I campioni in carica del FIA-WEC: la Toyota alla ricerca di conferme

testo e foto di David Tarallo

Affermare che la Toyota ha vinto i suoi cinque titoli nel WEC contro nessuno è ormai un luogo comune caro a tanti osservatori e commentatori, che avrà forse un fondo di verità ma che non toglie nulla alla preparazione, alla serietà e alla competenza mostrata dal marchio giapponese in tanti anni di presenza nel mondiale endurance. Del resto, per vincere devi essere capace di arrivare in fondo, anche se non hai avversari in grado di metterti più di tanto la pressione addosso. E, oltre ai cinque titoli costruttori, nel 2022 Sébastien Buemi e Brendon Hartley, battendo l’equipaggio dell’Alpine, hanno conquistato il loro terzo mondiale piloti, insieme a Hirakawa. Anche in questo caso, nessun altro è mai riuscito a far meglio. Del resto, la storia dell’endurance è piena di periodi in cui un solo costruttore ha dominato la scena.

La GR010 Hybrid, dotata del motore V6 biturbo da 3,5 litri, ha subito nel corso dell’autunno-inverno una lunga serie di evoluzioni: è presto per vedere se tali sviluppi verranno considerati come la seconda (e ultima) omologazione concessa fino al dicembre 2025 o se potranno essere sfruttate come singole “jolly EVO”.

Sta di fatto che telaio e motore beneficeranno di molte novità anche se la macchina continuerà a chiamarsi GR010. Una delle parti più critiche su cui intervenire riguarda la correzione della ripartizione dei pesi, condizionata dal fatto che il progetto della Toyota Hypercar è stato più volte rivisto man mano che i regolamenti venivano affinati in fase di passaggio LMP1-LMH: uno scotto poco giusto destinato a chi – diciamo le cose come stanno – ha tenuto in piedi la baracca in un periodo in cui il WEC rischiava di implodere, con la conseguente ripetizione di uno scenario ricorrente nella storia dell’endurance. Ultimo regalo per la GR010, i settanta chili ad equiparare le prestazioni delle LMH alle LMDh. E se il BoP ha condizionato – e non di poco – certi risultati nel 2022, c’è da essere certi che l’anno prossimo questo tema sarà ancor più di attualità.

Sul fronte dei piloti, con l’impossibilità di promuovere a titolare la riserva Nick de Vries, partito in direzione Alpha Tauri Formula 1, nulla cambia: sulla GR010 numero 7 si alterneranno Mike Conway, Kamui Kobayashi e José María López, mentre la numero 8 sarà affidata a Sébastien Buemi, Ryo Hirakawa e Brendon Hartley.

I maligni dicono che con Porsche e Audi in pista, la Toyota perdeva. Ora è giunta l’occasione per il Toyota Gazoo Racing di dimostrare che i successi raccolti a partire dal 2018-2019 non sono stati solo il frutto di una congiuntura storica fortunata.

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