietosamente gli anni, confrontandolo allo Spark.Lo scrivo con cognizione di causa, avendolo anche io in vetrina.Non acquisterò, quindi, il modello Spark: come, a suo tempo, non considerai il diecast HPI che ho, invece, comperato in altre versioni.Resto, però, molto curioso di vedere lo Spark dal vivo: facendo, eventualmente, un pensiero, qualora dovesse entrare in catalogo, alla vettura gemella di Kankkunen.Condivido il disappunto di David per i montanti centrali plotterati: sempre, ribadisco, che svalutino il modello nel suo insieme anche dal vivo.

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  21. Perdonami, Elio: pensavi, forse, che Spark lavorasse per beneficenza?Facili ironie a parte, non dimentichiamo che ci troviamo di fronte di livello, comunque, impensabile ancora dieci anni fa, per tirature quantificabili in migliaia di esemplari.Chiaro che le sviste possano recarci fastidio, ma fanno parte del lavoro quotidiano: siamo umani…

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  22. Certo ma un conto sono le sviste, che ovviamente possono capitare, un altro gli errori \”pianificati\” fin dalla progettazione come gli orrendi vetri plotterati. Quanto alla sete di guadagno, legittima per carità, non va confusa con l'avidità, che non porta mai a risultati positivi. Questa è la mia opinione…

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