A proposito di metal fatigue

Nonostante i produttori facciano di tutto per restare evasivi in materia, il metal fatigue della zamac ha creato una larga e giustificata sfiducia tra i collezionisti di modelli negli ultimi venti anni. Quello che sembrava un problema limitato ad alcuni isolati e ben conosciuti casi del passato, è tornato in modo massiccio con fabbricanti come Norev, Schuco, Minichamps e altri, e le magagne non hanno risparmiato neanche i modelli cosiddetti di alta fascia.

E se quel che è stato è stato, il collezionisti giustamente si preoccupano per la tenuta nel tempo dei modelli prodotti oggi, sui quali non sussiste alcuna garanzia che la qualità dei materiali impiegati sia finalmente migliore rispetto a quella di certi lotti all’origine dei fenomeni di cinque, dieci o venti anni fa.

Del resto, neanche i produttori, al di là di un atteggiamento reticente quando non elusivo, riescono a ottenere sufficienti garanzie sui materiali, forniti da aziende esterne, che potrebbero quindi continuare a presentare difetti di composizione.

Il sito mininches.com, che è uno dei più onesti e documentati nel settore dell’automodellismo statico, ha pubblicato un approfondimento sul metal fatigue, che potete leggere a questo link: https://www.mininches.com/2020/05/dossier-nos-miniatures-et-la-maladie-du.html

L’articolo sarà presto seguito da una seconda parte.

4 pensieri riguardo “A proposito di metal fatigue

  1. Purtroppo, il fenomeno si può presentare anche dopo svariati anni (10/15), senza dare avvisaglie, quindi non esiste una “soglia di sicurezza “, cioè un numero di anni massimo oltre il quale possiamo stare sicuri.
    Una bomba ad orologeria.
    Hai usato un termine su cui non sono tanto d’accordo, ecco, molti di questi non sono “produttori”, ma dei semplici committenti, come può esserlo chiunque voglia investire soldi nella realizzazione di modelli.

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    1. Hai ragione Alfonso, ma io avevo dato un senso lato (molto lato) al termine, intendendolo come “marchi”. Sui vari Norev, Schuco e compagnia bella, il fenomeno non ha tardato troppo a presentarsi, per cui direi che se entro una decina di anni (forse un tantino meno) non è successo nulla, ma assolutamente nulla, allora si può stare relativamente tranquilli. Il problema è che molti collezionisti non vogliono guardare e non tutti a causa di difetti della vista. Metodo dello struzzo.

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    1. Come no. Se dovessi fare il conto di quanti soldi ho buttato nei modelli, a quest’ora avrei una Porsche 911, ma non di quelle scrause; di quelle serie. Una delle poche cose intelligenti che ho fatto nel modellismo (e più in generale nella vita) è stato vendere le decine di Minichamps, Norev, Schuco e roba simile che avevo, tra il 2006 e il 2007.

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