Roberto Moreno, una carriera interessante

Alzi la mano chi, oggi, non vorrebbe rivivere una carriera agonistica variegata ed emozionante alla Roberto Moreno. Alti e bassi, certo, dagli inizi difficili con pochi quattrini nelle formule minori alla possibilità di entrare nelle grazie di Colin Chapman, deus ex machina della Lotus in Formula 1, salvo poi ritrovarsi gettato nella mischia del Gran Premio d’Olanda 1982 al posto dell’infortunato Nigel Mansell sulla modello 91 in livrea John Player Special che non gli consentì di centrare la prima qualificazione della sua vita. Quasi un monito, quello, come a voler dire che nemmeno in seguito sarebbe stato semplice ottenere un posto sulla griglia di partenza. Non per colpe a lui imputabili, sia chiaro, quanto piuttosto per i mezzi dei quali il più delle volte disponeva.

Eppure arrivò un sesto posto in Australia al volante dell’AGS nel 1987, il titolo prestigioso nella Formula 3000 Internazionale 1988 e un contratto da tester con la Ferrari in Formula 1 in attesa di difendere i colori della Scuderia Coloni nel 1989 e della EuroBrun nel 1990. Sì, proprio il 1990, l’anno del grave incidente in elicottero di Alessandro Nannini che costrinse il team Benetton Formula, già in rampa di lancio nel Mondiale, a cercare un nuovo pilota da affiancare a Nelson Piquet nelle ultime due gare in Giappone e Australia.

Un momento dell’intervista di Ermanno Frassoni con Henri Luzet su Motorphone TV

Veloce, affamato di risultati e possibilmente benvoluto dallo stesso Piquet: l’identikit di Roberto Moreno, insomma, che conquisterà un fantastico secondo posto a Suzuka e resterà nella squadra diretta da Flavio Briatore fino all’avvento di un certo Michael Schumacher nel 1991. Non un periodo tutto rose e fiori per Moreno e il suo entourage, come ricorda in questo nuovo video l’amico e manager Henri Luzet a Motorphone TV, il canale YouTube di Ermanno Frassoni, stante la parentesi con la Jordan per due soli Gran Premi in quel singolare 1991 e l’apparizione lampo su Minardi ad Adelaide.

Dopo vennero l’Andrea Moda, il Superturismo d’oltralpe con l’Alfa Romeo, il ritorno in Formula 1 alla Forti nel 1995 e una solida esperienza in Formula CART che lo portò a battagliare per il titolo da portabandiera del team Patrick Racing nella stagione 2000.

Arduo individuare una monoposto di Formula 1 dell’epoca sulla quale Roberto Moreno non abbia percorso almeno qualche giro; per questa ragione, al di là dei riscontri in pista spesso poco lusinghieri, e per il fatto di essere sempre riuscito a reinventarsi, soprannominato in America “SuperSub” per la sua peculiarità di salire all’occorrenza sulle vetture di altri piloti nonostante il breve preavviso, la carriera del brasiliano incarna una sorta di “unicum” impossibile da eguagliare.

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