Rassegna stampa: Modelli Auto n.143 (primo trimestre 2021)

Pensare che l\’edizione del primo trimestre di Modelli Auto era quella del Salone di Norimberga mette un po\’ di tristezza. Ora che siamo in piena nuova normalità (dalla quale non si tornerà mai indietro) i giornalisti non dovranno più scarpinare alle fiere in cerca di notizie e novità ma potranno starsene comodamente seduti a casa senza fare un metro. Vuoi mettere gli sbattimenti in meno. Modelli Auto inizia il 2021 con una ricca edizione, cinquantotto pagine piene di argomenti interessanti e sviluppati con passione. In questo numero si celebrano i settant\’anni di Formula 1 con una bella retrospettiva di modelli 1:43 ben montati e commentati con competenza; si prosegue poi con dei focus su Brooklin Models, Profil24 e con un articolo che presenta le creazioni di Vincenzo Lupo, modellista che da anni si dedica alla realizzazione di vetture particolari, rare e semisconosciute che popolano le gare in salita e gli slalom italiani. L\’articolo tecnico è consacrato alla BMW M3 GTR GT2 di Jeff Koons di Le Mans 2010, un\’elaborazione su base JPS di Gualtiero Negri per la collezione di Piero Tecchio. 

Non mancano, naturalmente le recensioni e un paio di schede di documentazione, stavolta incentrate sull\’asta Artcurial che si è tenuta a Parigi agli inizi dello scorso febbraio. A sette anni dalla sua ripresa, Modelli Auto si sta ancora evolvendo, cercando di migliorarsi. Il filo conduttore è quello di pensare, volta per volta, una rivista che proponga contenuti difficili da trovare sul web, che ha le sue logiche e la sua dimensione. Una testata cartacea non deve né imitare né inseguire la rete, altrimenti muore. 


Credo che un periodico tradizionale debba piuttosto inventarsi un proprio percorso, non certo ignorando la presenza di Intenet ma cercando una complementarità. Non è un compito facile, perché la sfida a volte si gioca su sfumature, e non è detto che si trovi sempre la chiave della riuscita, ma l\’indipendenza concettuale (che non significa ovviamente isolamento) è l\’unico modo per giustificare la presenza della carta stampata in un mondo che sembra fare di tutto per imporre l\’effimero anche nell\’atto della lettura. Si potrebbe parafrasare lo slogan con cui un garbato Luciano Rispoli concludeva ogni puntata di \”Parola mia\”: Internet è Internet, ma una buona rivista è sempre una buona rivista

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