Focus su: Lola-Cosworth T600 Gr.6 Le Mans 1981 di Spark (S8600)

Spark ha iniziato il 2021 con diverse novità \”vere\”: fra queste vi è la Lola-Cosworth T610 Gruppo 6, soggetto che non si vedeva da tempo e che colma una lacuna di un certo rilievo. Progettata da Eric Broadley, la T610 fu schierata a alla 24 Ore di Le Mans del 1981 in Gruppo 6 mentre in IMSA venne destinata alla categoria GTP, dove divenne una valida alternativa alle Porsche 935, almeno prima che la March si impadronisse del mercato. 


Per il Gruppo C, in vigore dal 1982, la Lola sviluppò la T610 ma questa è un\’altra storia, perché la T610 aveva un telaio abbastanza diverso da quello della T600 sebbene in molti pensino che le due vetture fossero parenti strette. Tornando al modello, è rassicurante trovarci tutte le caratteristiche che hanno fatto la fortuna di Spark, a riprova di un potenziale tecnico che permette risultati notevoli a prezzi difficilmente eguagliabili dalla concorrenza. 

E l\’arrivo della T600 \”europea\” (che a Le Mans venne pilotata da Emilio de Villota, Guy Edwards e Juan Fernandez, tre specialisti di alto livello) fa sperare anche in qualche versione IMSA, che probabilmente verrà prodotta in serie limitata nella gamma dell\’importatore americano. 


Ecco alcune brevi impressioni sul modello: 


Linee: Sono \”catturate\” bene. Forse la linea di cintura è troppo tesa. Dovrebbe scendere di più dal passaruota allo sportello e risalire con maggior decisione in corrispondenza della presa NACA?

Esterni: Verniciatura bicolore di eccezionale qualità, come al solito. Anche il tono di azzurro utilizzato per la sezione superiore della carrozzeria è azzeccato. 

Fotoincisioni in giusta quantità. Le decals, essendo molte, fanno praticamente corpo unico tra loro, evitando alcuni effetti antiestetici tipici di altri modelli. 

Le ruote sono verniciate in alluminio satinato e la parte centrale che simula il nido d\’ape è in fotoincisione. Stavolta è del diametro giusto e non viene posata sul fondo ma resta all\’altezza di una delle scalettature del cerchio. La resa generale ne guadagna nettamente (basta osservare uno dei BBS tradizionali montati su una qualsiasi Porsche 934 o 935 di Spark). La posa delle decals è esente da critiche, ma questo è ormai quasi scontato. A essere pignoli mancano i tre rivetti sulle paratie dell\’ala posteriore, sopra la scritta Ultramar gialla. Potevano al limite essere riprodotte anche in decal. 

Correttamente riprodotte tutte le varie luci e lucine, comprese le due sul tetto, una gialla e una rossa, particolare non banale. 

Molto ben realizzata anche parte posteriore con i supporti dell\’alettone fotoincisi e un decoroso dettaglio del cambio e delle uscite degli scarichi. Di notevole effetto i fori di aerazione sui vetri laterali (sono ben quattordici e tutti passanti!). 

Interni: si vede ben poco ma quel poco è molto ben fatto, tranne le solite cinture in decals, comunque tollerabili su un modello di questa tipologia (sulle sport aperte sono in fotoincisione). 

La Lola T600 di Spark, pur non presentando innovazioni sconvolgenti, è il classico modello ben concepito e ben montato. Questo modello diventerà forse un piccolo classico nella produzione Spark. 

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