Porsche 956 Gr.C Kenwood Le Mans 1983 da kit Remember

Perché non pubblicare un WIP partendo da qualcosa di piuttosto semplice e correntemente disponibile sul mercato per vedere l’effetto che fa. E’ stato scelto un kit in resina 1:43 di Remember direttamente derivato dal vecchio Starter, la Porsche 956 a coda lunga. Il kit è commercializzato senza decals a un prezzo particolarmente competitivo (link: https://www.geminimodelcars.com/listing/1344468471/porsche-956-grc-long-tail-without-decals ). In pratica si tratta di uno Starter provvisto di accessori moderni, come acetati ristampati (comprese le calotte dei fari anteriori, che sullo Starter erano riprodotti da semplici blocchi di resina giallognola), ruote tornite Remember tipo W13 e pneumatici. Le decals per questo WIP, della versione Sonauto di Le Mans 1983, hanno un’origine piuttosto famosa, perché provengono dallo stock di Guy Roels, uno dei fondatori di GYL, a suo tempo importatore belga di AMR e promotore di modelli specifici marchiati GYL-AMR (ma che ve lo diciamo a fare). Riccardo Fontana realizzerà il WIP in più episodi, con foto e spiegazioni del caso. Buon divertimento.

Testo e foto di Riccardo Fontana

Gli echi di Novegro, cui non ho potuto assistere personalmente causa infortunio, portano a tutta una serie di ottime considerazioni sui modelli che tanto ci piacciono: pare infatti, a sentire i fortunati che hanno potuto andarci, che la quantità di ottimi montati a prezzo più che ragionevole fosse estremamente abbondante, come ancora più abbondante era l’offerta di kit “vergini”, anche di grande qualità, e spesso venduti ad ottimi prezzi.
La morale di tutti ciò è semplice seppur atavica: ha ancora senso una Spark che ormai vende i suoi modelli a quasi 80€ quando ormai non si fa neanche più troppa fatica a trovare non dei kit, ma dei montati (buoni) a meno?
Dipende: noi ci sentiremmo di dire di no, ma le vie del signore e le loro sfumature sono infinite, e chi non può o non sa montare i kit, d’altronde, troverà sempre (relativamente, vista la forbice di prezzo sempre più ridotta) gli Spark.
Già, ma è così drammatico in fondo il montaggio di un kit?
Questa serie di articoli vuole dimostrare cosa possa fare un qualunque appassionato, con capacità tutte da dimostrare e con peraltro problemi di vista da vicino, alle prese con un kit in resina in scala 1:43, di fascia oltretutto piuttosto economica: in questo caso, la prescelta è la Porsche 956 “coda lunga”, una ristampa Remember da kit Starter disponibile.
Il modello è l’ideale per chiunque voglia divertirsi con poco, e da buon Starter è semplicissimo: pochissimi pezzi, ma abbastanza nitidi e precisi.
Non ci saranno rifacimenti in stile “giapponese” o interventi estremi, solo cose alla portata di un normale tutto pollici con al più esperienza di Protar e di qualche kit in plastica in scala 1:24, ossia un altro mondo rispetto ad un kit in resina in scala 1:43.
Ci sarà qualche fine intervento di dettaglio e correzione qua e là, ma nulla più, anche perché non ne sarei capace.
Il primo step è la pulizia del modello dalle inevitabili bave di stampaggio, che sono sempre presenti seppur in quantità molto ridotta dato il buon lavoro svolto da chi il kit l’ha fatto, operazione semplice e fattibile con un coltellino e della carta vetrata fine.
Il primo problema è venuto dalla rottura di una guarnizione del finestrino della portiera sinistra: ho incollato una striscia di plasticard sulla sagoma della porta, e poi ho provveduto a carteggiarla all’interno ed all’esterno fino a farle assumere curvatura e spessore della scocca.
Operazione improvvisata, ma tutto sommato riuscita.
Il secondo macro-problema, è forse una pecca, una delle pochissime, del master Record-Starter della 956, ed è rappresentata dallo spessore del muso sotto le prese d’aria dei freni, decisamente troppo ridotto rispetto alla realtà.
Avevo già notato lo stesso difetto su un’altra 956, stavolta la Record vincitrice a Le Mans nel 1982, ma trattandosi all’epoca di un modello rinvenuto già montato all’epoca (bene oltretutto) non volli intervenire: stavolta, ovviamente, è tutto diverso, e ci proviamo.
Ho provveduto a ricalcare la foggia del muso su del plasticard millimetrato spesso 0.3 mm, e poi l’ho ritagliato ed incollato sotto le prese dei freni, stuccando e carteggiando il tutto.
L’effetto, non è dei peggiori, e rende maggiormente giustizia a quello che, ancora per i canoni odierni, è decisamente un buon modello.
L’ultima operazione è consistita nello stuccaggio e relativa carteggiatura di alcuni ritiri e buchi, di cui uno particolarmente grosso nel sottoporta destro, ma niente di particolarmente grave.
Fino a qui, le modifiche andavano fatte qualunque fosse stata la versione di 956 prescelta, dalla seconda puntata in avanti ci concentreremo sulle modifiche di dettaglio per questa specifica versione, che è la Kremer di Mario e Michael Andretti e Philippe Alliot, terzi assoluti alla 24 Ore di Le Mans 1983.
Fin qui sono state due ore di lavoro piacevoli e rilassanti, il seguito ci dirà del resto.

3 pensieri riguardo “Porsche 956 Gr.C Kenwood Le Mans 1983 da kit Remember

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