Il futuro di Solido è ora più roseo

La storia di Solido iniziò a farsi tormentata nel 1978, allorché i figli del fondatore Ferdinand de Vazeilles, Jean e Charlotte, rinunciarono alle loro mansioni in azienda. Nel 1980 la Solido fu acquisita da Majorette e nel 2003 divenne proprietà di Smoby, che sarebbe poi stata assorbita nel 2008 da Simba-Dickie. Nel 2006 Smoby chiuse la fabbrica di Oulins, organizzando una vendita all’asta nella quale venne disperso un patrimonio inestimabile. Parte degli stampi furono acquistati da Norev e la produzione venne delocalizzata in Cina.

Finalmente, nel 2015, Simba-Dickie concluse un accordo con Mini Express (OttOmobile e GT-Spirit), che divenne proprietaria del marchio. “Quando arrivammo – ricordano oggi in OttOmobile – non c’era rimasto più niente. Alcuni stampi, lasciati all’aperto, erano inutilizzabili, altri erano spariti”.

A quasi sette anni di distanza, la sfida di Mini Express può dirsi già a buon punto. Per contenere il più possibile i prezzi la produzione dei nuovi Solido avviene in Bangladesh.

In questi ultimi tempi i Solido in scala 1:18 hanno riacquisito importanti quote di mercato con modelli che si sono rivelati dei veri best seller, come ad esempio la BMW M3 E36 Lightweight 1995 o l’Autobianchi A112 Abarth.

La possibilità di scambiarsi i file OttOmobile e GT-Spirit ha velocizzato l’uscita di alcune novità e in generale l’impronta di competenza del gruppo di Josselin è ben visibile anche in una gamma più economica come la Solido. L’obiettivo – dicono in OttOmobile – è quello di contenere i costi salvaguardando però un certo rigore storico e l’attenzione al dettaglio.

Da altri produttori sono arrivati in modo inatteso altri stampi come quello della Porsche 936, che ha incontrato un buon successo di pubblico. Un modello Solido non fa concorrenza a un OttOmobile e si pone oltretutto in una fascia di prezzo inferiore a quella di un Norev, conservando sempre parti apribili, ruote sterzanti e altre caratteristiche – vogliamo dire ludiche? – che fanno la gioia di un certo tipo di appassionati.

Nel catalogo Solido è tornata l’Alpine-Renault A110 con un nuovo stampo, e continuano ad essere proposte versioni interessanti di modelli preesistenti, come le colorazioni speciali dell’Alpine A110 moderna o la RGT da competizione (WRC Monza 2020, Rallye du Mont Blanc, Touquet 2020). C’è poi molta attesa per la Renault Fuego, che sarà inizialmente proposta in versione GTX celeste metallizzato e Turbo rossa. Anche in questo caso, lo zampino di OttOmobile è evidente.

Il 2021 ha segnato il 60° anniversario del lancio della gamma militare da parte di Solido e attualmente il catalogo offre diversi mezzi in 1:48 dalle livree inedite.

Per quanto riguarda l’1:43, la serie vintage, che riprende alcuni dei più bei pezzi della serie 100, non ha avuto troppi sviluppi anche se si segnalano alcune varianti di colore, come la Ford Thunderbird nera, la Citroen AMI6 rossa, la Simca Océane Cabriolet arancione e l’Aston Martin DB5 verde inglese.

Ma a parte questo, Solido rilancerà una gamma completamente nuova di diecast 1:43, recuperando così un’irrinunciabile tradizione.

In generale, molta attenzione viene ora posta nel controllo qualità dei materiali. Sappiamo i disastri accaduti con diversi marchi, da Norev a Schuco, arrivando anche a case con una produzione alto di gamma estremamente costosa. In Solido vi è la consapevolezza che l’attenzione alla tenuta della zamac è una condizione primordiale per continuare a beneficiare della fiducia della clientela.

I comportamenti delle fabbriche in Cina e altrove non sono sempre stati limpidi: per risparmiare si sono gettate nelle colate partite di zamac già utilizzate (come ad esempio le matrici delle fusioni) senza pensare minimamente al danno di immagine derivante da certi fenomeni che conosciamo fin troppo bene.

L’incontro con i vertici di Solido qualche giorno fa a Josselin (le immagini si riferiscono ai locali della ditta e allo showroom) ci ha confermato che le intenzioni di una continua riqualificazione del marchio in termini di qualità, tenuta nel tempo e fedeltà sono serie e ben fondate.

foto copyright David Tarallo

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