Ferrari 312 B2 F.1 GP Argentina 1973 di Looksmart (1:43, art.LSRC030)

Annunciata all’inizio di novembre del 2020, la Ferrari 312 B2 del GP di Argentina 1973 di Looksmart arriva nei negozi proprio in questi giorni. Il modello, di per sé, non è inedito (basta ricordare il Model Plus di MG) ma è comunque interessante perché rappresenta l’estrema evoluzione della B2 prima dell’arrivo della B3.

Per la Ferrari l’annata 1973 fu molto negativa: in Formula 1 la crisi tecnica già emersa nel 1972 era destinata ad acuirsi. Le risorse umane erano quelle che erano, oltretutto già appesantite dall’impegno nel Mondiale Sport, che alla fine della stagione sarebbe stato abbandonato dopo la sconfitta patita contro la Matra.

Il calendario del mondiale F.1 1973 prevedeva all’inizio tre trasferte alquanto gravose, in Argentina, in Brasile e in Sudafrica. La Ferrari adattò la vecchia 312 B2 per affrontare queste tre gare intercontinentali, contando su Jacky Ickx e Arturo Merzario.

La versione scelta da Looksmart è quella di Ickx, che a Buenos Aires conquistò un onorevole quarto posto dopo essersi qualificato terzo su diciannove concorrenti. Merzario, invece, fu nono, penalizzato da problemi al cambio.

Looksmart non è nuova a Ferrari Formula 1 dei primi anni settanta. La capacità di fare un modello di buona qualità non ha certo bisogno di essere evidenziata. Linea, verniciatura e livello di montaggio non porgono il fianco a critiche di sorta; solo il contorno del muso, attorno al radiatore, sembra non particolarmente esatto: ci saremmo attesi una linea più angolosa nella parte superiore.

Su un modello così, tutto è più o meno al suo posto: la meccanica, ben in evidenza su questo tipo di vetture, è riprodotta correttamente e si nota lo sforzo di aggiungere qualche raffinatezza (fotoincisioni, effetti cromatici…). Proprio per fare un confronto a tutti i costi con la storia, potremmo essere in presenza di un Tenariv ben montato.

La superficie dello spoiler posteriore è riprodotta con una decal che rende piuttosto bene l’effetto dell’alluminio spazzolato. Ottimi cerchi e gomme, con le scritte Goodyear tampografate su un pneumatico bello gonfio e un po’ consumato, di sicuro effetto.

L’abitacolo è completo di strumentazione, volante con razze fotoincise (senza cavallino al centro) e del sempre tanto discusso pilota: il casco di Ickx è ben replicato, con la visiera montata in modo preciso. La tuta ha ricevuto un effetto dry-brushing. Passabili le solite cinture in decal, stavolta arricchite dal logo Britax. Il parabrezza, correttamente in colore bluastro, ha i suoi bravi rivettini sistemati lungo la base. Dalle foto della vettura al GP di Argentina, però, si nota un deflettore supplementare montato al centro del parabrezza, che Looksmart ha (volontariamente?) omesso.

Il modello è tenuto in pari sulla basetta grazie a due distanziali in gomma, che assicurano un assetto preciso e realistico. Ottimi gli allineamenti dei vari bracci delle sospensioni, progettati con criterio e non a casaccio come avveniva su molti dei kit speciali. Molto belli gli specchietti retrovisori, con la superficie riflettente interna e i supporti treppiede fotoincisi.

Le decals sono corrette; si nota in particolare la maggior lunghezza del numero 1 rispetto al numero 8, come sulla vettura reale. I loghi tecnici sono riprodotti con scrupolo. Del resto gli sponsor delle Ferrari ufficiali anni settanta non sono più un mistero per nessuno, figuriamoci per un marchio come Looksmart. Le versioni argentine si caratterizzavano poi per la presenza dello sponsor petrolifero YPF, cosa che ravviva le F.1 e i prototipi che hanno corso a Buenos Aires in quegli anni.

Come sempre, la confezione è un gradino sopra a quella di Spark. Scatola doppia in cartone in un bel rosso Ferrari, base in plastica grande con placca serigrafata, vetrinetta in plexiglas di quelle di lusso, ossia senza segno dello stampaggio nel centro della parte superiore.

Il punto nodale è che questo è e rimane fondamentalmente uno Spark venduto a cento e passa euro. Sta quindi al singolo collezionista decidere se a questo prezzo lo standard proposto da Looksmart è ancora accettabile o se sia necessario iniziare a cercare altrove. In molti dei casi, peraltro, il mercato non offre alternative recenti o tecnicamente interessanti.

In conclusione si tratta di un modello molto gradevole, con qualche svista che sarebbe stato possibile evitare, ma gli errori capitano quando si guarda e riguarda tutto con cento occhi nelle produzioni artigianali, figuriamoci con le serie made in China che devono uscire a getto continuo settimana dopo settimana.

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