Più che un Salone, un ripostiglio

Il Mondial de l'Auto a Parigi era l’appuntamento biennale imperdibile per gli amanti dell'auto. Ma dopo una pausa di quattro anni a causa del Covid e in un contesto di crisi di mercato, l'edizione che inizia oggi sembra davvero destinata a un flop senza appello. Non c'è entusiasmo per un evento che appare come minimo dimezzato: sono presenti solo i marchi francesi dei gruppi Renault e Stellantis, più sette o otto marchi cinesi, che in realtà sono piccole start-up. La manifestazione durerà una settimana (dal 17 al 23 ottobre) invece di quindici giorni. Produttori come Volkswagen, Toyota o Audi, raffreddati dal calo delle vendite, hanno evitato l'evento. La maggior parte dei modelli in esposizione sarà elettrica o ibrida, quindi meno appetibile per gli appassionati di meccanica. Ci saranno anche i veicoli a idrogeno, ma la produzione è tutt’altro che a punto, anche se in Europa il settore pare evolversi, seppur lentamente. Il Salone di Parigi spera di accogliere tra i 300.000 e i 500.000 visitatori, la metà rispetto alla scorsa edizione. La fine dell'auto così come l'abbiamo concepita in oltre un secolo è segnata. Presto le vetture saranno esclusivamente elettriche e magari verranno utilizzate a noleggio o in leasing. Con queste prospettive anche solo immaginare un salone dedicato a tal genere di veicoli suscita meno entusiasmo di una visita al reparto elettrodomestici di Trony. 

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