Focus: Lancia Stratos Gr.5 Pirelli Giro d’Italia 1978

Nell’ancora scarna serie italiana (scarna almeno a confronto con altre serie nazionali, come quella francese, quella tedesca o quella belga) Spark fa uscire la riproduzione in 1:43 della Stratos Gruppo 5 che vinse il Giro d’Italia del 1978 con Alen/Pianta/Kivimaki. Un’ottima idea, anche se il modello è tutt’altro che inedito. Il modello, in serie limitata a 500 esemplari numerati, esce proprio in questi giorni. La scatola è caratterizzata dai colori italiani, ed il modello fa (per fortuna) parte della produzione cinese. Una rapidissima nota storica, tanto la stragrande maggioranza dei nostri lettori conosce benissimo risvolti di questo tipo: la sesta edizione del Giro fu la prima che ammetteva al via due piloti più navigatore.

Sulla Stratos Pirelli, inizialmente destinata a Sandro Munari, salì invece all’ultimo momento Giorgio Pianta. Markku Alen fu il secondo pilota, col suo abituale navigatore Kivimaki. Il trio ottenne una bella vittoria, battendo la Porsche 935 Gr.5 di Facetti/Finotto/De Antoni. Al terzo posto, e primo di Gr.4, concluse un’altra Stratos, quella di Pittoni/Magnani/Cresto. La vittoria del Gr.2 andò a Patrese/Pozzetto/Sodano con la debuttante Ritmo (quinti assoluti); primi del gruppo 3 furono Regis/Perotto/Cena (Porsche 911 Carrera, sesti assoluti) e Enjalbert/Machoir con l’Alfa GTV si aggiudicarono il Gr.1 (quindicesimi assoluti).

La classica livrea Pirelli del 1978 fa sempre il suo effetto: del resto già Solido l’aveva scelta per una delle tre versioni del suo kit! Qui però si tratta della Gruppo 5, caratterizzata da una carrozzeria diversa, più adatta all’impiego in pista. La linea della Stratos di Spark è stata talvolta criticata, io non sono ancora riuscito a farmi un’idea definitiva. In ogni caso il modello è ben verniciato, montato correttamente e con una finitura a livello del marchio.

Veniamo, in modo più chiaro possibile, alle notazioni su questa uscita specifica:

  • Spark ha scelto di riprodurre i cerchi in rosso fluorescente, una mossa che su vetture di questo genere costituisce sempre una specie di azzardo. Forse la tonalità è troppo chiara.
  • La targa posteriore è tornata in decal, ed è un peccato perché la targa fotoincisa con le cifre in rilievo su altre Stratos (tra l’altro anche la vincente del Tour de Corse 1981 uscita contemporaneamente a questa) aveva il suo fascino. I caratteri sono troppo grandi e manca la stella della Repubblica.
  • I supporti degli specchietti retrovisori dovrebbero essere in color alluminio e non nero.
  • Qualcuno ha criticato l’insufficiente lunghezza dei terminali di scarico. Non sono troppo d’accordo.
  • I sedili hanno una forma errata: in realtà su questa Stratos avevano un poggiatesta trapezoidale, vuoto al centro. Spark ha invece correttamente riprodotto la parte alle spalle dei sedili in colore rosso.
  • Anche quando la batteria dei quattro fari supplementari non era montata, sulla carrozzeria erano presenti due attacchi, tralasciati da Spark.
  • Nota di merito per i font dei numeri di gara, non facili da azzeccare, soprattutto quando si ha una fretta del diavolo, come capita a Spark.
  • A mio parere le scritte bianche “Pirelli” e “Alitalia” sull’anteriore sono troppo piccole.
  • Spark non ha omesso i piccoli indicatori di direzione anteriori. Non si vedono molto ma ci sono.
  • I ganci fermacofano anteriori sono piazzati troppo vicino agli specchietti: in realtà dovrebbero occupare l’angolo in prossimità con la battuta della porta.
  • Anche quando la batteria dei quattro fari supplementari non era montata, sulla carrozzeria erano presenti due attacchi, tralasciati da Spark.
  • Nota di merito per i font dei numeri di gara, non facili da azzeccare, soprattutto quando si ha una fretta del diavolo, come capita a Spark.
  • A mio parere le scritte bianche “Pirelli” e “Alitalia” sull’anteriore sono troppo piccole.
  • Spark non ha omesso i piccoli indicatori di direzione anteriori. Non si vedono molto ma ci sono.
  • I ganci fermacofano anteriori sono piazzati troppo vicino agli specchietti: in realtà dovrebbero occupare l’angolo in prossimità con la battuta della porta.
  • “Kivimaki limited”…? La fretta gioca brutti scherzi. Vedere basetta per credere.

Riassumendo, siamo in presenza di un modello più che buono, che rappresenta bene gli standard di Spark quando il marchio di Ripert lavora con sufficiente diligenza. Il Giro d’Italia resta una tematica intrigante, ancora poco conosciuta all’estero, forse è per questo che Spark ha optato per un’edizione limitata nazionale.

Si tratta come sempre di fare una valutazione soggettiva: gli Spark, in generale, sono per collezionisti che badano più alla quantità che alla qualità (dico in generale, poi ci sono le riverite eccezioni per quanto riguarda singoli modelli e anche per quanto riguarda singoli collezionisti). Per molti la discriminante è il prezzo: a settanta euro, non troverete di meglio e non vi scoccerete più di tanto. Se invece ambite a qualcosa di unico, che solo voi avrete in collezione, non vi resta che cercare un kit e montarlo, oppure farvelo montare da qualche modellista scrupoloso. Non vi costerà settanta euro, ma alla fine – forse – sarete parecchio più contenti.

7 pensieri riguardo “Focus: Lancia Stratos Gr.5 Pirelli Giro d’Italia 1978

  1. Forse mi è sfuggita qualche foto, ma non trovo riscontro sul colore dei cerchi.
    Per il testo rimane un modello molto onesto, con qualche dettaglio da aggiungere o modificare

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  2. Pure io non li avrei fatti fluorescenti. Mi pare che sul modello costituiscano un aspetto negativo. Se fossero smontabili senza problemi, non esiterei a dipingerli correttamente in un bel rosso vivace ma non fluo.

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  3. Bel modello come nel solito stile Spark. Curioso il sistema adottato per la decorazione, che mi sembra fatta con decals su base nero opaca, cosa di non facile realizzazione. Migliorabile la finitura della persiana, con la decal della placca portanumero che copre le feritoie, ma si sa che Spark usa spesso raggruppare le decal in un unico film.
    Stefano_c

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    1. La decal del numero in parte copre le feritoie, ma in parte simula le aperture in quanto non è coprente come le altre due placche sugli sportelli. A loro volta, le feritoie non sono passanti ma le fessure sono simulate con un filetto nero. Confermo che le parti in nero opaco sono verniciate, mentre le bande rosse sono in decals.

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