Marco Apicella: il GP di Monza su Jordan 193 e altre storie

Un pilota italiano al via del Gran Premio d’Italia a Monza. Di per sé la notizia non dovrebbe scuotere troppo gli animi, anche se di questi tempi il tricolore è sparito dai radar della massima serie per monoposto, eppure assume tutt’altro tono se aggiungiamo che per il pilota in questione si trattava dell’esordio assoluto nel mondo dei Gran Premi. L’anno è il 1993 e quel pilota è Marco Apicella.

Originario del Bolognese, quando patron Eddie Jordan lo chiama per sostituire il veterano Thierry Boutsen, deciso ad abbandonare la Formula 1 proprio in vista della tappa di Monza, può vantare un solido curriculum nelle categorie formative tra Formula 3 italiana (secondo in campionato dietro Nicola Larini nel 1986), Formula 3000 Internazionale e persino Formula 3000 giapponese dove già era salito sul gradino più alto del podio. La chance è di quelle da non lasciarsi sfuggire, disputare la gara di casa al volante della Jordan 193 in livrea Sasol spinta da un propulsore V10 Hart. Il contratto è per un solo Gran Premio e il compagno di squadra risponde al nome di Rubens Barrichello, all’epoca anch’egli un esordiente in cerca d’autore in Formula 1.

Purtroppo, dopo una sessione di qualifica tribolata per entrambi gli alfieri del team Jordan, Monza per Apicella dura un battito di ciglia e altre opportunità per gareggiare nel Circus iridato non se ne presenteranno. Resta però scolpita nella memoria quell’unica partecipazione a un weekend di gara di Formula 1 in una carriera che spiccherà il volo in Giappone nonostante i test svolti su diverse Minardi F1 e il ruolo di collaudatore del Modena Team di Carlo Patrucco nel 1991.

Ermanno Frassoni di Motorphone TV intervista Marco Apicella (a sinistra)

Motorphone TV, il canale YouTube di Ermanno Frassoni, ne ha parlato direttamente con Marco Apicella andando a ricalcare anche il periodo della Formula 3 nelle fila della Scuderia Coloni e la Formula 3000 con la First Racing che tenterà senza successo la scalata alla Formula 1 focalizzandosi tuttavia su quel Gran Premio di Monza inizialmente sognato, poi atteso e infine durato lo spazio di 800 metri per ragioni estranee al pilota bolognese.

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