testo e foto di Riccardo Fontana
Ci sono miti motoristici che sono destinati all’immortalità o, quantomeno, ad una lunga vita e ad ottima e duratura salute: uno di questi è certamente rappresentato da un nome – Yamaha Ténéré – che nell’arco di quattro decadi ha saputo ritagliarsi un’aura di leggenda per milioni di motociclisti e, più in generale, per gli appassionati di motori e di sport.






Il quarantesimo anniversario della Leggenda dei Tre Diapason meritava di essere celebrato con un evento di alto livello, ed è esattamente ciò che è successo domenica 24 settembre a Bobbio, nella splendida cornice dell’Appennino tra Emilia e Liguria, con possibilità di “gioco” pressoché infinite per tutti gli appassionati che hanno voluto – e potuto – partecipare.







Col patrocinio dei maggiori concessionari e dei migliori preparatori italiani, era possibile provare tutte le versioni dell’attuale massima espressione della famiglia Ténéré: il 700 bicilindrico, figlio spirituale del Superténéré 750 degli anni ’90, e bestseller del mercato (https://pitlaneitalia.com/2023/02/15/yamaha-xtz-700-tenere/).




Bellissimi i giri, ben organizzati ed alla portata di tutti, e molto bello l’ambiente, con la presenza dei piloti del World Raid Team Yamaha – Alessandro Botturi e Pol Tarres, freschissimo vincitore della Transanatolia Marathon col Ténéré World Raid ufficiale – sempre pronti e disponibili verso la folla di appassionati, ma la parte veramente superlativa era costituita dalla presenza di alcune moto di estremo pregio storico e sportivo, arrivate direttamente dalla collezione della Yamaha Motor Europe di Amsterdam, e da alcuni concessionari estremamente importanti, come la Motoshop di Parma, che hanno un peso non indifferente nella Storia Yamaha in generale e dakariana in particolare.




C’era l’XT 550 preparata per Andrea Balestrieri dalla Motoshop di Giovanni Buratti, importantissima perché con quella moto Balestrieri fu il primo Italiano ad arrivare al Lago Rosa, nel 1983, e poi c’erano tutti i modelli fondamentali di Ténéré “storiche”, dalla prima 600 del 1983 fino al Superténéré 750 bicilindrico nella sua prima declinazione del 1989, passando per i vari step intermedi del monocilindrico.
Soprattutto, c’era una selezione mozzafiato delle moto ufficiali impegnate nei raid africani negli anni d’oro della Dakar: c’era la 660 monocilindrica di Thierry Charbonnier della Dakar 1986, la spaventosa 920 4 cilindri di Serge Bacou del 1987, un tentativo (francamente anche eccessivo, ma anche per questo meraviglioso) di fare fronte allo strapotere delle bicilindriche di Honda e BMW che imperversavano in quegli anni, per finire con Sua Maestà il Superténéré ufficiale del 1991, aka YZE 750 T OWC-5, la moto che riportò la Yamaha alla vittoria alla Dakar dopo i successi di Cyril Neveu con l’XT 500 nelle due edizioni inaugurali, e che segnò la prima vittoria di Stephane Peterhansel: un mezzo stupendo, curatissimo, colmo fino all’orlo di materiali nobili, evocativo oltre ogni dire.







Queste moto, tutte provenienti dalla fu-collezione di Jean Claude Olivier, leggendario patron della Sonauto, costituiscono dei sogni per gli appassionati del genere, e vedersele davanti nella loro infinita esclusività in una cornice come la piazza di Bobbio – che per chi scrive è un luogo di ordinaria frequentazione – è stranissimo, quasi irreale, considerando che si tratta di mezzi assai difficili da vedere fuori da libri e riviste d’epoca: ricordiamo che i giapponesi hanno sempre avuto il pessimo vizio di pressare le loro moto ufficiali a fine stagione, il che rende questi mezzi ancora più rari ed incredibili.




Poco distante dal Superténéré “di Peterhansel”, era esposto l’ultima Yamaha ufficiale dedicata ai raid africani, il Ténéré 700 World Raid fresco di Rally di Tunisia, ovvero la discendente diretta della bicilindrica degli anni ’90, la moto con cui Yamaha è tornata alle origini, lasciando la sedicente “Dakar” sudamericana e poi araba e la discutibile formula dei 450 derivati dal cross per riabbracciare le grandi Maratone africane e le bicilindriche, facendo rivivere a pletore di appassionati il sogno degli anni d’oro dei rally raid.











Decisamente un bellissimo evento questo quarantennale del Ténéré dunque, un evento dov’era possibile vedere moto meravigliose, guidare, e magari trovarsi a fare un aperitivo con gente come lo stesso Andrea Balestrieri o Zanichelli, come se nulla fosse.
Fatto che poi, inevitabilmente, è la magia del fuoristrada.
