La Toyota TS050 Hybrid LMP1 della collezione 24 Ore di Le Mans in edicola

testo e foto Riccardo Fontana / in redazione David Tarallo

Dopo il test di qualche tempo fa, da sabato 20 agosto è disponibile presso le edicole italiane il primo numero di 24 H of Le Mans Collection edita da Centauria una “nuova” collana di modelli in scala 1:43 che riprende fedelmente ciò che fu a suo tempo l’analoga collezione giapponese edita da Hachette, che per prima portò, ampiamente pubblicizzati, gli Spark pressofusi nelle edicole. Senza dilungarsi oltremodo su prezzi ed altre considerazioni che, a questi livelli, lasciano il tempo che trovano, vale la pena di spendere immediatamente due parole sui modelli proposti, che sono per l’appunto esattamente gli stessi Spark economici realizzati in pressofusione già usciti in Giappone. Ma sono proprio gli stessi? Ni. Ma andiamo con ordine: certamente, di base, i modelli sono sempre loro, e la prima uscita, la Toyota TS050 Hybrid vincitrice nel 2019, lo dimostra in pieno: lo stampo è assolutamente lo stesso della Spark “edicolosa” che uscì come ottava classificata nel 2017 (in barba alle molte differenze di configurazione tra le due versioni, vedasi ad esempio numero e forma dei flap anteriori, come ben si evince, senza sforzarsi troppo in ricerche, consultando le foto contenute nel fascicolo allegato), i dettagli e le finiture però sono alquanto differenti, e verrebbe da dire ambivalenti come resa: da un lato la finitura è stata certamente migliorata in molte aree (vedasi i dadi delle ruote, ora diventati giustamente azzurri), dall’altro ha perso quei pochi preziosismi, come il bel tergicristallo in fotoincisione, che era una delle prerogative degli Spark economici, a favore di grossolani elementi in plastica iniettata.

Ennesima economia di scala operata da Spark? Probabilmente no, nel senso che, e in pochi sembrano essersene accorti, questi potrebbero non essere nemmeno modelli prodotti da Sparkmodel. Oibò, vero? Pressoché chiunque, vedendo la riproposizione della serie giapponese, ha fatto l’automatico accostamento a Spark, ma di fatto, contrariamente a quanto avveniva in Giappone (dove il marchio Spark era iper-pubblicizzato e riportato ovunque) nella serie italiana non c’è traccia di nessun riferimento diretto od indiretto alla casa di Hugo Ripert. Ad ulteriore sintomo di ciò, la scritta “Made in Bangladesh” che fa capolino dal blister della Toyota.

Edicolose a confronto: Spark giapponese (sopra), contro Spark (o Ixo?) italiana (sotto)

Ora, a meno che il gruppo Spark non abbia velocemente aperto un ulteriore stabilimento in Bangladesh ad insaputa del mondo, è alquanto difficile che la produzione di questi modelli sia effettivamente opera sua. Chi invece produce da anni in Bangladesh è Ixo, cui la produzione di questi modelli potrebbe essere stata appaltata o ceduta. Tutto ciò, vista anche la carenza estrema di notizie diffuse in merito, va presa come mera “elucubrazione” di chi scrive, resta però il fatto che, stranamente, già qualche mese dopo l’apparizione nelle edicole giapponesi della Porsche 919/2017, nei negozi si videro arrivare delle Porsche 919/2017 diecast marchiate Ixo… Tornando alle considerazioni modellistiche, si propone di seguito una carrellata di immagini di confronto tra la Toyota TS 050 di Le Mans 2017 versione giapponese, la 2019 appena uscita in Italia, e la 2018 resincast Spark “istituzionale”. Inutile fare più di tanti commenti, certo è che sia molto difficile trovare una qualsivoglia parentela tra le versioni resincast e queste diecast, sia come forme, che come tecniche costruttive, che come dettagli (sui diecast sono inesistenti tiranti, ganci, pinze dei freni, eccetera eccetera).

È ovvio che sia così, ma dev’essere ben chiaro che si, questi sono e restano ottimi modelli per elaborazioni o, qualora ci siano pochi mezzi e voglia di accontentarsi, allineare in vetrina le regine dell’Endurance spendendo pochissimo (e qui una considerazione sul prezzo tocca comunque farla, perché il prezzo a regime dalla seconda uscita, €16,99, inizia a non essere più “pochissimo” in senso stretto), ma non possono essere intesi in nessun modo come versioni “semplificate” dei resincast. La parola alle immagini…

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